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Pomezia, Borgo di Pratica di Mare: il cancello resterà, svaniscono 400 anni di storia. Il Comune: “E’ proprietà privata, il Borgo sarà riqualificato”

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E’ una decisione storica quella, di fatto, ‘ratificata’ oggi dal Consiglio Comunale di Pomezia ed in particolare dall’attuale maggioranza. In discussione infatti vi era un punto all’ordine del giorno (il secondo, respinto dalla maggioranza che ha votato compattamente) di non poca rilevanza per la città di Pomezia, presentato dal Consigliere d’opposizione Roberto Mambelli (PSI) denominato: “Riapertura passo carrabile e pedonale per accesso al borgo di Pratica di Mare”. 

In pratica la possibilità per i cittadini di Pomezia, dopo un anno di incertezza tanto da fargli assumere i connotati di un vero e proprio mistero, di capire (finalmente) il futuro del Borgo di Pratica di Mare. Il dibattito è stato ovviamente molto “caldo” e non sono mancati i momenti di tensione tra gli opposti schieramenti in Consiglio; alla fine però, prima di addentrarci nel merito, è utile partire da un dato di fatto: il cancello all’ingresso del Borgo di Pratica di Mare resterà. Se, quando e come sarà possibile per i cittadini fare nuovamente ingresso nel Borgo al momento non è dato saperlo. 

QUI IL VIDEO DEL CONSIGLIO COMUNALE

L’Amministrazione Comunale: “Il Borgo di Pratica di Mare verrà inserito in un progetto molto più ampio di riqualificazione”

E’ stato l’Assessore Piccotti a riassumere in sostanza la posizione di Piazza Indipendenza sulla vicenda, partendo da una lettera a firma della dirigente del Comune. “Un’amministrazione pubblica può entrare in possesso di un bene privato o per espropriazione per pubblica utilità, che equivale ad un acquisto a prezzo di mercato, o per donazione del privato; la PA non può acquisire beni privati tramite uso capione cosa che invece il privato può fare mediante ricorso al giudice ordinario. Una particolare circostanza è poi quella dell’acquisizione da parte della pubblica amministrazione di beni immobili da tempo immemorabile fruiti pubblicamente e non riconducibili a documentazione scritta che ne attesti la effettiva proprietà privata; per evitare dunque stati di abbandono che comprometterebbero il decoro cittadino il pubblico può continuare a disporne”. 

“Laddove un privato consenta, o abbia consentito in passato, l’accesso ad una propria area non vuol dire che automaticamente perda il diritto di deciderne una futura destinazione; quindi, nel tempo, può ridisporne un eventuale impedimento in termini di accesso al pubblico. Venendo dunque alla proprietà del Borgo, l’ente non può impedire che la proprietà ne disponga ciò che vuole. Del resto non sono stati rinvenuti atti che dimostrino un diritto del Comune di Pomezia su quegli spazi di Pratica di Mare. La delibera del ’51 citata dall’opposizione non disciplina sulla proprietà, è una semplice menzione di strade cittadine, al contrario della proprietà privata che vige invece dal 1617. 

Poi un passaggio sui lavori: “Tutti i documenti dei lavori sono stati presentati agli uffici competenti, compresi gli ultimi in corso. Il dato di fatto è che il Borgo così com’era non era più fruibile, perfino pericoloso, ciò che nascerà consentirà di donargli nuova vita”.  

