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Decreto dignità, di che si tratta e cosa comporta in poche righe

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STOP ALLA PUBBLICITÀ DEL GIOCO D’AZZARDO, INCENTIVO AL LAVORO E LIMITI MAGGIORI ALLE AZIENDE CHE GODONO DI INCENTIVI PUBBLICI

Che cos’è un decreto legge

Il decreto-legge è un provvedimento a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza.

Il decreto legge entra in vigore, con forza di legge, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i “canonici” 15 giorni) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decade automaticamente, se nel frattempo non è convertito in legge dal Parlamento. 

DECRETO DIGNITA’

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto dignità portato avanti e supportato da Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali. La Lega ha assecondato il decreto, seppur con qualche mal di pancia, ma alla fine ha virato per l’approvazione.

Cosa comporta il decreto dignità

Delocalizzazione. Le aziende che sono sostenute economicamente dallo Stato, non potranno delocalizzare per 5 anni, in caso di infrazione si rischia una multa da due a 4 volte gli aiuti ricevuti, con un interesse maggiorato del 4%.

Lavoro e licenziamenti. Il vice-premier Luigi Di Maio ha più volte ribadito la volontà di scoraggiare le aziende ad assumere con contratti a tempo determinato contrastando così il superato Jobs Act renziano. Gli imprenditori che ricorreranno ad un’assunzione temporanea dovranno sborsare allo Stato l‘1,9% di contributo addizionale, prima era al 1,4% sulla retribuzione imponibile a scopi previdenziali. Ad ogni rinnovo scatterà un’addizionale supplementare dello 0,5% a carico esclusivamente del datore di lavoro, fondi destinati a finanziare le casse della Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi).

I contratti a tempo determinato non potranno avere durata superiore ai 24 mesi e potranno essere rinnovati al massimo per 4 volte, norma che si applica anche ai contratti attualmente in essere. Per frenare i licenziamenti abusivi l’indennizzo riconosciuto ai lavoratori ingiustamente allontanati verrà aumentato del 50% e, in caso di licenziamento senza giusta causa, l’indennizzo potrà essere pari a 36 stipendi.

Per quanto riguarda gli insegnanti, il decreto dignità fa slittare di 120 giorni il termine del licenziamento perché, come ha ribadito Di Maio, si tratta di “decine di migliaia di insegnanti”. La proroga servirà a trovare una soluzione.

Pubblicità dei giochi d’azzardo e contrasto alla ludopatia. La norma ha delle eccezioni come la Lotteria Italia e molte altre. Sono esenti dai nuovi limiti i giochi che dispongono dei loghi di sensibilizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il testo è molto chiaro: “rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”. Le sanzioni saranno pari al 5% del valore, ma al minimo 50 mila euro.

Rider. L’incontro con i rappresentanti dei rider non è andato a buon fine ma ha prodotto la promessa di riconvocare una seduta entro la fine della settimana in corso per stabilire un compenso minimo, l’affiliazione a Inps e Inail e un contratto che descriva il tipo di lavoro da svolgere, anche al fine di stralciare il punteggio di reputazione del lavoratore su cui le aziende di food delivery fanno affidamento.

L’aspetto fiscale. I coefficienti dello strumento del redditometro saranno modificati. Il redditometro è un insieme di indici che considerano i beni posseduti da un contribuente ed i servizi di cui ha goduto per stimarne il reddito. Non fa eccezione a queste modifiche nemmeno lo spesometro, il cui termine per gli annunci è stato imposto al 28 febbraio e non più a fine settembre. Con il termine spesometro si intende l’obbligo che hanno aziende, lavoratori autonomi e titolari di partite Iva, di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle fatture emesse che superano i 3.000 euro o degli scontrini o ricevute fiscali superiori a 3.600 euro. Il decreto sancisce anche la fine dello split payment, il meccanismo con cui la Pubblica Amministrazione versa l’Iva direttamente al fisco e non al fornitore che ha emesso fattura.

 

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