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CONGRESSO PD A POMEZIA E TORVAIANICA: NIENTE MAGGIORANZA ASSOLUTA, SI VA AL BALLOTTAGGIO

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Congresso PD, mentre a Roma impazza la polemica sulle “tessere gonfiate” e si subodorano brogli, a Pomezia e Torvaianica il Partito Democratico, di certo non esente da sospetti riguardo ai tesseramenti, si presenta alquanto spaccato: nella scelta del segretario dell’Unione 8 preferenze su 16 vanno al gruppo (Democratici per Pomezia) guidato da Mirimich, Schiumarini, Capodimonti, Zottola, Cenacchi e Abbondanza, che hanno scelto Raffaele Milillo come loro espressione, mentre 7 vanno a Marco Mesturini, appoggiato dal gruppo (Democratici e Riformisti) meno nutrito formato dallo stesso Mesturini, dall’ex sindaco De Fusco e da Caporaletti. L’ultima preferenza è stata assegnata a Lidia Pellegrini, portata dal gruppo In campo per Cambiare. Lo stesso risultato si è verificato nei due circoli di Pomezia e Torvaianica, dove non esiste di fatto una vera maggioranza, ma, al contrario, si denota una spaccatura netta tra i due gruppi che si contendevano la segreteria, palesando di fatto l’impossibilità ad esprimere un coordinatore unitario.

Cosa succederà adesso? Non avendo nessuno ottenuto la maggioranza assoluta, si dovrà andare al ballottaggio, la cui data ancora non è stata fissata dalla segreteria provinciale del partito. La preferenza al ballottaggio potrà però essere espressa solo tra delegati eletti e non tra gli iscritti, cosa estremamente peculiare, in quanto attraverso questa modalità non si ridà voce ai cittadini iscritti al partito, ma solo ai membri eletti, restringendo al massimo consentito la tanto sbandierata democrazia partecipata: una manciata di persone deciderà per tutte. Anzi, di fatto anche una sola persona potrebbe decidere per tutte.

In questi giorni di congresso i votanti sono stati circa 750, mentre le schede valide poco più di 730: se andiamo a fare “i conti in tasca” al PD locale, ci accorgiamo che sono circolati 15 mila euro, visto che ogni tessera costa 20 euro, che in tempo di crisi non sono nemmeno pochi, soprattutto per i tanti pensionati o disoccupati che si sono iscritti. A voler essere maligni viene da pensare: ma chi avrà pagato?

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