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Cronaca

Fase 2, Conte rallenta sulle riaperture: ‘Ancora non si può venire meno agli obblighi attuali’

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“Si è da poco conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i ministri competenti, ho voluto aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la ’fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico”.

Sono queste le parole del Premier Giuseppe Conte al termine del confronto poco prima della mezzanotte tra sabato 18 e domenica 19 aprile.

LE PAROLE DI CONTE SULLE MISURE RESTRITTIVE

“Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione“, prosegue il Presidente del Consiglio, lasciando intendere che le restrizioni proseguiranno ancora, anche se non viene indicata una data precisa di scadenza.

“Nel frattempo – dice Conte – continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere.

LE RIAPERTURE

Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione. Un piano così strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto”.

Ma, dall’altra parte, ci sono le pressioni che arrivano soprattutto dalle associazioni i categoria, che difendono il diritto al lavoro delle persone che da quasi due mesi non hanno la possibilità di lavorare, ma che continuano a dover sostenere spese.

“Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria – replica Conte – per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working“.

“Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”, conclude il Presidente.

C’è quindi un primo allentamento del lockdown, “concessioni” per alcune categorie, la possibilità degli spostamenti per alcune categorie di lavoratori, ma non ci sarà la riapertura di tutte le tipologie di negozi: bar e ristoranti, ad esempio, dovranno ancora aspettare.

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