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La ‘Rivoluzione fiscale’ parte da Pomezia: eliminare il denaro contante per azzerare l’evasione fiscale

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Recuperare al bilancio dello Stato 180 miliardi di euro di evasione fiscale e ridistribuire a ciascun cittadino italiano, nessuno escluso, quanto si è recuperato, con una stima di 3.000 euro lordi a persona l’anno e, nel contempo, aumentare grazie agli introiti legati alle tasse sul ridistribuito, le spese dello Stato per i servizi ai cittadini, per le infrastrutture, per la ricerca, per la creazione di posti di lavoro.

Un sogno? E’ quanto stato analizzato e poi presentato ieri mattina a Pomezia, all’hotel Enea, dall’associazione “Rivoluzione Fiscale”, che punta a combattere l’evasione fiscale con un metodo tanto radicale quanto semplice: l’eliminazione del denaro contante.

Per fare questo, tutti i movimenti di denaro, comprese le spese più elementari, sarebbero effettuati in maniera tracciabile, ovvero attraverso l’uso di carte di credito/debito, paypal, bonifici e quant’altro possa essere comunque sottoposto a verifica. Per semplificare al massimo, soprattutto per gli anziani e per chi non ha dimestichezza con questi tipi di pagamento, la proposta dell’associazione è quella di inserire un chip nel documento di identità (o nel codice fiscale) che consenta in pochi istanti di pagare qualsiasi cosa. Ovviamente è fondamentale avere un conto corrente bancario o postale.

“Tracciare qualsiasi tipo di pagamento consente il controllo innanzi tutto di chi riceve i soldi, impedendo l’evasione fiscale, ma permette anche di verificare eventuali enormi discrepanze tra quanto si è dichiarato finora e il tenore di vita che si ha effettivamente. Una persona che dichiara 600 euro al mese e compra una Ferrari o spende 5 mila euro al mese può far nascere il sospetto – spesso fondato – che ci siano introiti non dichiarati al fisco”.

Tracciare ogni movimento economico non avrebbe benefici solo sull’equo pagamento delle tasse (senza evasione pagheremmo tutti di meno), ma farebbe da contrasto anche a diversi crimini e a fenomeni diffusi come la prostituzione o l’uso di sostanze stupefacenti. Pagare senza denaro contanti non sarebbe molto semplice: il passaggio di soldi sarebbe comunque tracciato e faciliterebbe di molto il lavoro delle forze dell’ordine.

“Molti potrebbero pensare che un’idea del genere sia folle nella sua ingenuità – spiegano i fondatori dell’associazione – ma è proprio la sua semplicità a fare da garanzia di successo. Se finora questo metodo non è stato adottato, molto probabilmente è perché non è “convenuto” a chi fa le leggi. Tracciare tutto impedisce di “fare impicci”, cosa purtroppo che in Italia piace a molti. E’ ora di cambiare questa mentalità”.

L’idea dell’associazione è quella di coinvolgere i medici di base in questo progetto, convincendoli a presentarsi alle prossime elezioni politiche, che si terranno nel 2018. 

“Qui non si tratta più di ideologie politiche, ormai abbiamo toccato il fondo. Serve una mano sulla coscienza: bisogna spogliarsi della propria casacca e inseguire il sogno possibile di una rinascita per l’Italia, che può ripartire solo se si stanano i “furbetti” e si ridistribuisce quanto viene sottratto non pagando le tasse, che comunque vengono poi versate dai soliti noti, ovvero dipendenti e pensionati. Con questo progetto tutti, con equità, avrebbero la certezza di un concreto vantaggio economico. E’ l’arma miglio contro la povertà dilagante nel nostro Paese. Una redistribuzione di reddito vale molto di più di un reddito di cittadinanza perché è certezza”.

Il programma, oltre all’abolizione dei contanti per un periodo minimo di due anni per abolire totalmente l’evasione fiscale, tocca poi altri temi, dal lavoro all’ambiente, dalla sicurezza alla giustizia.

Ma perché sono stati scelti i medici di base?

“Perché sono coloro che “toccano con mano” la realtà italiana: pensionati, anziani, giovani, famiglie, tutti hanno un medico di base a cui si rivolgono con fiducia. L’associazione è formata da un gruppo di persone in età matura, con esperienze diverse, riunite quasi per caso ma con un’idea chiarissima nella mente. “Un’idea – spiegano – che nessuno, qualunque cosa pensi, qualunque opinione abbia, comunque abbia votato (o non votato) fino ad oggi, può ragionevolmente respingere. Per essere precisi non è un’idea opinabile, è un’evidenza: recuperando al bilancio dello Stato quella che è oggi l’evasione fiscale si potrebbe risanare il Paese”.

Tutte le informazioni riguardo il progetto, compreso l’appello che viene fatto ai medici di base in tutta Italia, sono disponibili al sito http://www.rivoluzionefiscale.com

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