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Università a Pomezia, inizio con polemica: studenti fuori dalle aule e senza servizi

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Primo giorno di lezione con polemica, al Campus Selva dei Pini di Pomezia. Nella sede di via Pontina, dove ancora si tengono i corsi della facoltà di Scienze Infermieristiche dell’Università La Sapienza di Roma, ieri mattina sono arrivati gli iscritti al secondo anno – perlopiù provenienti dalla Campania – ed hanno trovato il portone d’ingresso chiuso. I ragazzi, stanchi del viaggio fino a Pomezia, hanno iniziato una pacifica protesta, alla quale non c’è stato però riscontro. A prendere la parola sulla vicenda gli ex dipendenti del Consorzio per l’Università di Pomezia, licenziati dopo lo scioglimento del Consorzio stesso. “La chiara dimostrazione dell’inconsistenza motivazionale che ha spinto ai nostri licenziamenti, avvenuti il 30 Giugno 2014 per mano del Sindaco Fabio Fucci, si è palesata ieri mattina sotto i nostri stessi occhi, rimasti esterrefatti dinanzi all’ennesima dimostrazione di superficialità e di disorganizzazione nella gestione della delicata faccenda universitaria – hanno dichiarato -Questa volta a farne le spese sono un centinaio di studenti iscritti al secondo anno di Scienze Infermieristiche i quali, giunti al Selva dei Pini per iniziare i corsi, hanno dovuto fare i conti con una serie di disservizi che hanno inevitabilmente compromesso l’esito positivo della didattica. Prima fra tutte l’assenza di un punto di riferimento fisico in grado di poter non solo accogliere nella dovuta maniera i studenti, ma di fungere da essenziale raccordo tra la Facoltà e i ragazzi stessi, in modo tale che, come successo ieri, se il Professore non si presenta o è in ritardo i ragazzi vengano tempestivamente informati, consentendo loro di organizzarsi di conseguenza invece di rimanere alla porta attendendo speranzosi l’arrivo come, purtroppo, è accaduto ieri”. Per gli ex dipendenti i disagi agli studenti saranno anche altri. “Altra nota dolente, che ha fatto rumoreggiare i presenti, è la totale assenza di punti di ristoro quali bar, mensa o distributori di acqua, caffè, merende. Assolutamente inconcepibile poter affrontare un’intera giornata di lezione senza avere la possibilità di acquistare una bottiglietta d’acqua, fare una pausa caffè o semplicemente pranzare. Un velo pietoso andrebbe steso poi per quel che riguarda i servizi igienici. Il Sindaco ha chiaramente fatto intendere, licenziando il personale, che questi sono da considerare servizi superflui dei quali lo studente può fare tranquillamente a meno. Ma gli studenti concordano con questo punto di vista?”. La risposta la forniscono gli stessi ex lavoratori, ancora amareggiati per la vicenda che li riguarda direttamente. “La verità è che mantenere l’Università e al contempo licenziare i dipendenti che all’interno lavoravano è stata una scelta del tutto incosciente, sia nei nostri confronti, che degli studenti, che non meritano di essere trattati come i carcerati, limitandone all’essenziale i servizi primari”.

Matteo Acitelli

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