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Emergenza cinghiali a Roma, il Campidoglio con gli ambientalisti: no all’uccisione di tutti gli animali

A quasi un anno dal suo scoppio l’emergenza cinghiali a Roma assume sempre di più i contorni di una tragicommedia. Tornano a diffondersi in massa i video di cinghiali a spasso per la Capitale, tra i rifiuti e vicino alle case (ad aprile le scrofe hanno partorito e le famiglie escono dalle aree boschive o di fitta vegetazione dove si erano nascoste in autunno e in inverno). Intanto lo stallo burocratico per la loro cattura non accenna a risolversi. Il Campidoglio, infatti, non ci sta: gli ungulati nei quartieri romani non devono morire in massa, come prevede lo schema di protocollo d’intesa Comune-Città Metropolitana-Regione Lazio approvato a fine gennaio proprio dalla giunta di Nicola Zingaretti. 

I RILIEVI DEL COMUNE DI ROMA

Sembra quindi che le proteste degli ultimi mesi delle associazioni ambientaliste (che si appellano alla tesi di una ricerca scientifica per cui gli abbattimenti aumenterebbero la fertilità dei cinghiali) abbiano colto nel segno. Da fonti del Comune, infatti, apprendiamo che sono stati presentati alcuni rilievi al documento, subito inviati alla Prefettura di Roma, che dalla scorsa estate gestisce la difficile interlocuzione tra le varie Istituzioni in campo. A non piacere al Dipartimento ambiente del Campidoglio è la strategia di risoluzione del problema contingente prevista dal protocollo: interventi di abbattimento diretto o di trasferimento in aziende agricole dove si pratica la caccia, con una sola struttura ancora da individuare in cui gli animali non sarebbero uccisi.

Si cerca una via alternativa, meno violenta: in pratica spostare gli ungulati in luoghi dove non muoiano. Lav Roma lo scorso dicembre aveva proposto la sterilizzazione dei cinghiali con l’immunocontraccezione e la cattura degli esemplari finiti vicino alle case con trasferimento in aree selvatiche e naturalistiche sparse in tutta la Regione. A questo punto Gaia Animali & Ambiente Onlus propone un radicale cambio di strategia e il coinvolgimento diretto di associazioni animaliste-ambientaliste e degli enti naturalistici nel tavolo coordinato dalla Prefettura.

NOVE REGOLE PER RIDURRE I RISCHI

Nel frattempo ai cittadini dei quartieri nei due focolai a Roma Nord e Roma Sud non resta che organizzarsi per cercare di evitare incidenti, che comunque continuano a verificarsi (l’ultimo ieri a Spinaceto, con un cane e una donna di 65 anni rimasti feriti). Proprio Gaia Animali & Ambiente Onlus propone queste 9 regole per ridurre i rischi:

1) NON ALIMENTARLI. I cinghiali trovano da mangiare ovunque e la pratica della somministrazione di cibo, oltre ad essere illegittima nel caso specifico (la legge nazionale vieta il foraggiamento) – danneggia l’animale stesso, che diventa più confidente: in questo modo aumentano esponenzialmente gli “incontri” con i residenti e la possibilità che qualcuno decida di abbatterli.
2) NON LASCIARE CANI LIBERI. A livello legale, è possibile lasciare liberi i cani solo in aree autorizzate e adeguatamente recintate: se non vi sono in zona, si può far richiesta al comune. In presenza di cinghiali, è assolutamente errato lasciare liberi cani che vengono identificati come una minaccia dai cinghiali stessi, i quali naturalmente reagiscono di fronte ad un potenziale pericolo. Non dimentichiamo che i cani, di qualsiasi grandezza, sono parenti stretti dei lupi – i principali predatori dei cinghiali – ed è pertanto naturale che tutti gli ungulati non tollerino la loro presenza.
3) NON LASCIARE RIFIUTI. I rifiuti attraggono in città molti animali, tra cui, appunto, i cinghiali, poiché rappresentano un’ottima fonte di sostentamento. Pertanto, si invitano tutti i cittadini a mantenere il più pulito possibile. Ricordiamoci che anche il cibo per cani e gatti rappresentano cibo molto gradito: quando si somministrano gli alimenti ai nostri amici animali bisogna poi pulire tutto.
4) CONTROLLO DELLA VEGETAZIONE. Lo sfalcio dei prati rende questi animali, e le loro tracce, visibili.
5) PRESTARE SEMPRE ATTENZIONE SOPRATTUTTO DURANTE IL CREPUSCOLO. In queste ore evitare passeggiate e mantenersi invece nelle vicinanze di fonti luminose. I cinghiali sono spesso molto rumorosi, per cui non è difficile individuarne la presenza.
6) FARE RUMORE ED ESSERE VISIBILI. I cinghiali, come tutti gli animali, non hanno alcun motivo di attaccare l’uomo se non si sentono in pericolo. Quindi, meglio rendersi visibili e fare del rumore: in questo modo, permetteremo loro di fuggire o di allontanarsi.
7) NON AVVICINARSI. Sembra scontato, ma a volte ci si avvicina troppo agli animali selvatici, anche consapevolmente. Quando sono spaventati, cercano di fuggire travolgendo cose e persone (con qualche rischio).
8) MANTENERE LA CALMA. Quando si incontra un cinghiale, probabilmente esso comincerà a grugnire, a rizzare i peli della schiena, a fare piccoli passi in direzione della persona. La cosa che NON bisogna fare è correre (comunque sarebbe più veloce di noi) ma indietreggiare lentamente, dando così tempo all’animale di allontanarsi. Ovviamente non bisogna impedire all’animale di avere vie di fuga.
9) PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE IN PRIMAVERA/ESTATE. Infatti, questo è il periodo in cui le mamme, per difendere i loro piccoli, possono diventare particolarmente protettive. Pertanto, nelle ore crepuscolari e notturne, evitare uscite in zone buie o con scarsa illuminazione, soprattutto con i cani – limitandoci a uscite sotto casa. Nel caso si debba uscire, fare rumore e procedere lentamente, in modo da “preavvisare” i cinghiali della nostra presenza dando loro tempo di andar via. A volte, la mamma, per far passare i propri piccoli, si mette davanti a noi (sempre a distanza) cercando di intimidirci. In questo caso fermarsi e indietreggiare.