Sul cancello e sul futuro del Borgo: “Oggi è un cancello di cantiere, non appena i lavori termineranno verrà sostituito da un cancello molto più idoneo. Ma, a nostro avviso, è riduttivo parlare di questo. Per Pratica di Mare vi sarà un progetto – la creazione dell’area del Borgo e delle Tenute di Pratica di Mare molto più ampio: un progetto che consentirà la riqualificazione di un’area che oggi versa in condizioni di quasi abbandono. Grazie all’accordo da noi stipulato, il Borgo verrà completamente restaurato e tornerà ad essere un fiore all’occhiello per il territorio. Il progetto ha ricevuto anche un parere positivo dal Ministero dei Beni culturale ed è stato apprezzato molto anche al Consiglio Europeo; in particolare è stata valutata positivamente l’intenzione comune (della Proprietà e dell’amministrazione di Pomezia, ndr) di recuperare e valorizzare il Borgo dotandolo appositi di spazi per il restauro e per i reparti, di strutture ricettive e commerciali, che consentirà di promuovere al livello integrato i diversi aspetti culturali, paesaggistici che ne caratterizzano il luogo. Di renderlo cioè di nuovo vitale”.

“Ad ogni modo – conclude Piccotti – saranno i fatti a parlare: il problema della riqualificazione non è il cancello, ma inserire il Borgo in un contesto più ampio di riqualificazione di tutto il parco di Pratica di Mare nel rispetto dei diritti della Proprietà. Ovviamente quando il Parco avrà nuove funzioni sarà poi compito anche dell’amministrazione capire e decidere come regolamentare l’accesso al Borgo di Pratica di Mare”

L’opposizione: “Nessuna chiarezza sul progetto, ad oggi abbiamo un cancello e tante incognite sul futuro del Borgo”

Di particolare rilievo è stato l’intervento di Roberto Mambelli che lo scorso maggio aveva presentato un’interrogazione sull’argomento poi divenuta, come visto, l’odierno punto all’ordine del giorno. “Spero finisca come il precedente” – ha esordito il Consigliere (il punto 1 all’odg “Riduzione del 30% della componente TARI per gli esercenti e i distributori che aderiranno alla sperimentazione sul sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare” è stato infatti approvato all’unanimità, ndr). “Noi abbiamo presentato questa interrogazione il 25 maggio scorso senza mai ottenere risposta. In tutti questi anni nessuna amministrazione, né destra, né sinistra, aveva mai permesso che il borgo venisse chiuso. Un cantiere che serviva a migliorare le infrastrutture del Borgo, a riqualificare era apparsa anche come una cosa buona. Però le perplessità c’erano ed oggi vediamo che erano più che fondate. Tengo a ribadire che la questione per noi riguarda le strade, strade che hanno una continuità con quelle “esterne”, tranne che in una piccola parte. Strade che sono sempre state accessibili e menzionate negli atti del Consiglio Comunale insieme alle altre”.

“Non solo. Il Comune di Pomezia negli anni ha speso dei soldi all’interno del Borgo realizzando opere possibili solo su aree pubbliche come quelli per l’acqua; poi faccio l’esempio degli uffici postali: ricordo che a Via Spoleto l’apertura della Posta fu subordinata alla predisposizione di un accesso su strada pubblica. E a Pratica di Mare l’Ufficio Postale c’era“.

Anche Schimarini (PD) ha espresso le sue perplessità: “Questo accordo, applaudito da più parti, perché non è stato discusso qui a Pomezia anziché in Europa? Si tratta poi di un accordo, prima sottoscritto e poi reso pubblico, del quale peraltro i qui presenti sanno poco o nulla. Invece di cercare di capire la situazione siamo qui a “giustificare” la proprietà privata. Nessuno discute la tutela o la costruzione di un itinerario archeologico: tutto vero, ma studiamola insieme e vediamo fino a dove quella proprietà ha il diritto di limitare i diritti dei cittadini. Lo stato di abbandono poi non lo ha portato il Comune di Pomezia: la famiglia non voleva discutere, non era pronta ad un dialogo, non c’è tanto da capire. Oggi scopriamo che invece esiste un progetto più grande, commerciale, turistico ecc. Vorrei solo vederlo questo progetto, non penso, non pensiamo di chiedere tanto”.

