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Addio a Alfredo Vitali: ieri i funerali dello storico fotografo morto a seguito di un drammatico incidente

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Alfredo Vitali
Si sono tenuti nel primo pomeriggio di Venerdì 25 febbraio presso la Chiesa di Sant’Anna a Pontinia i funerali di Alfredo Vitali, storico fotografo di Sabaudia, scomparso all’età di 82 anni mentre si trovava ricoverato al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti nella serata dello scorso 23 febbraio.

Lo scambio di salme

La giornata però, già triste per il dolore della perdita, ha rischiato di trasformarsi in un vero incubo per la famiglia: al momento dell’accesso alla camera mortuaria del nosocomio pontino, nella stanza in cui era annunciata l’esposizione del feretro di Alfredo, i congiunti si sono imbattuti con la salma di un’altra persona, adagiata in una bara non da loro scelta ma vestita con i panni “giusti”, fatto che li ha letteralmente sconvolti. Allo stesso tempo, i familiari di un altro defunto non trovavano la salma del proprio congiunto. Alle rimostranze dei parenti, dopo una rapida ricerca è stato svelato l’arcano: la salma di Alfredo è stata trovata chiusa in una stanza priva di insegne, posta nella bara “giusta”, ovviamente con indosso vestiti diversi, e non quelli scelti dai famigliari, che sono stati utilizzati per vestire il defunto “sbagliato”. Solo successivamente – sul posto è anche intervenuta una pattuglia delle forze dell’ordine – allo sconcertante scambio delle salme è stato posto frettolosamente rimedio, scongiurando il concreto rischio di ritardare lo svolgimento delle rispettive esequie. Un fatto increscioso che si aggiunge a numerosi altri casi di carente organizzazione dell’Ospedale, ritento inadeguato e sottodimensionato, ulteriormente zavorrato dal problema Covid-19.

Il funerale di Alfredo Vitali

Parenti, amici ed ex clienti di Sabaudia e di Pontinia hanno poi sentitamente partecipato alla funzione religiosa: tra questi, in rappresentanza del Comune di Pontinia era presente l’Avvocato Maria Rita D’Alessio, mentre per il Comune di Sabaudia il consigliere comunale Saverio Minervini; tra gli astanti anche l’ex Sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci. A presenziare anche una pattuglia della Guardia di Finanza – Corpo presso cui prestano servizio due dei tre figli del defunto – che ha omaggiato il feretro sulla posizione dell’attenti al momento dell’ingresso in Chiesa. Sulla bara, su cui è stato adagiato un fascio di rose rosse, oltre alla foto di Alfredo i figli hanno posto anche una vecchia macchina fotografica, una delle prime da lui utilizzate. Particolarmente emozionante il discorso a fine cerimonia del figlio più piccolo, il Maresciallo Cristian Vitali, che ha letto con la voce rotta dall’emozione una lettera da lui dedicata al padre, culminata con scoscianti applausi.

