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Coronavirus, Fratelli d’Italia si confronta con le sigle sindacali per la crisi del trasporto aereo

Questa mattina il Dipartimento Trasporti di Fratelli d’Italia ha organizzato un confronto con le maggiori sigle sindacali del trasporto aereo, così da parlare del momento di crisi legato al trasporto aeroportuale per l’epidemia di Coronavirus. 

Al tavolo hanno preso parte Francesco Alfonsi (Segretario Nazionale del Trasporto Aereo UGL), Salvatore Pellecchia (Segretario Nazionale Trasporti FIT-CISL), Monica Mascia (dirigente nazionale CISL), Andrea Di Legge (dirigente nazionale CISL), Claudio Tarlazzi (Segretario Generale UILTRASPORTI), Ivan Viglietti (responsabile Piloti UILTRASPORTI).

Il confronto avvenuto attraverso una videoconferenza, per Fratelli d’Italia ha visto la partecipazione del Sen. Massimo Ruspandini (responsabile del Dipartimento Nazionale Trasporti), dell’On. Mauro Rotelli (membro Commissione Trasporti della Camera dei Deputati), l’On. Giancarlo Righini (consigliere in Regione Lazio e membro della Commissione Sviluppo Economico regionale), Ugo Cassone (vice responsabile del Dipartimento Nazionale Trasporti FDI) e il dott. Antonio Babbo (membro del Dipartimento Nazionale Trasporti FDI).

L’incontro è stato fortemente voluto dal partito di Giorgia Meloni, ritenendo necessario un confronto con le sigle sindacali aeroportuali per comprendere meglio questo periodo di crisi. 

Tutte le sigle sindacali hanno sottolineato come sia necessario lavorare attualmente su due fronti in fatto di proposta politica. Serve l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Trasporto aereo a tutti gli operatori di questo settore che lavorano sul territorio nazionale. Una proposta che dev’essere affiancata da un processo per colmare in modo celere il vuoto normativo che consente alle compagnie low-cost di poter operare in regime di concorrenza sleale nel nostro territorio nazionale. 

Tra le sigle sindacali emerge quindi grande paura per questo momento storico, ma intravedono una buona occasione di rilancio con la possibilità di nazionalizzare Alitalia. Questo cambiamento si porrebbe come un’opportunità come la nostra Nazione, in quanto il trasporto aereo è una componente fondamentale della nostra economia nazionale e genera – direttamente e indirettamente – 4 punti di PIL. 

Tutti i relatori hanno condiviso l’idea che per rilanciare il marchio di Alitalia serva un piano industriale e un management in grado di ridare splendore alla compagnia aerea. Sono convinti che solamente passando da questi punti si può garantire un futuro alla nostra compagnia di bandiera. 

Per Alitalia serve un progetto che prenda spunto dal rilancio delle ferrovie italiane, dove questo tipo di servizio pubblico è passato da essere definito “baraccone” a una sigla competitiva sul mercato. 

Durante l’incontro Francesco Alfonsi dell’UGL ha detto: “Oggi è il momento di ragionare per Alitalia ed il sistema dei trasporti nazionali, per un rilancio vero che deve colmare il ritardo nel quale versa la nostra nazione nel sistema dei trasporti ritengo assurdo che ad oggi si parli della costituzione di nuove società senza aver visto l’ombra di un piano industriale e non consentiremo mai la divisione”.

Il Sen. Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia ha commentato: “Un paese ad alta vocazione turistica come l’Italia ha la necessità di una compagnia nazionale ma per far si che questo accada abbiamo bisogno di un management capace ed all’altezza”.

Salvatore Pellecchia della CISL dice:”Manca il piano industriale di cui non si ha alcuna notizia Alitalia può diventare competitiva se i lavoratori non vengono realmente coinvolti noi non difendiamo i posti di lavoro ma il lavoro”.

Dalla UIL Ivan Viglietti dichiara in merito: “Come sindacato ribadiamo la necessità dell’applicazione del contratto nazionale a tutti gli operatori del settore e chiediamo al Governo di mettere fine all’erogazione di 260.000.000 mln da parte delle Regioni nei confronti di compagnie straniere, bisogna rinegoziare le alleanze internazionali ,dove oggi tutti i vettori sono inseriti, nel cartello attuale Alitalia è penalizzata“.

L’On. Mauro Rotelli ha sottolineato: “Fratelli d’Italia non permetterà lo spezzatino dell’azienda Alitalia e pertanto vigileremo per evitare scelte manageriali sconsiderate“.

Ha concluso il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Righini: “Si è sgomenti davanti la totale assenza della Regione Lazio e del Comune di Roma, come se le ricadute occupazionali non interessassero il nostro territorio”.

Durante l’incontro è stato trattato anche il tema Airitaly, azienda italiana con 1500 dipendenti dove ancora si attende un provvedimento da parte del governo. Durante il dibattito si è ribadito il ruolo centrale di aziende come ENAC ed ENAV, oltre all’assoluta necessità di una compagine pubblica delle aziende. 

Fratelli d’Italia durante il dibattito ha sottolineato la disponibilità al dialogo con tutte le forze sindacali, così da tutelare al meglio migliaia di lavoratori e difendere un settore strategico per l’Italia.