Quindi Imperia Zottola ancora del Partito Democratico: ” E’ vero che il Borgo di Pratica di Mare è proprietà privata, ma non tutte le proprietà private sono uguali. Quella, a differenza di casa mia per fare un esempio banale, è di interesse storico: è stata sollevata anche una questione di “sicurezza”, nel senso di “cattive frequentazioni” che il Borgo avrebbe visto negli ultimi tempi. Ma può essere ritenuto un “luogo” responsabile degli ospiti indesiderati che lo frequentano? O ci si deve adoperare piuttosto per garantirne la sicurezza? Detto questo credo che il Borgo sia un luogo troppo importante per privarcene. C’è stato un silenzio assordante fin qui, nessuno ha detto niente ai cittadini; l’intervento dell’assessore mi è sembrato una sorta di difesa di ciò che è un bene privato, come a dire ‘non mettiamoci bocca’. Ma no, non è così, proprio perché il destino di quell’area interessa tutti noi. Anche perché cosa diventerà poi il Borgo? Sentiamo parlare di strutture commerciali, alberghi, ecc. ma quando sarebbe stato deciso questo cambio d’utilizzo del Borgo? So di persone che, solo per aver provato a fare delle foto, sono stati scacciati in malo modo, e questo non va bene. Un’amministrazione non è un notaio ma dovrebbe avvicinare i cittadini alla cosa pubblica; che nel caso di Pratica di Mare significa renderli partecipi di ciò che sta avvenendo, del fine che si intende perseguire”.

Pratica di Mare: a cosa porterà questo cambiamento? 

Al momento, riavvolgendo il nastro, non è possibile capire tutti i risvolti di questo storico passaggio per la città di Pomezia non essendoci ancora una documentazione (pubblica) disponibile del progetto che, da quanto si apprende, vedrà la nascita di un complesso unico denominato area del “Parco e delle tenute storiche di Pratica di Mare”, il cui accesso verrà disciplinato in seguito; l’obiettivo dell’iniziativa comunque, frutto di un accordo stipulato tra Comune e proprietà – sulla scia del protocollo d’intesa firmato lo scorso anno che ha consentito l’ingresso in aree fino a quel momento praticamente non accessibili -, è di dare secondo le intenzioni dei promotori nuova vita al Borgo inserendolo in un’ottica più ampio del rilancio turistico della città di Pomezia. All’interno del Borgo dovrebbero trovare così spazio dunque attività commerciali, ricettive ma soprattutto dedicate alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale e storico del Borgo. 

Nella vicenda però non possiamo non sottolineare il modus operandi del Comune, non proprio “garantista” nei confronti dei diritti dei cittadini. Come per la vicenda del vincolo su Santa Palomba infatti, solo alla fine l’amministrazione ha deciso di rendere di dominio pubblico (peraltro neanche “spontaneamente” ma solo dietro la presentazione di un punto all’ordine del giorno da parte dell’opposizione) quanto stava avvenendo all’interno del Borgo di Pratica di Mare. A giochi fatti insomma, anziché un anno fa come più volte peraltro richiesto dal nostro giornale e da alcune associazioni. E per di più nemmeno fino in fondo: il progetto finale, ma su questo siamo fiduciosi che nei prossimi mesi verrà fatta maggior luce, è ancora sconosciuto al pubblico.

L’altro aspetto, ma qui è una considerazione personale, è la presa di coscienza che alla fine, nella vicenda del Borgo di Pratica di Mare, tra “privato” e “pubblico” a vincere sembrerebbe sia stato il primo; un privato che, dopo decenni, sembrerebbe esser tornato a recitare un ruolo di primattore, ma probabilmente alle proprie condizioni (benché condivise dal Comune), nonostante una storia secolare che aveva fatto del Borgo di Pratica di Mare il vero cuore pulsante di Pomezia.

