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GOLETTA VERDE SBARCA AD ARDEA

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Un quadro sicuramente preoccupante, ma con importanti segnali positivi che arrivano proprio dal nostro territorio. E’ questo il quadro che Goletta Verde, storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un attento monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani, ha presentato questa mattina ad Ardea, dove sono stati presentati i dati sull’abusivismo nelle coste laziali. L’appuntamento era sul lungomare degli Ardeatini, all’altezza del Centro Regina, alla presenza di Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente e Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Giunti al 27° anno di attività, i volontari di Goletta Verde hanno informato e sensibilizzato i presenti aulla necessità della tutela del mare e delle coste, schierandosi contro chi sfrutta e contamina questo bene pubblico insostituibile per fini privati. “Un reato su cinque si compie nel territorio laziale soprattutto nell’area romana e lungo tutto il litorale pontino, nelle aree più pregiate e al contempo maggiormente sensibili – ha esordito Parlati –  e per combatterlo occorre agire con decisione: i Comuni devono riaccendere i motori delle ruspe per ripristinare la legalità sul territorio, con un forte sostegno della Regione Lazio, sia per contrastare i cavilli amministrativi degli abusivi che rispetto al fondo di rotazione per la lotta all’abusivismo”. Il confronto con l’azione avviata dall’ex sindaco di Ardea Carlo Eufemi e proseguita dal suo successore Luca Di Fiori è stato naturale. “Lo dimostra Ardea – ha proseguito il presidente di Legambiente Lazio – dove non si è ancora fermata la corsa al mattone selvaggio, ma dove c’è un’azione per demolire ciò che è abusivo”. Parlati ha poi allargato il discorso a tutto il Lazio. “Non è solo il territorio della Provincia di Roma a reclamare interventi urgenti: nella Provincia di Latina si registrano abusi non contrastati persino nei Comuni del parco del Circeo”. Questi i numeri registrati nel Lazio durante il 2011: 634 le infrazioni accertate, pari a 1,7 al giorno. Le violazioni hanno comportato 2 arresti, 206 sequestri e 883 persone denunciate. 218 i reati accertati in provincia di Roma, 204 in provincia di Latina, 79 in provincia di Rieti, 75 in provincia di  Frosinone e 58 in provincia di Viterbo. Il Lazio è 5° nella triste classifica delle Regioni con maggiori reati legati all’abusivismo edilizio, incidendo sul totale nazionale dei reati edificatori con il 9,5% delle infrazioni complessive.

Restando sul territorio, il caso di Ardea è eclatante: la costa è affogata da una colata di cemento illegale pressoché ininterrotta che gli abbattimenti voluti dall’Amministrazione comunale provano a contrastare, ma che hanno un peso relativo rispetto ai 657 abusi edilizi censiti tra il 2004 e il 2009. Per decenni la media è stata elevatissima: una nuova costruzione abusiva ogni 5 giorni. Lo scorso anno ad Ardea sono stati scoperti 168 manufatti, per un totale di 25.000 metri quadri, destinati ad abitazioni civili, ristoranti, bar, piscine e campi da calcio, su un’area agricola di circa 3,5 ettari. A macchiare il territorio anche le costruzioni abusive nell’area del Parco delle Dune, alle spalle della meravigliosa Torre Michelangiolesca, dove alcune concessioni demaniali rilasciate 30 anni fa permisero di realizzare capanni per la pesca che si sono tramutati in immobili, per i quali Goletta Verde assegnò già nel 2007 la bandiera nera.

Spostandosi di poco e guardando verso nord, si deve ricordare la lottizzazione abusiva a Santa Procula, dove qualche mese fa la Guardia di Finanza pose sotto sequestro un’area di quattro ettari interessata da imponenti opere di urbanizzazione funzionali alla realizzazione di un complesso di edifici a uso residenziale, nonostante fosse sotto vicolo ambientale.

A breve si sapranno i risulti dei rilevamenti fatti da Goletta Verde, che andranno confrontati con quelli fatti dall’Arpa Lazio: l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale ha promosso il litorale di Pomezia ed Ardea, ma gli ambientalisti contestano i dati emersi, perché i prelievi dei campioni delle acque non sono – secondo loro – stati effettuati abbastanza a riva, quindi dove effettivamente ci sono i bagnanti. Le bandiere date da Goletta Verde, poi, non riguardano solo la salute delle acque, ma lo stato dell’intero territorio, compreso l’immediato entroterra, valutando appunto anche l’abusivismo edilizio ed i cosiddetti “ecomostri” che deturpano il paesaggio.

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