Grande partecipazione e tanta commozione ieri nel piccolo spazio per anni dimenticato del borgo storico di Cisterna e che invece d’ora in poi rappresenterà un tema di grande attualità che in pochi anni ha letteralmente travolto il comune pontino.
Francesca e Martina (2013), Tiziana (2014), Alessia e Martina (2018), Desirée (2018), Elisa (2019). A loro è stata dedicata la restaurata scalinata di Piazza degli Angeli, tutte vittime di femminicidio.
La Scalinata degli Angeli le ricorderà a chiunque salirà quei gradini attraverso le 7 pietre d’inciampo in travertino bianco con i loro nomi e le date del sacrificio. Ma ieri, per la cerimonia, erano in tanti, familiari e parenti delle vittime, autorità, associazioni e cittadini.
Hanno presenziato il Prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, il presidente della Provincia, Carlo Medici, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Gabriele Vitagliano, il Vice Questore Dirigente del Commissariato di Cisterna, Riccardo De Sanctis, il sindaco Mauro Carturan, gli altri amministratori comunali, i parroci.
L’assessore ai lavori pubblici Patrizia Capitani ha brevemente introdotto l’incontro illustrando come il restauro della scalinata sia stato fedele al disegno originale e che auspica una rinascita del centro storico.
Il consigliere Fabiola Ferraiuolo, promotrice dell’iniziativa, ha letto la commovente lettera inviata da Antonietta Gargiulo, superstite della strage compiuta dal marito in cui hanno tragicamente trovato la morte le loro figlie Alessia e Martina.
Dopo la deposizione di una corona a forma di cuore con all’interno sette rose rosse, il Prefetto Trio ha evidenziato anche il suo ruolo di madre e di donna che ha avuto la fortuna di incontrare sulla sua strada persone giuste e purtroppo non sempre accade. Per questo, già dalle prime avvisaglie ha invitato a segnalare tali situazioni a chi di dovere e a non isolarsi.
“Quando all’indomani dell’ultimo tragico evento ho parlato di agorà – ha detto Carturan – intendevo proprio questo, la creazione di tante “piazze” dove fare sport, lavorare, stare insieme, e dove si parla, perché parlando probabilmente potremmo salvare una vita”.







