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SINISTRA, CENTRO, DESTRA: IN CHE DIREZIONE VA POMEZIA?

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Un governo sempre più di centro – con qualche piccola deviazione verso destra – e meno di sinistra. Così potrebbe diventare l’Amministrazione di Pomezia, dove voci sempre più insistenti danno per certo che l’assessore mancante alla Giunta di Pomezia possa essere Antonio Maniscalco, ex consigliere di Alleanza Nazionale e Pdl, mentre in Consiglio Comunale potrebbe fare a breve la sua entrata in Maggioranza l’UDC di Gaetano Penna, ex Assessore della prima era De Fusco, poi passato ad altri lidi – leggasi “opposizione” – in odore di elezioni. Se così fosse, ci si troverebbe, sia tra gli Assessori che tra i consiglieri (l’UDC ne conta 3, Maria Rotonda Russo, Gianni Mugnaini e Vincenzo Mauro) persone che con la sinistra c’entrano poco (o da cui sono uscite, come nel caso di Mugnaini) o che in passato sono state fortemente contrarie al suo operato: nella scorsa consiliatura di Maniscalco si diceva che fosse uno dei pochi che faceva opposizione. Adesso, invece, Maniscalco andrebbe a ricoprire il ruolo di guida nel delicato, soprattutto in questo periodo, settore delle Finanze e Tributi. Dopo l’annunciato ritiro dalla scena politica fatto proprio da Maniscalco poco prima delle elezioni e gli elogi arrivati da tutti i “fronti” politici di Pomezia per aver avuto la serietà e la coerenza di non presentarsi alle elezioni amministrative dello scorso maggio, l’eventuale incarico suscita già critiche e polemiche.

“Confermo quanto avevo detto lo scorso aprile – dichiara l’ex consigliere – Non mi riconosco più in questo modo di fare politica, tant’è che non mi sono candidato e non lo farò mai più”.

Ma potrebbe andare a fare l’assessore?

“Nessuno me l’ha chiesto. Ma se davvero il Sindaco volesse utilizzare la mia esperienza amministrativa, io sarei disponibile. Lo farei per la mia città, non mi devo vergognare di questo”.

Ma lei è di centrodestra, più destra che centro, visto che proviene da AN: cosa c’entrerebbe con una Giunta di centrosinistra?

“Politica e vita amministrativa sono due cose diverse. Ho deciso di lasciare la politica attiva perché ho capito che, a volte, la correttezza e l’onestà non pagano, anzi, le persone oneste passano per inaffidabili”.

Nella lettera che ha inviato alla stampa lo scorso aprile infatti diceva di aver anche “preso atto che in politica non serve a niente comportarsi in modo serio e corretto e che, soprattutto, a nulla serve dimostrare coerenza, correttezza, dedizione, tenacia, lavoro ed onestà per dare evidenza dell’attaccamento verso la propria appartenenza politica e verso la propria Città”. Conferma?

“Non mi rimangio nulla di quanto detto. Capire che contano solo il potere economico e quello politico, ovvero le amicizie potenti, mi ha troppo deluso. Mi sono quindi tolto la
casacca e sono diventato un semplice cittadino, che ha però un bagaglio di conoscenza amministrativa notevole. Se De Fusco ed i consiglieri di maggioranza mi permetteranno di mettere questa esperienza a servizio della città ne sarò onorato e grato, perché ciò mi consentirebbe di dare, oltre al il mio contributo alla risoluzione dei problemi di Pomezia, anche delle risposte a chi non mi ha mai considerato”.

Resta il fatto che molti vedrebbero questo suo passaggio come un voltafaccia nei confronti di chi l’ha sempre considerata un portabandiera del centrodestra…

“Io tengo veramente alla città, non per slogan, come ha fatto adesso il PDL con il suo tesseramento. Ho cercato di dimostrare la mia passione per la politica, senza mai  prestarmi a giochetti e dimostrando la mia serietà: nessuno mi può “tirare le orecchie”.  Quando ho deciso di non candidarmi, ho scelto di appoggiare la campagna elettorale di un mio amico del PD. L’ho fatto per amicizia, così come era successo in passato che miei amici, pur essendo di sinistra, appoggiassero me, ma anche perché dall’altra parte c’era un sistema che non condividevo. Ho deciso di spogliarmi di ogni simbolo, quindi perché buttare via un bagaglio amministrativo e conoscitivo come il mio?”.

Allora è già tutto deciso?

“Ripeto che non so nulla. Non vedevo il Sindaco da almeno quattro mesi, quando, la scorsa settimana, mi è capitato di incontrarlo mentre era a pranzo con altre persone. Qualora questa opportunità mi venisse offerta, l’accetterei con gioia. Spero solo che quanto da me detto in buona fede non venga letto invece in malafede e strumentalizzato”. Citiamo un altro passaggio della sua lettera dello scorso Aprile: “Spero che questo mio gesto serva anche a dimostrare che non tutti sono poi così attaccati alla “Poltrona”
di consigliere comunale, com’è solito dire in particolare dei politici”. Quindi il suo non è un voler tornare a tutti i costi sulla poltrona?

“No, perché il ruolo di Assessore non è certo politico, ma amministrativo, dal momento che andrebbe semplicemente a far eseguire gli indirizzi dati dal Consiglio comunale”. Che però è ovviamente politico, ed oltretutto di centrosinistra…

“In un momento così problematico per Pomezia non ci devono essere distinzioni di colori e partiti: destra e sinistra devono lavorare insieme per cercare di superare le difficoltà che sta vivendo questa città. Questo è un ragionamento che già facevo quando ricoprivo il ruolo di consigliere: per il bene di Pomezia ho votato a favore di atti che ritenevo giusti, anche se provenienti da uno schieramento opposto al mio. Questo è ciò che si dovrebbe fare anche adesso, nell’attuale minoranza”.

Ed infatti l’UDC  potrebbe seguire alla lettera il suggerimento…

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