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Protesi al ginocchio, San Carlo di Nancy primo ospedale a Roma e secondo nel Lazio

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Mario Tartarone, Direttore dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia:

“Tempi di recupero dimezzati con dimissioni già dopo 2/3 giorni dall’intervento”

 

L’Ospedale San Carlo di Nancy risulta primo nella provincia di Roma e secondo nel Lazio per il numero di volume di ricoveri per protesi al ginocchio nel 2016. 549 ricoveri effettuati, poco meno del 10% del volume totale di ricoveri registrati in tutto il Lazio, che è stato di 5999. Davanti all’Ospedale San Carlo di Nancy solo l’ICOT di Latina con oltre 700 ricoveri effettuati. Questi i dati del programma P.Re.Val.E. (Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari), con le informazioni relative alle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali, presentati in Regione Lazio il 26 giugno.

 

Un grande risultato per l’Ospedale San Carlo di Nancy la cui attività nell’ambito dell’ortopedia continua a crescere ogni anno. Nel Lazio, sempre secondo i dati reperibili dal programma P.Re.Val.E., meno del 5% delle strutture sanitarie ha volumi di ricoveri per le protesi al ginocchio superiori a 400, mentre più della metà lavora con volumi inferiori a 50.

 

Le protesi monocompartimentali (note anche come miniprotesi, o protesi di rivestimento) sono il punto di forza dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Carlo di Nancy”, spiega così il professor Mario Tartarone, Direttore dell’Unità. Si tratta di un approccio chirurgico conservativo sviluppato negli USA e portato in Europa circa dieci anni fa. “L’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia è un punto di riferimento sul territorio romano per queste protesi che hanno lo scopo di rivestire la zona lesa senza sostituirla continua il prof. Tartarone.Questo significa offrire un intervento meno invasivo, mantenere la funzionalità completa della motilità, evitare di recidere le terminazioni nervose permettendo al paziente di mantenere la ‘sensazione’ di aver il proprio ginocchio”. Le miniprotesi sono impiegate anche per lesioni dell’anca e della spalla.

 

Presso l’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Carlo di Nancy sono disponibili due ambulatori dedicati, per i pazienti con problemi al ginocchio. L’ambulatorio di traumatologia dello sport è rivolto a pazienti mediamente giovani che subiscono un danno durante l’attività sportiva come lesioni meniscali e del crociato anteriore o posteriore oppure danni cartilaginei post-traumatici. L’ambulatorio di chirurgia del ginocchio è invece dedicato a condizioni generalmente complesse tra cui artrosi, deviazioni assiali della gamba di natura post-traumatica o congenite ma anche rivolto a pazienti che hanno alle spalle interventi pregressi al ginocchio. Durante la visita specialistica viene raccolta la storia clinica, visitato il paziente e svolti gli opportuni esami strumentali (radiografia, TC, RNM), tutti eseguibili presso la struttura. In base al tipo di danno sono consigliati interventi di natura diversa, da quelli conservativi di tipo infiltrativo e fisioterapici, alle artroscopie (l’Unità ne esegue circa 1000 all’anno), fino ai casi più complessi in cui è necessario l’intervento chirurgico. La chirurgia viene proposta per tutte quelle condizioni in cui trattamenti conservativi o artroscopici non sono più sufficienti. In particolare nei casi di artrosi, deviazioni assiali della gamba di natura post-traumatica o congenite, interventi pregressi non risolutivi, danni gravi al menisco o ai crociati. Esistono diversi approcci di chirurgia protesica in base al tipo di patologia. I tempi di attesa per un intervento di protesi al ginocchio presso l’Ospedale San Carlo di Nancy sono di circa 40 giorni, sia che si tratti di protesi totale che di monocompartimentale. Questo tempo è necessario per eseguire tutti gli esami di pre-ospedalizzazione. Tutti i pazienti vengono mobilizzati e “messi in piedi” già il giorno dopo l’intervento e dimessi dopo due-tre giorni per le protesi monocompartimentali o tre giorni per le protesi totali.  “Il recupero della funzionalità completa conclude il prof. Tartarone – è dimezzato nel caso di miniprotesi: trenta giorni, rispetto ai due mesi circa previsti nel caso di protesi totali”.

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