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MILLE CITTADINI PER ENEA

Mille euro per una lancia. Sembra una frase senza senso, ma in realtà nasconde un significato molto profondo. Perché la lancia è quella di Enea, che – dopo il suo ritrovamento – giaceva in una scatola di polistirolo in attesa di un restauro che forse non sarebbe mai stato fatto, ed i mille euro sono i “rappresentanti” di mille cittadini di Pomezia che hanno trovato un insospettato scopo comune: quello di salvare uno dei ricordi delle origini di questo territorio. Poco importa, poi, se chi ha donato il suo euro venga da Roma o dalla Romania, perché il senso di appartenenza al territorio in cui si vive si può – e deve – avere lo stesso. Oggi pomeriggio l’Associazione Tyrrhenum, promotrice dell’importante iniziativa, ha consegnato alla Soprintendenza dei Beni Archeologici l’assegno di 1000 euro per il restauro della Lancia di Enea. La cerimonia è avvenuta nella suggestiva cornice del Museo di Pratica di Mare, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pomezia Stefano Arciero, a cui il Presidente dell’Associazione, Gianni Di Spirito, ha consegnato l’assegno di mille euro necessari per riportare la Lancia di Enea agli antichi splendori. “La raccolta di un euro a persona per il recupero di questo importante reperto è la dimostrazione dell’interesse della città per la sua storia e per il suo futuro – ha spiegato il presidente della Tyrrhenum – Noi abbiamo solo fatto da tramite, i protagonisti sono stati i cittadini che hanno capito l’importanza di questa iniziativa. Sarebbe stato molto più facile trovare uno sponsor e far pagare l’intero importo, ma il significato sarebbe stato sicuramente diverso. Così le persone coinvolte si sono interessate, hanno partecipato, sono diventate parte attiva della storia della nostra terra. Il libro che abbiamo fatto, oltre alle immagini della lancia, contiene mille righe, una per ogni cittadino che ha contribuito. Tra vent’anni i nonni potranno far vedere il libro che contiene le mille firme ai loro nipoti e dire “Qui ci sono anch’io”, consapevoli di essere all’interno della memoria del territorio”. Il libro è infatti stato donato all’amministrazione comunale, ed è quindi patrimonio dei cittadini. “L’associazione Tyrrenum – ha dichiarato l’assessore Arciero – è una delle pochissime che, invece di chiedere, dona. Ci ha donato il libro, i mille euro, questa e tante altre iniziative che hanno portato il nome di Pomezia fuori dai nostri confini, facendola conoscere per i suoi aspetti positivi”. Ma come è nata l’idea? “Circa un anno fa, durante una visita al Museo, ci è stata mostrata questa lancia – ha spiegato Di Spirito – Vederla abbandonata in una cassetta di polistirolo per mancanza dei fondi necessari per il restauro ci ha fatto venire la voglia di contribuire in qualche modo. Abbiamo pensato quindi di coinvolgere quante più persone possibili, perché chiunque avrebbe potuto donare un euro. Chi ha partecipato si è anche interessato a quelli che sono gli altri reperti ed alla storia di questa zona, scoprendo magari cose che in precedenza non conosceva. Si è perciò trattato si un modo diverso per coinvolgere le persone, in una sorta di riappropriazione delle proprie origini”.