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Dillo alla Crinzi; quando non lo ami più, ma lasciarlo fa troppo male

Ciao Ale, ti seguo da tanto e ho pensato di scriverti perché sono in un momento molto difficile della mia vita. Ti scrivo dal mio letto, sono le 9.12 e tra poco più di un’ora mi incontrerò con quello che è il mio ragazzo da quasi cinque anni per dirgli che è finita. Ne abbiamo già parlato al telefono un paio di giorni fa e lui non voleva credere alle sue orecchie, si è messo a piangere come un bambino e a supplicarmi di sistemare le cose e andare avanti, di non abbandonarlo. Io Ale sto malissimo, ho sempre creduto che la parte davvero difficile fosse essere lasciati, e ora mi ritrovo qui spaventata a morte. Sono convinta della mia decisione, ho 21 anni, questa relazione mi ha ingabbiata per tanto tempo, non riesco più a portare un peso così grande e non voglio fingere per evitargli un dolore. Ora voglio solo respirare, prendere le cose con leggerezza e stare tranquilla con me stessa. So che gli farò malissimo, si vedrà sgretolare il mondo sotto ai piedi ma tutti gli amici e le persone con cui ho parlato per avere consigli, confronti e aiuto mi hanno detto che devo essere forte, prendere il coraggio a due mani e andare. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata conoscere un ragazzo molto affine a me, al quale interesso e con il quale mi trovo bene, non c’è stato assolutamente nulla, ma provo delle emozioni per lui che non provo più per il mio ragazzo. Sto male, perché è orribile distruggere in questo modo la vita di una persona alla quale tengo così tanto. 

Solo una domanda, Ale: poi, dopo tutto questo, dopo la paura, i dubbi, il dolore e la tristezza… che cosa c’è?

 

 

La risposta a te dedicata inizia tra parole e un bel sospiro. Inconsapevolmente, hai fatto scattare in me una molla che, per pochi minuti, mi ha portata a ripercorrere sensazioni che avevo dimenticato e che oggi, mentre si fan ricordare, provocano in me un po’ di (sana) tristezza.

Cosa c’è dopo? Bel punto di domanda! E ammetto, ultimamente mi chiedete cose che mi mettono in difficoltà, perché vorrei rispondervi con la certezza di un matematico e invece lo faccio con la speranza che le mie impressioni e sensazioni siano esatte. Nel tuo caso sai cosa vedo? Un futuro roseo! Sei giovane, hai tutta una vita davanti, chissà quanti amori ancora da vivere, e comunque, ti auguro d’essere felice e a prescindere dalla persona che avrai o meno al tuo fianco; questo è ciò che ci rende liberi, non facendoci cadere nella trappola di quei rapporti che purtroppo, con l’andar del tempo, diventano delle maledette palle al piede.

Capisco bene come ti senti e credo che molte delle persone che leggeranno la tua lettera potranno ritrovarsi nelle tue parole. Personalmente, quando ho vissuto il tuo stesso “dramma” e ho trovato il coraggio di agire, ho compreso che l’affermazione di mia madre “alle volte soffre di più chi lascia di chi viene lasciato”, non era poi così superficiale e cinica come avevo sempre pensato.

Quando si ha cuore e coscienza, lasciare non è per niente facile; provoca ansia mentre ci si rende conto che è l’unica soluzione, angoscia nel momento in cui ci si ritrova a dover affrontare la situazione, tristezza nel pensare a come potrà reagire la persona, malinconia subito dopo. Alle volte subentrano i dubbi, alle volte no, ma sia nel primo che nel secondo caso, il nostro cuore sarà l’unico a non porsi delle domande.

Abbandonare un rapporto è difficile, soprattutto quando non è causato da rabbia e si è consapevoli che dall’altra parte c’è una persona che negli anni ci ha dato il massimo, sempre, anche quando lo meritavamo di meno.

La vita è imprevedibile, soprattutto quando si parla di sentimenti. Le storie d’amore nascono, crescono, alle volte durano in eterno, tante altre volte finiscono prima che ci si possa rendere conto che quel sentimento che in partenza ci ha travolte e frastornate come un ciclone, è divenuto labile come nuvole al vento.

Capita, succede, e tu sei una grande donna, perché hai scelto di liberarti di questo peso, di una storia che non ti rendeva più felice, arrivando ad essere sincera con lui, che soffrirà come un cane, che ti penserà con fastidio, forse anche con finto odio, ma che domani, quando realizzerà, quando tornerà a sorridere, potrà ringraziarti d’essere stata corretta, di non averlo preso in giro, magari tradito, di avergli dato la possibilità di rifarsi una vita, senza tenerlo legato a te, per chissà quanto tempo, e nonostante non provassi più amore. Questo sarebbe stato davvero distruggergli la vita. 

Hai fatto la scelta più giusta.

Ti abbraccio,

La Crinzi

 

dilloallacrinzi@ilcorrieredellacitta.it