Da oggi non sarà più così: se tale cambiamento sarà stato in meglio (cosa che noi ci auguriamo) o in peggio allora solo il tempo a dircelo…

Parlano le associazioni: il commento a caldo di Pomezia Sparita e Latium Vetus

Luca Paonessa (Pomezia Sparita): “A seguito di quanto ascoltato oggi nel consiglio comunale di Pomezia, possiamo dire che si sta aprendo una nuova fase storica non solo per il borgo di Pratica di Mare, ma anche per Pomezia e per il resto d’Italia. Ho saputo infatti che l’attuale cancello posto all’ingresso del borgo è un cancello di cantiere, ma al termine dei lavori verrà sostituito da un cancello adeguato e definitivo. Il pensiero corre subito a 400 anni fa quando l’8 agosto 1617, la famiglia Borghese acquistò il borgo gettando le premesse per la creazione di una vera e propria città: fu infatti proprio questa famiglia a volere in quel periodo storico che la chiesa del borgo, diventasse parrocchia del borgo e quindi la prima parrocchia di Pomezia. Fu sempre questa famiglia, in un altro periodo storico molto più recente, a volere in quel borgo il primo ufficio postale, le prime scuole, i primi servizi della città di Pomezia che non aveva ancora questo nome e che non era unita in un’unica realtà amministrativa”.

“Oggi si apre quindi una fase storica perché ho saputo che il vero centro storico di Pomezia continuerà sì ad essere fruibile al pubblico, ma con una nuova veste: il borgo di Pratica sarà infatti inserito all’interno di un percorso turistico all’interno del parco archeologico Lavinium che potrà finalmente essere aperto al pubblico. A quanto pare, non torneranno ad esserci invece quei servizi come l’ufficio postale, le scuole e la parrocchia che hanno permesso al borgo di svilupparsi come un vero e proprio centro abitato utilizzato in passato, non tanto per fini turistici, ma per gli usi quotidiani. Tutto sparisce, tutto si trasforma, ma tutto continua, sia pure in modo differente, ad esistere…”

Latium Vetus: “E’ una notizia molto triste per noi che non avremmo mai voluto dare, il consiglio comunale di Pomezia ha respinto stamane (mercoledì 11 ottobre 2017) l’ordine del giorno presentato dal consigliere Roberto Mambelli che puntava alla rimozione del cancello attualmente a chiusura dell’accesso al Borgo medievale di Pratica di Mare a partire dal 01 gennaio 2018, giorno successivo il termine previsto dei lavori autorizzati. I consiglieri comunali della maggioranza 5 stelle di Pomezia votando compattamente contro l’opposizione hanno respinto l’ordine del giorno a tutela del diritto alla fruizione pubblica delle strade di Pratica di Mare mentre l’assessore incaricato ha affermato la probabile permanenza del cancello anche oltre il termine dei lavori.

Si sostanzia quindi, che il cancello potrà rimanere anche oltre il termine dei lavori (previsto per il 31 dicembre 2017) e che le strade del Borgo medievale, aperte ai cittadini per centinaia e centinai di anni, potranno quindi non esserlo più in futuro.

L’Associazione Latium Vetus condanna il voto del consiglio comunale di Pomezia di oggi riconoscendolo come un voto lontano dai cittadini: accampando fumosi vantaggi turistici, legati alla probabile realizzazione di strutture ricettive all’interno del Borgo, si rinuncia intanto a garantire il più elementare ed importante fra i diritti, ossia il diritto dei cittadini alla fruizione delle strade del Borgo medievale di Pratica di Mare e dei valori identitari e culturali connessi all’antica madre di Pomezia, luogo identitario dei cittadini e vetrina turistica del nostro territorio e più in generale della #campagnaromana.

L’Associazione Latium Vetus dichiara fin da ora la propria intenzione di contrastare in ogni modo legittimo questa scellerata volontà a detrimento dei cittadini e chiama a raccolta tutti coloro hanno anch’essi la volontà di opporsi a questo triste scenario per uno dei siti culturali più importanti di Pomezia”.

 

 
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