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Aprilia, porte aperte in Rida ambiente: associazioni e sindacati visitano l’impianto

Porte aperte in Rida Ambiente: associazioni e sindacati tra i macchinari ultra tecnologici dell’impianto Organizzato un buffet sul piazzale di stoccaggio. I presenti: “Difficile credere di essere in Italia”

Hanno visitato gli impianti ultra tecnologici dell’impianto Rida Ambiente di Aprilia, passando nelle aree di stoccaggio ma anche a pochi passe dalle biocelle oltre che osservato dall’alto l’area di ricezione del rifiuto tal quale da parte dei compattatori che ogni giorno scaricano nelle porte di accettazione 1440 tonnellate circa di immondizia. Questo quanto avvenuto nel pomeriggio di martedì 18 luglio nell’impianto di via Valcamonica dove sono stati ospitati i rappresentanti di sindacati, associazioni e movimenti cittadini che hanno accolto l’invito del patron Fabio Altissimi.
A visitare l’impianto, accompagnati dallo stesso Altissimi, sono stati i rappresentanti di Ugl, Feneal Uil, Giovani Emozioni, Acli Terra, guardie ecozoofile Fispsas e comitato Mazzocchio che, al termine della visita guidata, sono rimasti piacevolmente colpiti di come, all’interno di un impianto di trattamento dei rifiuti, fosse possibile anche consumare un aperitivo sotto le ultimi luci del tramonto.
“Speriamo che momenti come questi possano ripetersi nel corso dei prossimi mesi – ha commentato Fabio Altissimi – La nostra intenzione non è tanto convincere qualcuno di qualcosa ma ci teniamo che i cittadini abbiano la possibilità di vedere cosa accade davvero in un impianto d’eccellenza come il nostro, che ha richiesto e richiede ogni giorno, festivi compresi, tanto impegno e sudore. Non abbiamo nulla da nascondere e quindi ci fa piacere che chi è più curioso abbia la possibilità di toccare con mano e sentire con il naso quanto avviene tra i nostri impianti”.
La visita si è aperta con la registrazione degli ospiti, a cui sono state fornite pettorine catarifrangenti, caschetti protettivi, mascherine e tappi per orecchie. La prima tappa ha riguardato i portelloni di accettazione del rifiuto. Uno di questi è stato spalancato sotto gli occhi increduli dei presenti che, nonostante la montagna di rifiuti che si stagliava davanti a loro (l’area di stoccaggio copre 2500 metri) non hanno sentito odori particolari grazie all’ambiente pressurizzato e bio filtrato.
Il nutrito gruppo ha poi fatto accesso nel tunnel che corre accanto alle turbine che comprimono aria sotto il rifiuto e permettono la sua bio-essiccazione con temperature che toccano gli 80 gradi centigradi. Affascinante la visita nella sala controllo che, dall’alto, permette di osservare la completa automazione del processo di macinazione e omogenizzazione del rifiuto. Un processo attuato senza personale umano con il solo ausilio di macchine assistite da un software prodotto e sviluppato in Rida Ambiente e costato oltre di un milione di euro.
“Siamo felici di aver reso questa prima fase della lavorazione completamente automatica- ha spiegato Altissimi ai presenti- certo l’ambiente è comunque salubre ma abbiamo preferito escludere i lavoratori da questa prima fase dove comunque si lavora un rifiuto così come prelevato dai cassonetti”.

Uscito dalla prima fase di lavorazione il rifiuto viene poi inserito nelle biocelle che contengono 900 tonnellate di rifiuto l’una. Qui avvengono le fasi di riscaldamento, igienizzazione, maturazione e raffreddamento con il materiale che ne fuoriesce che viene ulteriormente fatto oggetto di separazioni meccaniche. Da ultima la fase della campionatura automatica per valutare costantemente il rispetto dei valori indicati dall’Iso 9000 e 14000 con il rifiuto che viene infine imballato e, nel caso del trasporto all’estero per essere avviato a termo valorizzazione energetica, incellofanato.
“Spendiamo due milioni e 300 mila euro l’anno di energia elettrica – ha spiegato Altissimi accompagnando all’uscita gli ospiti – impiegando di media 5 megawatt di corrente che ci servono per lavorare i rifiuti prodotti dal milione e 700 mila abitanti che noi rappresentiamo. Sono 400 mila, invece, le tonnellate che inviamo al recupero energetico, una vera e propria risorsa se si pensa che per ogni chilo di rifiuto lavorato si produce un kilowatt di corrente”.
“La nostra azienda- ha concluso Altissimi – rappresenta un’eccellenza nel panorama nazionale – per noi non è tanto importante accumulare ricchezze quanto sfruttare una materia, il rifiuto, che l’essere umano continuerà sempre a produrre e che non era più possibile semplicemente interrare. In questo modo il rifiuto diventa risorsa, può sostituire l’uso di carbon fossile come avviene nel nord Europa e non va semplicemente a riempire invasi e discariche sulle quali il nostro Paese a mio modesto parere punta ancora troppo”.

Rida ha a sua disposizione per movimentazione e impianti circa 12 ettari occupati da inpiantisitcia bilogica, meccnaica, depurazione delel acque spazi di manovra euffici e stoccaggi.