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Andrea Ranaldi: morto il calciatore 19enne. Fatale un aneurisma cerebrale mentre si allenava in giardino

Lutto nel mondo del calcio: questa mattina è morto Andrea Ranaldi, 19enne giocatore dell’Atalanta, in prestito al Legnano. Il ragazzo venerdì si stava alleando nel giardino di casa quando ha accusato un malore. Immediatamente è stato portato al pronto soccorso dell’Ospedale di Varese dove a causa delle condizioni disperate è stato ricoverato in rianimazione, ma dopo poco è morto.

Un aneurisma cerebrale la causa del decesso del giovanissimo atleta, che avrebbe compiuto 20 anni a giugno. Andrea, nato a Carate Brianza, era cresciuto calcisticamente a Zingonia, dove ha sede il centro sportivo dell’Atalanta.

L’allenamento in giardino

Il ragazzo venerdì mattina si stava allenando nel giardino della sua casa e non sembrava avere problemi. Poco prima aveva parlato con il suo allenatore e aveva scambiato con lui qualche battuta. “Mister, sto andando ad allenarmi”.

Poi il malore e la corsa in ospedale. A soccorrerlo i genitori.

A dare l’annuncio della sua morte il procuratore Marco Montesarchio. “È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre ad organizzare l’incontro, ma bastò poco ad entrambi per capire subito che condividavamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo.. Spero d’averti potuto lasciare qualcosa di positivo come tu sicuramente hai fatto con me. Sei stato sempre corretto e leale con tutti, era il tuo modo di essere dentro e fuori dal campo di calcio. Quel rettangolo verde che era la tua vita! Avrei voluto poter gioire con te per un tuo ritorno tra i professionisti, te lo saresti meritato dopo una stagione esaltante a Legnano. Poi, avevamo ancora tantissimi traguardi da dover raggiungere, come quelli che iniziavamo a programmare per la prossima stagione. Ma, purtroppo, il destino ha voluto che un malore ti portasse via in un attimo..La tua vita è stata breve ma vissuta intensamente perché eri un lottatore che davanti alle difficoltà non si arrendeva e lo hai sempre saputo dimostrare e hai sempre dato tutto! È stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti, così, con quel motto che ti rappresentava tanto e che avevi scritto anche sulla tua pagina facebook: “Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi”.

Ciao

Andrea Rinaldi

Fai Buon Viaggio”