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Parco Meda: dopo le violenze a danno di ‘On the Road’ nasce la Rete Civica di Cittadinanza Attiva

Dopo un mese di violenze perpetrate ai fratelli Zaia, responsabili della storica associazione, comitati, coordinamenti locali e cittadini reagiscono e creano una rete a sostegno e tutela del parco. Ma le provocazioni da parte di quelli che sarebbero "ultras romanisti e pregiudicati locali" continuano anche davanti alla Digos.

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Una rete che raccoglie semplici cittadini legati al parco Campagna, l’Arci Roma, il collettivo Mani Rosse, il Comitato Parco Meda, l’Anpi del IV Municipio, l’associazione Pronto Soccorso Sociale del vicino centro sociale Intifada e il Comitato Popolare Beni Comuni Pubblici Stefano Rodotà. E ovviamente On the Road. Questa la reazione popolare dopo gli avvenimenti criminali che si sono perpetrati, da quel famoso 9 giugno, contro l’ormai storica cooperativa creata da Claudio Zaia negli anni ’80. Allora, in quello che oggi è un parco curato e apprezzato da tutti, c’era soltanto il famoso ‘Bibus’, simbolo di On the Road. Attorno al Bibus crebbe, grazie a tutti i volontari della cooperativa, questo angolo di verde sede negli anni di iniziative culturali, concerti, mostre ed esposizioni, che hanno arricchito la vita e l’ordito sociale del quartiere.

Nel parco c’è ancora tensione: aggrediti verbalmente noi e Stefano Caroselli del Comitato Popolare Beni Comuni Pubblici da uno degli ultras facinorosi

Presenti anche alcuni politici locali di area PD e decine di cittadini che, oltre ad assistere all’incontro pubblico, hanno potuto toccare con mano la tensione che ancora oggi si respira all’interno del parco. Presente infatti anche la Polizia di Stato e la Digos che hanno cercato di sedare i non pochi facinorosi contrari alla presenza della cooperativa. Sono stati infatti diversi i tentativi di sabotaggio da parte dello stesso gruppo di ultras che a più riprese nei giorni scorsi hanno aggredito Giorgio di Fazio e i fratelli Zaia con percosse, e che hanno tentato di impadronirsi dei locali dell’associazione mediante arbitrari cambi di serrature. Veniamo aggrediti verbalmente anche noi all’atto di documentare un episodio che ha visto uno dei facinorosi, conosciuto nel quartiere come ‘er patata’, scagliarsi contro Stefano Caroselli del Comitato Popolare Beni Comuni Pubblici, intervenuto con un proprio banchetto all’evento per raccogliere firme per una proposta di legge contro la speculazione dei privati.

Marina Badino, Rete Civica: “Il parco è di tutti

Ma il messaggio è chiaro: “Il parco è di tutti, nessuna violenza è ammessa e dobbiamo porci il problema di cosa sarà del parco senza On the Road, che fino ad oggi e per quarant’anni oltre che realizzarlo dal nulla lo hanno curato e abbellito“, dice la madrina dell’evento Marina Badino. Sì, perché tra i vari annunci c’è quello che sottolinea il fatto che i fratelli Zaia, al fine di tutelare la propria incolumità, fino a metà settembre non saranno più presenti nel parco. Dopo un resoconto degli ultimi episodi di cronaca da parte di Claudio Zaia, è Marina Badino a prendere la parola per illustrare, con un comunicato condiviso, connotati, intenti e obiettivi della nascente Rete di Cittadinanza Attiva: “Oggi dopo l’incontro pubblico promosso da On the Road e Comitato Parco Meda a cui hanno partecipato i cittadini del territorio e le associazioni di solidarietà e cooperazione, nasce la Rete Civica di Cittadinanza Attiva del parco Andrea Campagna per vivere il nostro territorio portando avanti i valori che lo hanno sempre caratterizzato: rispetto, solidarietà, sicurezza, dignità, inclusione e cultura“, dichiara la Badino aggiungendo che: “La rete sarà attiva per ulteriori incontri propedeutici a iniziative e manifestazioni socioculturali e aperta al contributo dei singoli cittadini e delle organizzazioni democratiche e costituzionali. Ci rivedremo a settembre per definire e promuovere insieme le iniziative che saranno proposte“.

L’abbiamo quindi raggiunta per chiarire la questione: “Questo è un impegno“, dice Bodino: “per fare in modo di creare un contenitore dove entrare tutti insieme con lo stesso passo, allo stesso livello, uguali in tutti i sensi, e per far sì che ci sia una condivisione reale di spazi sociali e fisici, e che possa davvero integrare tutte le realtà orbitanti attorno e nel parco“. Dichiarazioni che hanno sicuramente risvegliato nei vari cittadini intervenuti lo spirito civico oggetto dell’incontro; sono stati infatti in molti a lasciare alla Rete un proprio contatto per rimanere aggiornati sui prossimi eventi nel parco.

Il parco diviso e le ombre su Maurizio Zaia

Ma il parco è ancora diviso in due.
Da una parte una maggioranza di persone pacifiche e che desiderano partecipare alle prossime iniziative promosse dalla nascente Rete, dall’altra ancora i facinorosi che, come dicevamo, a più riprese hanno tentato di minare la serenità dell’incontro mediante urla invereconde, insulti e scenate anche di fronte alle forze dell’ordine. E attorno a loro c’è ancora chi minimizza: “Hanno descritto questi scontri come fossero screzi tra fascisti e comunisti. Ma questi sono solo dei ragazzotti un po’ impulsivi che però vivono il quartiere e sanno cosa combina Maurizio Zaia“. Capiamo che l’odio contro On the Road è più precisamente indirizzato contro la sua persona. Fonti raccontano che: “Il problema in realtà è che molti di noi non sopportano più Maurizio. È lui il responsabile di questa situazione perché durante alcuni degli eventi che organizzava spacciava e faceva uso di droghe, metteva a noleggio diversi beni e locali per feste private e in una occasione ha aggredito alcuni anziani addirittura con un machete“. Sono racconti gravi e abbastanza agghiaccianti che però ci confermano diversi cittadini scettici e che quindi riportiamo. 

Anche fossero veri i fatti di cui sopra non c’è legittimazione e giustificazione per le violenze che ancora oggi subiscono i responsabili di On the Road, ma sicuramente ciò ci aiuta a capire la situazione reale di questo spicchio di verde che stiamo cercando di raccontare da settimane, ormai terra contesa e valvola di sfogo per uno stress accumulato negli anni da una parte e dall’altra e ognuna con le sue motivazioni.

Staremo a vedere, sperando che questa nuova rete civica possa evitare il peggio e cioè nuovi scontri tra diverse ignoranze e superficialità che tendono a loro volta, ognuna a modo suo, ad aggirare il vero problema del parco: la mancanza di trasparenza e regolamentazione.