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Scandalo al Comune di Latina: tangenti per acquistare la droga. Ecco tutti i dettagli

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I militari del nucleo investigativo del comando provinciale dei Carabinieri di Latina a conclusione dell’indagine “NICO”, avviata nel dicembre del 2019, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Latina, hanno eseguito la misura cautelare personale e reale, emessa in data 25 marzo 2021 dal GIP del locale tribunale, dott. Mario la rosa, nei confronti di cinque persone.

Gli indagati e le accuse

Le cinque persone accusate sono D.M.N., 55 enne di Latina, geometra e destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari insieme a P.C. 50enne di Latina, avvocato, attualmente sospeso a seguito di provvedimento disciplinare; C.P, 78enne di Latina, pensionato, destinatario di obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria insieme a C.M. 68enne di Roma e pensionato, e F.A. 65enne di Latina, imprenditore. Contestualmente si è proceduto alla notifica di un avviso di garanzia nei confronti di altre due persone: C.V. 35enne e B.S. 53enne, entrambi di Latina e al sequestro preventivo di 11.850 euro, quale profitto delle condotte corruttive del primo indagato, D.M.N.

L’operazione

Nel corso dell’operazione, a seguito delle perquisizioni locali, si è’ proceduto a trarre in arresto nella flagranza di reato B.S., poiché risultato responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto trovato in possesso di 160g di cocaina, un etto di hashish confezionato in 17 pezzi e 12 dosi di cocaina per un totale complessivo 10g, ma anche 1.100 euro provenienti dall’attività illecita. Inoltre è stato denunciato in stato di libertà, per lo stesso reato, P.C., poiché trovato in possesso di 8 grammi di hashish e 6 grammi di cocaina. Pertanto l’attività investigativa ha consentito di accertare che D.M.N., in qualità di addetto al servizio ambiente e territorio del comune di Latina, fra il dicembre 2019 ed il maggio 2020, utilizzando timbri in disuso del locale comune, aveva: preteso la somma di 4.550,00 euro da una 72 enne, al fine di rilasciarle l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue, ricevuto 4300 euro da C.P., 3500 euro da C.M. e 200 euro da F.A., per concedere loro illecitamente l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue, di competenza del proprio ufficio. Inoltre avrebbe simulato l’avvio di istruttorie finalizzate a rilasciare false autorizzazioni comunali, utilizzato l’autovettura di servizio per recarsi presso le abitazioni dei menzionati indagati al fine di riscuotere il denaro pattuito e impiegato il denaro per acquistare sostanza stupefacente, per uso personale, dagli indagati P.C., E.C.P. e B.S. 

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