La lettera del figlio

Questo il testo integrale: «Ciao Papà, in questi giorni la tristezza per la tua dipartita è stata in parte mitigata dai tanti, tantissimi messaggi di cordoglio che abbiamo ricevuto. Sei stato definito “una pietra miliare” di Sabaudia, una persona gentile e affabile, un “vero signore”, un “fratello maggiore”, finanche “il buongiorno” di un noto supermercato di Pontinia. Sei stato ricordato per il tuo lavoro da più di una generazione che ha dimostrato di serbare il tuo ricordo. Il più bello e significativo è quello di Daniela Carfagna, che citiamo e ringraziamo con sincerità: “Alfredo Vitali e Leandro Azzolina sono stati i due fotografi che hanno raccontato, per immagini, la storia delle famiglie e delle istituzioni della nostra città, Sabaudia. Desidero ricordarli entrambi durante le nostre cresime e comunioni, quando intorno all’altare con le tante macchinette fotografiche al collo e la borsa delle pellicole, immortalavano le nostre emozioni, l’accoglienza dell’Ostia Sacra, dell’Olio che il vescovo segnava sulla fronte, lo scambio degli anelli, durante il coronamento di tanti sogni d’amore. E poi i momenti importanti collettivi, le manifestazioni istituzionali, i tramonti e le albe. Scatti in bianco e nero e a colori, che dovevano essere messe a fuoco e pensati, il digitale non esisteva e per fare il fotografo bisognava essere bravi, non si potevano fare 100 scatti per sceglierne uno. Era un mestiere, una professione importante, a cui sono legati i nostri ricordi più cari, le foto: quelle ingiallite, talvolta stropicciate, rincollate, spiegazzate, ma che conserviamo con amore profondo. Grazie a loro, che per tanti anni e per i nostri figli, ci consentiranno di riguardare volti e sorrisi cari”. Questo è il commovente compendio della tua esistenza pubblica. Nel privato, invece, negli ultimi anni hai avuto più di qualche problema di salute. Ricordo particolarmente quando ebbi un arresto cardiaco, ma ti salvasti ottenendo i tuoi tempi supplementari grazie al pacemaker. Per tutto il tempo della tua agonia ti tenni la mano, come un padre fa con il proprio figlio. E, si sa, da anziani, in fondo, si torna un po’ bambini. E i bambini si perdonano, si accarezzano, si meritano un rassicurante sorriso. Non dimenticherò mai che l’ultima cosa che mi hai detto, è stato chiedermi se il mio piccolo bambino stava bene. E proprio ora che la partita della tua vita è finita, come un bambino vorrei idealmente immaginarti ora, finalmente riabbracciato alla tua adorata mamma. Che questa immagine possa dolcemente accompagnarti nel tuo ultimo viaggio. Ciao, Papà».

La citazione di Daniela Carfagna, Caposettore delle aree Cultura, Beni Archeologici, Turismo, Spettacolo e Gemellaggi e sport del Comune di Sabaudia

Molto gradita è stata dalla famiglia Vitali – che ringrazia quanti hanno partecipato – la citazione di Daniela Carfagna, Caposettore delle aree Cultura, Beni Archeologici, Turismo, Spettacolo e Gemellaggi e sport del Comune di Sabaudia, pubblicata sulla Pagina Facebook “Sabaudia Amarcord”. Alfredo Vitali, conosciuto anche come Émore, era nato a Sabaudia nel 1939 da Armando e Carmelina Malossi. Nel corso degli anni cinquanta fu allievo dello studio fotografico Fernando Mazzia di Terracina, maestro a livello nazionale, e in qualità di apprendista acquisì i segreti del mestiere diventando bravissimo nel fotoritocco e nell’uso della camera oscura. Nel 1959 prese servizio presso il fotografo Ernesto Fava a Pontinia, ma nel 1960, con il trasferimento della famiglia a Sabaudia, iniziò a lavorare presso lo studio di Leandro Azzolina, all’epoca sito in Palazzo Zazzarini. Nel 1963 lascia lo studio per lavorare per la Toseroni, occupandosi della distribuzione di gelati, salvo tornare sui propri passi nel 1966, tornando alle dipendenze di Azzolina. Dal Matrimonio con Fernanda Zorzini, celebrato nel 1964, sono nati tre figli: Roberto, Andrea (che proseguì l’attività paterna) e Cristian, noto blogger. Il 1° Aprile 1972 aprì il suo studio in Via Principe di Piemonte a Palazzo Capodilupo, in breve tempo superando il maestro, per poi concludere la sua carriera lavorativa all’alba del nuovo millennio, nel 1999, godendosi la meritata pensione, e chiudendo idealmente un’epoca in cui il fotografo era un vero e proprio mestiere da artigiano, poi completamente stravolto e snaturato con l’avvento del digitale.
Alfredo vitali
 
 
 
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