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Dillo alla Crinzi: tre esami alla laurea, ma voglio lasciare l’Università

Ciao Ale,

ti scrivo dal letto, sotto le coperte, mentre tutti dormono e io sono sveglia a pensare a cosa sia giusto fare della mia vita.
Ho 24 anni, frequento l’università e sono quasi alla fine di questo lungo percorso. Lungo perché sono fuori corso da ormai un anno e mezzo, per pochi esami (solo 3) che mi hanno bloccata. Sono sempre stata brava, ho dato qualche esame più di una volta e questo non mi ha mai scoraggiata. Questi 3 esami non riesco a superarli e da un anno e più non faccio che studiare solo queste tre materie portate a casa nessun risultato. Ormai sono nauseata, non riesco più a studiare, la mia testa si rifiuta di memorizzare, quindi è impossibile sostenere esami.
Nell’ultimo anno ho capito che questo corso di studi non mi farà fare il lavoro dei miei sogni, e forse questo mi ha fatto perdere interesse nello studio. Io vorrei mollare tutto non mi interessa così tanto avere una laurea. Ma ai miei genitori sì, sono la più piccola della famiglia e avendo cugini, sorelle e fratelli laureati non posso essere da meno.
Sono in guerra con me stessa perché vorrei lasciare, tanto non riesco a studiare per quanto ci provi anche dopo 2 ore che leggo 5 pagine non ho memorizzato nulla, allo stesso tempo però, non voglio deludere nessuno e temo che la mia scelta di abbandonare gli studi non venga compresa.
Vorrei avere un consiglio anche da te perché non riesco più a fare niente e la paura di prendere una decisione rischiando di ferire tutti mi tiene bloccata a questo bivio.

Con affetto, G.

Ciao piccina,

e perdona il tono confidenziale, m’è venuto spontaneo, quindi spero tu possa accettarlo.

Inutile dire il contrario, non sei in una bella situazione. Ti senti confusa, perché hai realizzato di aver sbagliato percorso, in gabbia perché vorresti lasciare, con una grande responsabilità addosso perché oltre a non voler deludere nessuno, sai bene che ogni scelta influirà – e non poco – sulla tua vita. L’addizione di tutti questi elementi, ti porta a un senso di frustrazione e rabbia che logorano, provocando quell’ansia che non ti aiuterà ad andare avanti, ma a stare ferma lì, in questa specie di purgatorio di pensieri e notti insonni.

Veniamo subito al sodo. Le opzioni sono tre e credimi, non sono poi così difficili da attuare, basta avere un po’ di coraggio.

La prima. Se ancora non l’hai fatto, ti consiglio di prendere il cuore, tenerlo in mano, e nel mentre parlare con la tua mamma e il tuo papà. Devi farlo senza remore, con tutta la sincerità di questo modo, spiegandogli quale sia la situazione, quello che senti nel profondo e facendogli comprendere che le loro aspettative – seppur normali – ti caricano di un peso che ti fa vivere questo momento con grande angoscia. L’angoscia è terribile, stringe in un abbraccio che soffoca, e penso che questo, i tuoi genitori, lo possano comprendere molto bene. Non so se io e te siamo simili, e non so nemmeno che persone siano i tuoi, credo però che confidarti con loro – e non solo con me – possa sollevare un bel pezzo di questo macigno che pesa sulla tua vita, e probabilmente, potresti anche, più serena, ritornare a dedicarti allo studio, certa che dall’altra parte ci sia comprensione e non un dito puntato addosso. Sei a un soffio. Ti mancano solo 3 esami, e lo sai più di me, sono davvero pochi. Sei a un passo dalla fine di questo percorso e di ogni sacrificio. So che non t’interessa, perché hai perso la motivazione, ma non dimenticare che fino a qui ci sei arrivata, e l’hai fatto da sola, con le tue forze: sei in grado di andare avanti e di fare molto più di quanto tu possa pensare.

Seconda soluzione. Qui riceverò fischi del pubblico, ma poco importa; ho conosciuto alcune persone che l’hanno attuata con successo, e quindi non posso che suggerirla anche a te. Cambia percorso di studi. Allucinante vero? No. Non lo è, perché hai solo 24 anni, perché sei giovane, perché quando si fa quello che si ama si riesce sempre al meglio, perché la vita è una, perché sbagliare è umano, ma nel momento in cui ci rendiamo conto dei nostri errori, per fortuna, abbiamo anche la possibilità di porvi rimedio – e questa è una roba che sottovalutiamo, ma non da poco. Informati! È probabile che un nuovo percorso, che questa volta vada di pari passo con le tue aspettative, possa anche permetterti di non perdere molti degli esami già sostenuti – una mia amica, anni fa, cambiò facoltà, e le vennero convalidati 10 vecchi esami che, ovviamente, non ha dovuto ridare. Se così fosse, e te lo auguro, questa scelta ti farebbe nemmeno ripartire da zero. Se così non fosse, dai retta a me, meglio ripartire dal niente che rimanere per anni ferma in un punto di non ritorno.

Terza soluzione. Quella che ti sconsiglio, ma che allo stesso tempo, per par condicio, devo darti. Lasciare gli studi. Riavvolgiamo il nastro; metti da parte i tuoi, la delusione, le aspettative, il carico da cento che hai sulla schiena e pure i tuoi fratelli laureati. Pensa a te stessa, a quello che hai fatto fino ad ora e a quello che vuoi essere. Mi hai scritto che una laurea non t’interessa, ma allo stesso tempo, tutto questo cataclisma è stato causato dalla presa di coscienza che ti ha portata a capire che hai sbagliato percorso di studi. Grave, gravissimo. Hai ragione. Ma credi davvero che abbandonare adesso, dopo tutta questa fatica, possa renderti felice? Pensi che liberarti da quest’ansia basti per farti sentire realizzata? Posso dirti, come se fossi mia sorella? Sinceramente, io credo proprio di no.

Ora non sei più dinnanzi a un vicolo cieco. Davanti a te hai una strada con tre uscite, ma prima di buttarti a capofitto, mettiti a letto, come la sera in cui mi hai scritto, fatti travolgere dai pensieri e immaginati tra dieci anni. Come ti vedi? Sei lì, felice e realizzata, mentre svolgi il lavoro che hai sempre desiderato? Ok, questo significa che devi far di tutto perché questo accada. Questo significa che tutto devi fare, fuorché arrenderti.

Spero con tutto il cuore che tu possa prendere LA decisione. Quella che ti farà sentire motivata e nuovamente felice.

In bocca al lupo, e se ti va, fammi sapere.

Un abbraccio.

La Crinzi

dilloallacrinzi@ilcorrieredellacitta.it