Home Ambiente Ostia, via Capo delle Armi considerata zona soggetta a tumori

Ostia, via Capo delle Armi considerata zona soggetta a tumori

Piovono nuove verità sulla zona di via Capo delle Armi a Ostia, già famosa alle cronache locali per i noti scandali che hanno visto protagonista la stazione dei Vigili Urbani lì presente.

Il nuovo disagio pervenuto ai residenti locali è quello di un drammatico incremento dei tumori in questa zona negli ultimi vent’anni, favoriti da quella che era la presenza di un ex discarica abusiva: il deposito di questi rifiuti rimase fino ai primi anni del 2000, palesandosi negli edifici occupati della Federimmobiliare. Qui per almeno un decennio sono stati abbandonati rifiuti di varia natura, elettrodomestici, calcinacci, televisori e pneumatici: tutti materiali seriamente cancerogeni alla salute dei residenti locali.

Una situazione che ha avuto serie ripercussioni sulla salute di molti vigili urbani operanti nella struttura di via Capo delle Armi 64, dove tantissimi agenti sono stati affetti dal cancro negli ultimi 3 anni: solo nel 2017 sono stati 7 i casi di tumore all’interno della struttura, con numeri statistici che superano addirittura i casi tumorali all’interno del corpo della Polizia Municipale su tutta Roma Capitale. Situazioni che lanciano un campanello d’allarme sanitario nella zona, considerate come molte situazioni hanno comportato la dipartita di diversi agenti per questa malattia. 

Sulla questione da diversi anni si stanno interessando Raffaele Paciocca e Andrea Venanzoni, sindacalisti all’interno del corpo dei Vigili Urbani per la RSU Cisl FP: “Il dramma delle lavoratrici e dei lavoratori del X Gruppo Mare, afflitti da una abnorme incidenza di patologie tumorali, non conosce pace. Da anni ormai, tra diffide, sensibilizzazioni a mezzo stampa, esposti e la capillare analisi dei documenti in nostro possesso a seguito di formali accessi agli atti chiediamo uno screening sanitario del personale e dell’area tutta su cui sorge il Comando, oltre naturalmente al cambio di sede imposto dalla normativa di spending review a far tempo dall’ormai lontanissimo 2014 e per cui nell’aprile 2018 abbiamo presentato un esposto in Corte dei Conti. Ci auguriamo questa volta davvero siano adottati interventi risolutivi, perché delle parole i lavoratori non sanno più cosa farsene e qui ad essere in questione è un bene primario come la salute“.

La situazione è stata commentata anche da Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega Salvini Premier: “Chiediamo immediatamente un intervento della Asl e del Campidoglio per stabilire quali siano le motivazioni dell’incidenza del numero di tumori tra gli agenti del Comando di Polizia locale del X Mare. Il numero esponenzialmente più alto di malati oncologici di Via Capo delle Armi rispetto alla incidenza statistica romana desta forte preoccupazione, e temiamo non si tratti di mera coincidenza. Alcune notizie di stampa ed esposti presentati nel corso dell’ultimo anno, infatti, sembrano puntare il dito, atti alla mano, sulla mancata bonifica di alcune proprietà circostanti il Comando, usate a lungo come discariche del tutto abusive durante i lunghi anni in cui l’intero complesso risultava occupato abusivamente. Discariche, va aggiunto, dove venne rilevato il deposito di moltissimi rifiuti qualificati come speciali“.

Ha proseguito il dirigente regionale della Lega: “Ciononostante, nessuna verifica dell’inquinamento dei terreni né alcuna bonifica effettiva sarebbero state mai eseguite, ed è forte il dubbio di una connessione tra questi rifiuti sedimentati nel corso del tempo ed esposti agli agenti atmosferici e le neoplasie del personale di Polizia locale. Il luogo di lavoro deve essere tutelato, soprattutto quando riguarda le istituzioni. Allo stesso tempo alla luce della presenza di un enorme complesso residenziale e di una scuola, su quegli stessi terreni, va fatto quanto necessario per verificare il reale stato dei terreni e salvaguardare la salute dei cittadini tutti“.

Ha concluso Fabrizio Santori: “Per questo motivo è urgente intervenire subito e porre rimedio a quello che rischia di trasformarsi in un luogo da condannati a morte per questo ci attiveremo nei prossimi giorni per depositare un’interrogazione regionale sul tema“.