Home Doppio Nodo Parla Riccardo Germani, lo ‘Zorro’ di piazza Duomo

Parla Riccardo Germani, lo ‘Zorro’ di piazza Duomo

Intervista esclusiva al nuovo idolo dell’Italia democratica e del buon senso

L’analisi dell’ormai celebre sindacalista USB: “L’autogol di Salvini è evidente nella sempre maggiore intolleranza nei confronti degli intolleranti“.

È stata un’azione devastante quella di Riccardo Germani (alias ‘Zorro’) nei confronti del Ministro dell’Interno. Lui che, due giorni fa prima del comizio di Salvini a piazza Duomo a Milano si è affacciato da un balcone di un albergo travestito come il celebre personaggio delle storie di Johnston McCulley (riprendendo l’ormai celebre prima pagina del libro intervista di Chiara Giannini sul vicepremier), ha lanciato, oltre alla divertente provocazione e forse nella maniera più incisiva finora apprezzata, un messaggio fondamentale in questa epoca intrisa d’odio e intolleranza: ‘Restiamo Umani’.

Così lo abbiamo contattato telefonicamente per apprendere dalla sua viva voce lo svolgimento dei fatti, le sue idee e gli obiettivi della sua performance.

Riccardo Germani, come nasce la ‘protesta di Zorro’?

E’ un’idea collettiva che è nata con una rete formata da due strutture organizzative: ‘Non una di Meno’ e ‘Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale’, e di queste due strutture fanno parte altre realtà milanesi.

In termini economici vi è costata molto?

I costi sono più che altro relativi alla suite dell’albergo che abbiamo affittato, l’ultima rimasta, e ci è costata 650 euro.

Ci può dire, data la sua presenza alla manifestazione nazionalsovranista, quale è stata l’affluenza secondo lei? Si leggono in queste ore numeri assai contrastanti.

Secondo me c’erano al massimo 10 o 15mila persone; non era una manifestazione come siamo abituati a vederne in piazza Duomo a Milano, con picchi di 100mila persone. Era occupata solo una parte della piazza, circa un quinto, ed escluso il sagrato. Quindi le persone si sono raccolte tra la fine del sagrato e la statua centrale. Non stiamo parlando di numeri importanti, tutt’altro. Hanno collocato il palco, peraltro, in maniera strategica per cercare di dare l’idea di un maggiore afflusso di sostenitori. Inoltre molte foto della manifestazione che girano in rete sono state modificate.

Come siete stati bloccati dalle forze dell’ordine?

Ci hanno preso i documenti, non so se ci denunceranno, io non vedo gli estremi per farlo; non abbiamo disturbato il comizioL'immagine può contenere: spazio all'aperto perché non avevamo nemmeno il megafono e non abbiamo acceso fumogeni o petardi. Abbiamo semplicemente esposto uno striscione con un messaggio positivo: “Restiamo Umani”, una frase di Vittorio Arrigoni.

Cosa ne pensa del clima generato nel Paese da Salvini e dell’attuale impossibilità di protestare civilmente?

Io sono preoccupato moltissimo perché se addirittura i compiti dei ragazzi nelle scuole finiscono in questura allora c’è qualcosa che non sta funzionando bene, c’è qualche meccanismo della nostra Costituzione che si sta inceppando. Questo andrebbe rioliato e chi pensa di buttarci sopra della sabbia dovrebbe essere emarginato, soprattutto quando si fa propaganda con l’odio. Credo che la propaganda si debba fare con cose concrete e non creando odio all’interno di un Paese, dobbiamo dare dei messaggi positivi. Il testo del nostro striscione era un testo positivo non di minaccia o di insulto. Perché se si costituisce un movimento positivo che rigetta la violenza facciamo una buona azione. Se ci mettiamo sullo stesso piano di chi oggi utilizza questi strumenti facciamo un grave errore.

Lei non è nuovo ad iniziative di questo genere. Le è mai capitato, nella sua esperienza, di trovarsi di fronte a tutta questa intolleranza da parte delle istituzioni?

Non guardo alla questione dal punto di vista mio personale ma dal punto di vista degli accadimenti nel nostro Paese. Quello che sta accadendo, e mi riferisco alla violenza con cui si esercita laNessuna descrizione della foto disponibile. propaganda politica, è qualcosa che non funziona, non va bene e non è più tollerabile. C’è un dato secondo me; coloro che non utilizzano la violenza per esprimere le proprie idee stanno diventando intolleranti nei confronti degli intolleranti; è questo l’autogol che si sta facendo Salvini secondo me. Mi spiego meglio; coloro che fino ad oggi sono stati democratici, con un minimo di cultura, stanno perdendo il buon senso. Stanno diventando intolleranti nei confronti di chi ha un comportamento intollerabile. Nelle nostre case non esiste solo l’odio. La questione per Salvini si sta ribaltando; fare propaganda con messaggi intrisi di cattiveria: “Prima i biondi, poi i mori, ecc” può andar ‘bene’ in un primo momento. Poi la gente si stufa.

Ha ricevuto delle minacce per la sua azione?

Certo che ho ricevuto minacce, questo fa parte del gioco. Su Facebook soprattutto: “Sei un coglione , sei un figlio di puttana, ecc” ma di questo non mi preoccupo, è un elemento che accantono. Invece ciò che è centrale per me sono i consensi che abbiamo ricevuto dalla gente. A me ad esempio nel giro di due giorni sono arrivate migliaia di richieste di amicizia su Facebook. Se mi si concede una battuta, sono anche preoccupato perché ho il cellulare perennemente scarico. Continuano ad arrivarmi messaggi di apprezzamento.

Come vi ponete rispetto alle imminenti elezioni europee?

Le dico la mia. Non mi interessa chi trarrà vantaggio o svantaggio da questa azione. Noi abbiamo posto in essere questa iniziativa perché vogliamo una Milano in cui non c’è spazio per gli xenofobi, per i razzisti e per i fascisti. Nessun fine elettorale o elettoralistico ma solo un messaggio che aiuti tutti a riprendersi un patrimonio di cultura e di buon senso.

Cosa ne pensa della recente questione ‘Sea Watch’?

Si sta andando oltre al diritto di navigazione. E’ assurdo lasciare le persone in balia del mare quando invece si dovrebbe pensare a salvare più vite umane possibile. Non possiamo da una parte produrre guerre e fame e dall’altra pretendere che questa gente non cerchi di scapparne. Se io vivessi in quei paesi martoriati la prima cosa che farei è scappare.

È già pronto per un’altra azione, Germani?

Guardi. La cosa bella di queste azioni è che sono riproducibili da tutti. Mi dicono che oggi a Bari ci sono tante persone vestite da Zorro. E questo è l’elemento più importante: la riproducibilità e la trasversalità.