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Ciampacavallo è salva, l’onlus per disabili non dovrà lasciare l’area nel parco dell’Appia Antica

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Ciampacavallo

Ciampacavallo non andrà via dai terreni dell’Appia Antica. L’intervento della Regione Lazio avvenuto in queste ore, ha di fatto salvato l’attività per l’assistenza dei ragazzi con disabilità nell’area dell’Appia Pignatelli. Infatti, la Giunta regionale avrebbe trovato un accordo economico con la Fondazione Gerini, che ormai da diversi mesi si stava muovendo per cedere le proprie proprietà all’interno dell’area naturale romana. 

La Regione Lazio salva l’attività di Ciampacavallo

L’attività, che in un primo momento sembra dovesse chiudere definitivamente dopo anni di attività, è salva. Infatti, la Regione Lazio starebbe operando per rilevare i terreni su cui opera la Onlus dalla Fondazione Gerini, in una dinamica che di fatto salverebbe l’opera sociale situata sull’Appia Pignatelli. Si tratta di circa tre ettari di terreno, dove l’associazione aveva creato una fattoria sociale per l’inclusione di ragazzi con disabilità cognitiva. 

L’azione di Ciampacavallo sull’Appia Pignatelli

Per quello che concerne l’attività di Ciampacavallo sull’area dell’Appia, al momento la Onlus offre assistenza a 800 persone con disabilità cognitiva. Agli associati, l’associazione offriva dei percorsi di recupero anche a titolo gratuito, che consentendo ai formatori di lavorare a contatto con la natura, gli orti e soprattutto gli animali, che accompagnano i disabili nel loro percorso di recupero. 

Attività equestre a Ciampacavallo

La Regione Lazio compra i terreni della Fondazione Gerini

In queste ore, la Regione Lazio ha comprato 40 ettari dei terreni della Fondazione Gerini, rintracciabili nel quadrante dell’Olivetaccio (gli stessi dove peraltro è presente Ciampacavallo). La Giunta regionale ha ottenuto il diritto di prelazione su quegli spazi, proprio affinché diverse aree legate all’Appia Antica e con vincolo ambientale finissero nelle mani di privati. Come abbiamo osservato nelle scorse settimane, anche altre attività sociali potevano perdere il terreno su cui lavorare: tra queste analizzammo anche la situazione di una realtà sportiva nell’ambito equestre, che si occupava del pieno recupero, anche atletico, di cavalli con gravi disabilità.

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