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POMEZIA INCONTRA LA CINA

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Il Sindaco di Pomezia Enrico De Fusco ha incontrato ieri Etienne Charlier, partner in Cina della società Chess (China Europe Strategy Solutions), grande piattaforma finanziaria che opera tra l’Europa e la Cina. Motivo dell’incontro una visita nella nostra Città, possibile meta di ingenti investimenti che Chess sta mettendo in piedi in Europa e in Italia. All’incontro, a cui hanno partecipato l’Assessore alle Attività Produttive David Tintinago e il Presidente della Commissione Giuseppe Cimadon, erano presenti diversi imprenditori locali che si sono detti entusiasti di un potenziale coinvolgimento delle attività industriali e produttive del territorio nel piano di investimenti di cui Chess si fa promotrice.

“Abbiamo visitato Pomezia – ha dichiarato il Primo Cittadino – I nostri ospiti hanno apprezzato moltissimo il Museo Lavinium, per ciò che contiene e per come è conservato e lo hanno definito un gioiello della cultura. E considerano Pomezia una città interessante per le caratteristiche che presenta, per le aziende di livello nazionale ed internazionale che ospita, soprattutto nel settore chimico-farmaceutico, e per la vicinanza con Roma”.

“Il viaggio in Italia – ha dichiarato il dott. Charlier – con lo scopo di investire nell’Eurozona, nasce con l’intenzione di acquisire il know how di una nazione come la vostra, considerata da sempre al primo posto nei settori dell’alta moda e della produzione di materie prime nel campo alimentare, e che si distingue anche nella filiera della ricerca scientifica. Ho visto in Pomezia una città dinamica che può ancora incidere, a partire da un piano industriale, nello sviluppo futuro di questo territorio e del Paese”.

“E’ stata una visita importante – ha concluso De Fusco – che ci lascia ben sperare per il futuro della nostra Città, a partire dal sostegno alle attività produttive”.


2 Comments

2 Comments

  1. luigi torreti

    27 Luglio 2012 - 18:43 at 18:43

    credo che questo articolo sia da mettere da parte. chess, charlier, china… a me ricorda un certo antonio de curtis, principe di bisanzio. ma sicuramente è colpa di chi ha scritto l’articolo… finalmente ho capito che vuol dire “ma vaffancina, va!” . uomini: io questo lo metto da parte e poi ne riparliamo. direttore: questa è una critica, queste situazioni vanno tagliate a fette sottili, cosa pensiamo che succeda, poi? vogliamo fare tombola con un cinese con un cognome (inquietante) francese. ma quanti anni abbiamo? oh, quando diventeremo tutti ricchissimi io chiederò scusa. però mi vengono in menti gli zecchini d’oro e il campo dei miracoli. sì, io leggo ancora pinocchio, ché li c’è già tutto, non tanto sulle bugie, ma sull’insipienza umana. non so perché, ma mi viene in mente quando partecipavo da giovane osservatore a selezioni di società di ingegneria, e c’era sempre una vistosa ingegnera bionda (già prevista, lo sapevamo bene, sono situazioni normate e standardizzate) abbronzata con un notevole e ben guarnito (bigiotteria) decolté. comunque mai prese in considerazione, ovviamente: eravamo in una società seria. oddio: qualcuno il numero di telefono dell’ingegnera se lo metteva da parte, ma a parte quello non è mai successo niente di serio.\n\nvoglio vedere il seguito di questa cosa. anzi, preferirei di no.

  2. Filadelfia.pri

    27 Luglio 2012 - 19:16 at 19:16

    il “know how” della nazione?\nAddà vedè ancora il “cno au” di queste zone, che di gioielli della curtura ne abbiamo a bizzeffe, altro che museo.

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