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Ardea, intervista esclusiva ad Abate dopo le dimissioni

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Dopo le dimissioni a sorpresa del Consigliere Antonino Abate, giunte oggi in tarda mattinata, lo abbiamo intervistato per comprendere i motivi che le hanno determinate.
“Queste sono dimissioni che ho maturato da diverso tempo – ci ha riferito Abate – Ho ritenuto necessario non essere complice dell’immobilismo che si è venuto a creare. Io sono più per il fare indipendentemente dalla posizione che ciascuno assume in Consiglio comunale. Sono stato candidato sindaco nelle passate amministrative quindi ero antagonista di Luca Di Fiori ed ho una concezione dell’amministrazione completamente diversa da quella che lui ha dimostrato in questi 4 anni. Non si può negare che in questo periodo Ardea abbia subito un degrado non indifferente e sotto gli occhi di tutti”.

Le sue dimissioni arrivano subito dopo quelle del consigliere di maggioranza Marcucci; c’è una connessione tra i due fatti?
“Le dimissioni di Franco Marcucci non hanno niente a che vedere con le mie; sono certamente importanti in quanto Marcucci è esponente di questa maggioranza e dimostrano che non ci sia più alcuna volontà da parte sua di condividere un percorso con Luca Di Fiori, e a maggior ragione se non lo condivide più lui perché avrei dovuto rimanere io che non l’ho mai condiviso.
Le mie dimissioni hanno motivazioni diverse perché, essendo stato candidato sindaco alle ultime amministrative, io sono stato il capocartello dell’opposizione; ho tenuto duro fino all’ultimo tentando di mantenere viva la voce di quell’elettorato che ha voluto riporre in me fiducia nel 2012, ed anzi, mi scuso con loro per non essere riuscito a fare di più, ma è la certezza di non averli mai traditi che mi dà forza. In questi giorni molti tra quelli che mi votarono hanno voluto condividere e approvare questa mia presa di posizione contraria all’immobilismo, non solo di questa maggioranza, ma anche della stessa opposizione.
Ora non voglio additare questo o quello per dare delle colpe di quanto è accaduto e sta continuando ad accadere, ma certo il mio pensiero è diverso in questo momento da quello di alcuni miei colleghi. Quando le cose in una squadra non funzionano più come dovrebbero è inevitabile che sia il capo deputato a guidarla a prenderne atto e ad agire di conseguenza.
Nello stesso modo credo debba comportarsi anche un sindaco laddove abbia verificato l’incapacità della propria maggioranza a proseguire nel percorso amministrativo.
Dal momento che non siamo riusciti a mandare a casa questa maggioranza presentando in massa le dimissioni credo che anche quel poco che è nelle possibilità dell’opposizione doveva essere messo in atto per limitare i danni e salvaguardare il futuro di Ardea già messo a dura prova”.

Le sue dimissioni e quelle di Marcucci: non crede indeboliranno entrambi gli schieramenti?
“Non credo che l’opposizione ne esca indebolita, anzi credo che da questo mio atto possa essere l’inizio della fine dell’era Di Fiori. il consigliere che entrerà in surroga al mio posto, Occhiodoro, ha indubbie capacità e ne approfitto per augurargli buon lavoro,Il problema non è se questa minoranza ne esce indebolita ma spero che se non si riesca a mandare a casa l’amministrazione a breve mi auguro che riesca al più presto a riprendere con determinazione un percorso che io non mai tradito impegnandomi ogni giorno nel mio lavoro al quale non sono mai mancato per quattro anni, presentando mozioni, interrogazioni, battagliando anche alacremente in consiglio e fuori. Solo ultimamente, e non del tutto ne ho compreso i motivi, sono stato oggetto di critiche e preso di mira a volte anche dai miei stessi compagni di partito; spero caldamente che il mio passo indietro possa rimuovere ogni ostacolo a che loro proseguano con serenità ed impegno”.

Lascerà il Partito Democratico?
“Ideologicamente sono perfettamente in linea con il mio partito, semmai posso essere critico nella gestione che il PD ad Ardea ha condotto nell’attuare la nostra politica, a torto o a ragione sarà solo il tempo a giudicare. In questa fase mi sento di invitare tutta l’opposizione ad imitarmi invitando anche i surroganti a non accettare la nomina; se fossimo in grado di fare questo daremmo un segnale fortissimo”.


Ma a cosa porterebbe?

“Credo che la prefettura debba prendere coscienza di quello che sta accadendo ad Ardea”.

Non trova strano che ancora non sia intervenuta?
“No. Ritengo che le stesse difficoltà le vivano anche altri comuni; sono 123 solo ne Lazio ed il prefetto non interviene su questioni politiche. Ben altre sono state le occasioni in cui ci sarebbe stato modo di intervenire come ad esempio nelle occasioni di incendi, minacce, esposti nostri per il vergognoso aumento nella gestione della raccolta dei rifiuti” e non sono intervenuti”.

Pensa che qualcuno la seguirà in questo suo esempio?
“Non lo so. Mi auguro per il bene della mia città che si esca quanto prima dall’immobilismo che l’attanaglia; che si riparta subito per trovare soluzioni si diano servizi. Spogliandomi oggi delle vesti del politico e giudicando con gli occhi da cittadino, questo vorrei. I cittadini sono stanchi.
Purtroppo ritengo ci sia poca volontà di andare avanti in questo modo; in questi giorni ho visto un sindaco, se non menefreghista e assente, tirare a campare; ho visto un sindaco stanco, e di questo mi dispiaccio, non perché sia stanco e dovrei da avversario esserne felice, ma perché prima che un politico sono un cittadino e da cittadino vedere la mia città che sprofonda non mi piace.
Spero in uno scatto di orgoglio dei consiglieri di maggioranza perché solo loro possono mettere fine a questa agonia con le loro dimissioni ridare speranza al popolo ardeatino già troppo provato e deluso da una classe politica fallimentare”.

Mario Savarese

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