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Fiumicino, asili nido e scuole dell’infanzia: sciopero il 22 marzo dei servizi educativi e scolastici

“Il 22 marzo 2018 sarà sciopero per l’intera giornata dei servizi educativi e scolastici del Comune di Fiumicino”

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Dichiarazioni di Giancarlo Cosentino CISL FP Roma Capitale e Rieti

“Giovedì 22 marzo 2018 è stato proclamato, dalla CISL FP di Roma Capitale e Rieti, lo sciopero di 24 ore dei servizi educativi e scolastici del Comune di Fiumicino. Gravi ripercussioni sono previsti nei servizi erogati nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido comunali, dopo l’esito negativo, nei giorni scorsi, del tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Roma tra la nostra organizzazione sindacale ed i rappresentanti dell’amministrazione di Fiumicino.

Nei prossimi giorni saranno organizzate delle nuove assemblee informative per gli insegnati e gli educatori in vista proprio del giorno dello sciopero e della manifestazione che organizzeremo al centro di Fiumicino. La nostra iniziativa sindacale è purtroppo una via obbligata dopo la totale chiusura del Sindaco Montino alla nostra proposta di stabilizzare direttamente il personale educativo scolastico, senza obbligarlo ad un nuovo concorso tra l’altro a ridosso delle prossime elezioni comunali.

Nelle scuole e asili di Fiumicino opera personale precario da oltre venti anni, che ha superato concorsi e selezioni pubbliche e che potrebbe, alla luce della Riforma Madia sulla Pubblica Amministrazione dello scorso anno, essere stabilizzato direttamente senza dover superare un ennesimo nuovo concorso, che garantirebbe solo la riserva del 50% a coloro che già svolgono la propria attività presso il Comune di Fiumicino. Abbiamo anche inviato un esposto alla Funzione Pubblica, alla Corte dei Conti e all’ANAC, per segnalare le procedure concorsuali attivate dal Comune di Fiumicino che comporteranno alti costi per i cittadini riferiti agli straordinari del personale comunale, che ha svolto fino ad oggi la verifica dei titoli per la partecipazione ai concorsi per oltre duemila candidati complessivi, per le pre-selezioni necessarie per il concorso degli educatori di asilo nido per oltre mile e settecento persone e per le commissioni di esame, per non parlare poi dell’affidamento diretto ad una società di somministrazione lavoro per le sostituzioni del personale educativo scolastico.

Tutti costi che non sarebbero stati necessari se si fosse applicata la Riforma Madia, con la stabilizzazione diretta di detto personale attingendo dal concorso pubblico già espletato nel 2014. Siamo rammaricati dei disagi che sicuramente saranno arrecati ai piccoli utenti ed alle loro famiglie, ma la piaga del precariato addirittura ultrventennale deve essere debellata, utilizzando le leggi attualmente in vigore e non costringendo insegnanti ed educatori a svolgere, per l’ennesima volta, un nuovo concorso pubblico”.

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