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Cellule staminali da sangue mestruale

Quando si parla di cellule staminali, io che sono ostetrica la prima cosa a cui penso è la raccolta del sangue cordonale, poi mi viene in mente il prelievo di midollo osseo, ma sicuramente non sapevo che queste stesse cellule si trovassero in piccola parte anche nel latte materno, ma soprattutto nel sangue mestruale.

Lo ammetto ne ho sentito parlare per caso e la cosa mi ha molto incuriosito.
Ho fatto qualche ricerca sul web, ma il materiale a disposizione è veramente poco ed in Italia l’argomento è ancora oscuro, tutto quello che ho trovato riguarda studi in India ed in America.
Quando si parla di cellule staminali, io che sono ostetrica la prima cosa a cui penso è la raccolta del sangue cordonale, poi mi viene in mente il prelievo di midollo osseo, ma sicuramente non sapevo che queste stesse cellule si trovassero in piccola parte anche nel latte materno, ma soprattutto nel sangue mestruale.

Tanto per capirci, le cellule staminali sono linee cellulari talmente “neonate” da essere capaci di differenziarsi in qualsiasi tipo di cellula del nostro organismo: muscolare, cardiaca, cerebrale ecc potendo così potenzialmente riparare eventuali danni in diversi organi.
Sono cellule totipotenti.
In particolare questo tipo di cellule staminali si chiama “mesenchimale”, linea cellulare che corrisponderebbe alla migliore possibile, con maggiore velocità di crescita, replicazione e differenziazione.

Sembrerebbe addirittura che 5 ml di sangue mestruale potrebbe generare in due settimane di coltura di laboratorio, cellule cardiache mature e capaci di cotrarsi da sole.
Quindi non servirebbero infiniti campioni per creare linee cellulari da usare come terapie perché lo stesso campione si replica velocemente e praticamente all’infinito.
Se avessi avuto a disposizione un’emoticon avrei messo una faccina con gli occhi sgranati!
Le potenziaità di applicazione di questa scoperta sono infinite, attualmente pare siano 74 le malattie che si sta cercando di trattare grazie a queste cellule.

Il prelievo non è doloroso e non richiede tecniche particolari, si fa comodamente nella privacy della propria abitazione e non come avviene per il prelievo del midollo osseo e per la raccolta del sangue cordonale.
Con tutto il romanticismo e l’ingenuità che mi contraddistinguono, vado su Google e digito “donazione sangue mestruale in Italia” … nulla, ma questa volta il primato non è solo nostro o almeno io non sono riuscita a trovare nulla sulla donazione neanche fuori dai confini nazionali, ma dal 2007 negli USA ha aperto la prima banca di conservazione del sangue mestruale… ovviamente a pagamento ed è proprio dal sito di questa banca e di altre affini (di cui volutamente non faccio il nome!) che ho preso parte delle notizie riguardo la procedura di raccolta del campione.

Devo ammettere che leggendo le istruzioni mi è venuto da pensare che le famose coppette mestruali siano nate proprio per questo scopo, ma forse questa è solo una mia percezione.
La raccolta è facile e indolore e si fa appunto utilizzando una coppetta di silicone sterile il primo giorno di ciclo a parire dai 12 fino ai 47 anni… il che vuol dire almeno un 35 anni di raccolta, anche se invecchiando la qualità delle cellule risulta meno buona.

Una volta raccolto il campione si avvisa il corriere della banca di riferimento che lo viene a ritirare e lo porta a destinazione.
Se esistesse uno studio su scala nazionale e se fosse lo Stato a chiedere alle donne italiane di donare il proprio sangue mestruale credo fermamente che ogni donna sarebbe più “orgogliosa” di ricordarsi ogni mese di essere donna sapendo che il proprio sangue può essere tanto prezioso da curare atre persone.

Credo anche che qualcuna donerebbe più volentieri il proprio sangue mestruale piuttosto che quello del proprio bimbo al momento della nascita, specialmente oggi in cui si parla molto di rispetto nella nascita e dell’importanza di aspettare a recidere il cordone finché non abbia smesso di pulsare proprio per garantire ai neonati quel bonus di vita!
Sono stata molto in dubbio se scrivere o no questo articolo un po’ perché dopo l’entusiasmo iniziale non sono riuscita a recuperare informazioni così come piace fare a me e un po’ perché le tante cose che ho trovato correlate all’argomento mi hanno fatto sentire un po’ sul limite tra la scienza e stregoneria.

Se non mi credete fatevi un giro su internet… ne ho lette tante!!
In conclusione però son due le certezze che mi sono rimaste.
La prima è che come sempre la storia insegna e senza voler entrare nel merito di alcune problematiche vi invito a riflettere sul fatto che, in tutte le culture, nei tempi antichi la società era matriarcale e il grembo femminile era venerato come fonte di vita e di guarigione… e forse per istinto, per caso, per fortuna, per osservazione diretta, non lo so, ma probabilmente i nostri antenati qualcosa avevano capito… ora io non preparerei mai pozioni a base di sangue mestruale per curare l’infertilità, ma magari investirei su una cura con cellule staminali da sangue mestruale per guarire per esempio dall’ischemia ed evitare l’amputazione di un arto (questo è uno dei campi di applicazione di queste cellule che si sta studiando), questo si’ senza dubbio!

La seconda invece è come sempre qualcosa che la mia mente non riesce a comprendere: come si può non investire in una risorsa tanto promettente????
L’istinto mi aveva consigliato di lasciar stare, ma poi mi sono detta se nessuno ne parla nessuno ascolterà mai, nessuno mai dirà la sua e la cosa rimarrà nel silenzio.
Io sono più dell’idea che di certe cose o male o bene l’importante e che se ne parli… no?
Parliamone!

Dott. Ost. Catiuscia De Renzis
dovevolalacicogna@libero.it