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Fiumicino, le maestre accusate di violenze tornano a scuola: le famiglie organizzano il Corteo per i Diritti dei Bambini

I genitori dei bambini di Fiumicino non ci stanno, organizzando per domani mattina – 16 gennaio 2020 – un corteo per ribadire i “diritti dei bambini” e soprattutto far notare il proprio dissenso verso il reintegro nella scuola dei figli da parte delle maestre accusate di maltrattamenti.

La manifestazione denominata “Noi siamo solo Bambini”, partirà domani mattina alle ore 9.00 dalla Scuola “Isoladei Tesori” in Via Coni Zugna 157 per giungere alla Scuola “Lido del Fare” situata in Via Fontana 13.

La legge con il caso di Fiumicino mette davanti a una situazione stranissima, dove in assenza di sentenza definitiva – dopo i tre gradi di giudizio – concede il reintegro dell’insegnante all’interno della propria scuola pur con la pesantissima accusa di maltrattamenti. Giustissimo in fin dei conti, considerato come la persona potrebbe essere innocente riguardo la faccenda e scontare ingiustamente un allontanamento dalla scuola che comporterebbe la mancanza di stipendio e di lavoro. 

Anomalo però come l’insegnante possa ritornare nella stessa classe dove è accusata di maltrattamenti, tornando a condividere la stessa aula dove studia la sua probabile “piccola vittima”. Il reintegro va benissimo, ma forse le tutele sui minori e soprattutto una buona logica organizzativa dovrebbero evitare simili evoluzioni del caso.

E’ evidente come all’interno di questo sviluppo ci siano profonde incompatibilità, che se prese sottogamba rischiano di non far nascere nulla di buono in vista del futuro: maestre accusate di maltrattamenti che nella stessa scuola incrociano le probabili “piccole vittime” e le loro famiglie, in condizioni che in qualsiasi altro Paese creerebbero forti imbarazzi.

Una condizione che anzitutto alimenterà nuovo astio tra le parti in causa, soprattutto se qualche insegnante reintegrato all’ultimo secondo fa intendere attraverso “sorrisi di sfida” delle imminenti ripicche verso le famiglie dei ragazzi vittime di maltrattamento.

Ma c’è soprattutto un iter legislativo che non sembra tener conto degli aspetti psichici dei bambini, usciti in questo momento da un percorso psicologico di riabilitazione per correggere quei comportamenti violenti probabilmente scaturiti con i maltrattamenti subiti dalle proprie insegnanti.