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EMERGENZA RIFIUTI, TUTTE LE NOVITA’

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Spazzatura per strada, lavoratori in piazza. Il problema-rifiuti che in questi giorni si sta vivendo nella sua drammaticità a Pomezia mostra che, dietro la mancata raccolta, ci sono altre complicazioni oltre al ritardo del pagamento degli stipendi. Ma di chi è la responsabilità dei danni causati alla cittadinanza? Da giorni, ma soprattutto oggi, le accuse volano da una parte all’altra, in una sorta di tutti contro tutti. Questa mattina, nonostante la conferma dell’accredito degli stipendi arrivata ai lavoratori attraverso il consigliere comunale Maurizio Battistelli da parte dei sindacalisti Morabito e Parodi, i dipendenti hanno stazionato sotto al Comune, protestando e lanciando accuse verso l’amministrazione, ma anche verso i loro datori di lavoro. “Chi ci assicura che il prossimo mese non si ritrovi nelle stesse condizioni”, hanno domandato i dipendenti che si trovavano in piazza. La risposta è arrivata dalla stanza del Sindaco questo pomeriggio, dopo ore di sit-in da parte dei lavoratori.  “Se entro domani le società “Aimeri” e “Formula Ambiente” non verseranno quanto dovuto ai propri dipendenti il Comune, per motivi di ordine pubblico e sicurezza, nonché per garantire alle famiglie l’indispensabile per la sussistenza quotidiana provvederà ad elargire un contributo pari alla mensilità mancante, che verrà decurtata dalle somme spettanti alle società”. L’impegno
è stato sottoscritto dal Primo Cittadino Enrico De Fusco, dall’Assessore  all’Ambiente Piero Toce e dal Presidente del Consiglio Paolo Ruffini. Nel documento si fa riferimento non solo agli stipendi, ma anche alla carenza dei mezzi idonei a gestire il servizio ed alle scarse norme di sicurezza a tutela dell’incolumità
dei lavoratori.
Nel frattempo nell’intero territorio comunale la situazione è diventata  insostenibile, con i rifiuti che restano per strada ed il caldo che certo non facilita le cose. Ma far ripartire il servizio contando solo sul Consorzio Nazionale dei Servizi, formato dalla “Aimeri” e dalla “Formula Ambiente”, viste le carenze individuate dall’amministrazione, è praticamente impossibile: i mezzi a disposizione delle aziende che hanno vinto l’appalto sono insufficienti a causa dei continui guasti e delle mancate riparazioni degli stessi. Mancano i cosiddetti “ragni”, ovvero i mezzi che sollevano i cassonetti e svuotano il contenuto all’interno del camion. Questo comporta che i dipendenti si debbano limitare alla raccolta dei sacchi di spazzatura che si trovano per strada . Per risolvere in tempi brevi l’amministrazione, come riportato anche nel documento, dove si da’ comunque garanzia ai dipendenti che nessun posto di lavoro è a rischio, ha deciso in queste ore di affiancare, per pochi  giorni, un’altra ditta a quelle esistenti. Il tutto in danno alla ditta inadempiente e colpevole di interruzione di pubblico servizio. “Le inadempienze delle società che gestiscono il servizio stanno mettendo in ginocchio la città – ha affermato il neo assessore all’Ambiente Piero Toce – Siamo di fronte all’interruzione di un pubblico servizio, con la scusa nascondendo dei mancati pagamenti, dietro i quali si nascondono ben altri problemi delle ditte stesse. Il Comune sta cercando delle alternative, in attesa del responso del Tar che dovrà decidere se tutte le sanzioni che abbiamo elevato per il mancato rispetto del capitolato siano dovute”. Da quando è in essere il servizio con il Consorzio, infatti, l’amministrazione ha elevato diverse sanzioni alle due ditte, per un totale che va praticamente a coprire il valore dell’appalto. Ma le società hanno fatto ricorso al Tar. Se questo dovesse dare ragione al Comune, il debito nei confronti della “Aimeri” e della “Formula Ambiente” sarebbe praticamente ribaltato.

Anche il Sindaco ha voluto esprimersi su quanto l’amministrazione sta cercando di fare per risolvere il problema. “La situazione che si è venuta a creare è da ricondursi all’inadempienza delle società, in particolare alla mancanza dei mezzi necessari alla raccolta da parte di una delle due società. Per far fronte all’emergenza di queste ore è stata attivata la procedura di affiancamento di una società terza che già da domani provvederà a rimuovere i rifiuti che si sono accumulati in strada al di fuori dei cassonetti. Tra domani e dopodomani è in programma un incontro con le organizzazioni sindacali, nel corso del quale affronteremo le questioni relative al personale e ai rapporti con la società. In merito a questo venerdì mattina incontrerò i vertici aziendali del CNS, consorzio che ha la responsabilità del contratto in quanto firmatario dello stesso, per valutare se sussistono i termini per la prosecuzione di tale contratto o se non sia necessario passare all’ipotesi della rescissione e all’affidamento dell’appalto ad una società terza”.

Ma la “Aimeri” respinge tutte le accuse. Paolo Polini, caposquadra di zona, afferma che “i mezzi ci sono e sono sufficienti per la copertura ottimale del servizio. Ci riserviamo di accettare quanto stabilito dall’amministrazione, perché la ditta che vorrebbero affiancarci dovrebbe semplicemente occuparsi dei rifiuti in strada. Come specificato dal Dirigente dell’ufficio ambiente, la decisione presa dal Comune
sarebbe extracapitolato, quindi assolutamente non a nostro carico. Il disservizio che si è creato è da imputare al ritardo del pagamento degli stipendi: i lavoratori – che vanno compresi – in questi giorni hanno reso il 30% delle loro potenzialità, causando il disagio. Adesso che i soldi sono arrivati provvederemo affinché tutto rientri nella normalità”.

Quindi per le ditte la responsabilità è del Comune e dei lavoratori, per i lavoratori del Comune e delle ditte, mentre per il Comune il disagio dipende dalle carenze delle ditte e dei lavoratori…

E, in questo rimpallo di competenze, a rimetterci, come al solito, sono i cittadini.

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