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Anzio. ‘La scuola nel bosco dei conigli’, progetto innovativo che parte dai più piccoli

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Chi chiede innovazione nella scuola e nella società sono i cittadini più piccoli di Anzio: è il grado più “basso” dei gradi scolastici, una scuola non obbligatoria; cittadini, alunni di 3-4 anni della scuola dell’Infanzia, che lo fanno attraverso il progetto sperimentale “La scuola nel bosco dei conigli” del IV I.C. di Anzio. Molti i docenti della scuola Primaria del nostro Istituto che ritengono interessante aderire alla metodologia offerta da un progetto “partito dal basso”, ma che permetterà ai nostri alunni una continuità metodologia nei gradi scolastici futuri. Un progetto ambizioso iniziato 2 anni fa e che procede a passi da gigante. La metodologia innovativa che offre è quella dell’Outdoor  Education ossia una “scuola all’aperto”, un “fuori aula” che offre maggiori stimoli, esperienza diretta e non raccontata, un vivere e conoscere il loro territorio non solo, un rispetto per le loro curiosità, dei loro tempi, diversi da quelli degli adulti: noi genitori, nei nostri frettolosi impegni quotidiani, abbiamo tempi diversi. Quante volte nel nostro ruolo di genitori, ci è capitato, a causa del tempo tiranno, di incitarli a camminare velocemente, di non fermarsi ad osservare il percorso di una foglia al vento o una lunga fila di formiche su un muro o abbiamo messo loro le scarpe con le stretch perché sono più veloci da sistemare, e poco importa se i nostri bimbi impareranno a 10 anni a fare un fiocco?  Attraverso questo progetto i bambini riprendono i loro tempi. La scuola DEVE camminare al passo con la società e le sue esigenze. E allora domandiamoci: quali sono le esigenze dei nostri bambini e ragazzi oggi? I genitori spesso si lamentano della loro poca autonomia, della loro fragilità emotiva, all’eccessivo uso del cellulare, dei “messaggini” che sostituiscono le relazioni frontali, della loro pigrizia, della troppa TV! Loro sono nativi digitali, noi adulti no, è più facile che loro insegnino a noi che non il contrario.

Non sono una conservatrice, ma credo che le loro esigenze si siano invertite o forse siano rimaste quelle di sempre: avere un tempo a loro misura, muoversi, correre, giocare senza il continuo controllo o strutturazione dell’adulto, sporcarsi, scoprire, meravigliarsi e attraverso tali esperienze, confrontarsi, superare i propri limiti, le proprie paure, scoprire se stessi e le loro relazioni. Ma è possibile vivere tutte queste esperienze all’interno di un’aula, magari seduti, a volte per 8 ore al giorno? Il progetto che la scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo di Anzio propone va a colmare quel vuoto esperienziale che si è creato da quando i nostri figli hanno smesso di giocare da soli in cortile o per strada con i pattini o a pallone, a salire su gli alberi, da quando l’eccessiva prevenzione e pianificazione non lascia più nulla al caso, all’imprevisto. Una costante della nostra epoca, oltre alla fretta, è la paura, paura che si facciano male, che si ammalino, che si sporchino. Tutto questo eccessivo timore genera in loro insicurezza, ansia. Noi adulti siamo cresciuti con le ginocchia sbucciate, con un fazzoletto insanguinato legato a triangolo, con corse liberatorie fino a che non ci faceva male la milza; i nostri figli oggi li disinfettiamo continuamente con i fazzolettini umidificati o l’amuchina gel, imparano ad attraversare una strada da grandi, li accompagniamo a scuola fino a 18 anni: potranno così diventare forti, sicuri di sé stessi ed autonomi? Questo progetto non  svincola i bambini dalle famiglie, la scuola di oggi DEVE essere uno spazio condiviso fra alunni, genitori, docenti e territorio, la scuola DEVE affiancare la famiglia spesso lasciata troppo sola, DEVE essere un sostegno alla genitorialità, l’agenzia scolastica rappresenta il primo grado di collettività, e la convivenza pacifica fra tutti i suoi membri si riflette nella società esterna.  Il 31 gennaio nella biblioteca comunale Chris Cappell si è svolto il 2° Tavolo Tecnico in cui tutti coloro che sono convinti che questo progetto possa essere la giusta via, hanno creato una rete di scopo nel 2015 e si sono riuniti per programmare il percorso del 2017.

Eleonora Sica – ideatrice e coordinatrice del progetto

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