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Pomezia, il canile di Alba Dog sotto inchiesta per maltrattamenti. Diversi i decessi su cui si indaga

I LIQUAMI DEGLI ANIMALI VENIVANO SCARICATI DIRETTAMENTE NEL FOSSO DI RIO TORTO

La Polizia Locale di Ardea ha eseguito una ispezione delegata dalla Procura della Repubblica di Velletri, emessa a carico del L.R. della soc. Albadog SRL indagata per maltrattamenti di animali perpetrati sin dall’anno 2016

L’attività nasce da una delega di indagine emessa dal Sost. Proc. Dr.ssa Diana Russo, che ha attivato la Polizia Locale di Ardea in accertamenti volti alla ricerche di prove di maltrattamenti eseguiti nella struttura sugli animali custoditi.

Ieri, su incarico della Procura di Velletri, la polizia locale rutulea, guidata dal comandante Sergio Ierace, ha dato corso all’ispezione unitamente al Ctu veterinario nominato dal Tribunale, recandosi nella struttura Alba Dog di Pomezia dove sono presenti sia il canile Sanitario, direttamente gestito dalla Asl RM6, che il canile rifugio ed un gattile.

I Caschi Bianchi di via Laurentina hanno raccolto diverse segnalazioni e materiale attestante le modalità in cui gli animali venivano posti sotto custodia nel canile oggetto di controllo. Durante il sopralluogo si è proceduto al sequestro di due depuratori, uno non correttamente funzionante e l’altro privo di autorizzazione, che scaricano i liquami degli animali cosi trattati direttamente nel fosso di Rio Torto ivi presente.

È stata sottoposta a sequestro anche un’area posizionata nelle immediate vicinanze dei box dei cani, usata di fatto come discarica, sulla quale erano abbandonati elettrodomestici, calcinacci, materiale ferroso, medicinali scaduti, vecchie radiografie dei cani, siringhe fiale ed altri rifiuti speciali, oltre alla presenza di aree in cui erano stati da poco accesi dei fuochi sulle cui motivazioni di accensione gravano ulteriori accertamenti, tutti rifiuti speciali che invece di venire smaltiti erano accatastati a pochi metri dagli animali.

Il canile ospita circa 340 cani dei comuni di Nettuno, Anzio ed Ardea. Alcuni dei randagi da un primo controllo, sebbene nutriti, non sono sembrati in salute e le gabbie sono apparse umide e sovraffollate, con alcuni casi di cani diarroici e con gabbie comunicanti tra loro, tutte cose che potrebbero favorire contagi tra loro.

La Polizia Locale ha accertato che i decessi comunicati dalla struttura al Comune di Ardea di alcuni animali custoditi si erano avuti tutti per gastroenterite. Il Ctu del tribunale ha relazionato la situazione del canile alla Procura della Repubblica di Velletri che, vagliando anche i sequestri eseguiti, deciderà in queste ore il da farsi. Acquisiti registri ed altra documentazione al vaglio degli inquirenti per la verifica dell’intera attività.