Home Ardea Il diritto di essere figli

Il diritto di essere figli

Gionata di studio e approfondimento
Applicazione della Legge 8 febbraio 2006 nr. 54 “Il difficile cammino verso la bi-genitorialità e l’interdisciplinarietà degli interventi”

Nel mese di dicembre 2014, presso la sede dell’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio, gentilmente concessa alle Associazioni ARC Lazio (Associazione Ricerca e Cambiamento) e I.N.S.E.U (Istituto Nazionale di Studi dell’Esperienza Umana), Enti No-Profit promotori e organizzatori, si è svolto un importante evento socio culturale, a cui hanno partecipato molti professionisti che si occupano da vicino del delicato, quanto mai in espansione nel nostro paese, problema delle separazioni e dei divorzi e di cui, a farne le spese, purtroppo, sono sempre e comunque i minori. Questi ultimi, stando a quanto la legge 54/2006 recita, dovrebbero vedersi riconosciuti i propri diritti di figli ma, spesso, vediamo invece come questa aspettativa venga elusa dalla difficoltà, da parte degli addetti ai lavori (magistrati, avvocati, psicologi, pedagogisti, counselors, educatori, assistenti sociali, ecc.), di recepire i contenuti di tale normativa ed attuarli in ragione del codice costituzionale cui ogni legge deve fare riferimento, al fine di vedere garantiti i diritti/doveri di ogni cittadino.
Di questo e di tanto altro si è discusso nella “giornata di studio” che ha visto il patrocinio dei seguenti Enti: Regione Lazio; Roma Capitale (Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità); Comune di Ardea (Servizi Sociali); Università Pegaso; Faip Counseling – AssoCounseling; Federcounseling; Eudonna. L’evento, grazie agli Enti di Categoria Professionale, ha rilasciato anche Crediti Formativi per Avvocati e Counselors.
La giornata è stato divisa in tre sessioni di lavoro, incentrate tutte sulla problematica della separazione e di come vivono gli attori in causa tale disagio: il minore, la coppia genitoriale e la famiglia.
Ad aprire i lavori è stata la Dott.ssa Maria Zampiron (Presidente dell’Ass. ARC Lazio) che ha voluto ribadire la finalità dell’evento, quale giornata di riflessione, discussione ed incontro per gli addetti ai lavori (istituzioni, professionisti e libere associazioni), nella speranza che si possa costruire tutti insieme un coordinamento di attività condivise e ben articolate. Attività distinte tra loro ma, unite da intenti precisi, ossia, quelli di salvaguardare la Famiglia come istituzione sociale imprescindibile; riconoscere e salvaguardare il diritto del minore di essere figlio e garantire a quest’ultimo la possibilità, laddove ne esistano i presupposti, di vivere il più serenamente possibile
il contatto con ambedue i genitori; riconoscere e rivalutare le figure parentali più dirette: zii e nonni; proporre nuove modifiche alla attuale legge 54/2006.
La Dott.ssa Zampiron, ispiratrice ed organizzatrice dell’evento, nell’esecuzione della sua relazione, ha voluto evidenziare, inoltre, come il fenomeno sociale delle separazioni e dei divorzi sia un dato statistico, ahimè, sempre più in aumento nel nostro paese e come, tale condizione sociale, purtroppo, si rifletta nella disgregazione del nucleo familiare, non solo da un punto di vista fisico, bensì, sotto il profilo del valore intrinseco che racchiude, quello ambientale, nel quale ogni individuo nasce, cresce e si evolve, non solo biologicamente, ma, psicoemotivamente e per cui, diventa fondamentale per l’equilibrio della persona, la soddisfazione dei suoi bisogni, siano essi materiali che immateriali.
Pensare ad una Legge che tenga in considerazione prevalentemente l’aspetto materiale nella tutela del minore, senza prendere in esame le necessità (bisogni) psicoemotive del fanciullo e degli affetti ai quali, è innegabile, inconsciamente e profondamente per natura è agganciato, rischia di contaminare (sembra un paradosso questo ma, in realtà non lo è) l’ambiente stesso (famiglia: genitori, nonni, zii) nel quale ogni essere umano dovrebbe, serenamente, nascere, crescere ed evolversi.
A tal proposito, il Dott. Massimo Catalucci, in qualità di chairman del convegno, nel corso della presentazione della giornata di studio e degli interventi dei relatori presenti in scaletta, a testimonianza di come sia importante recepire, attuare e salvaguardare tale concetto di “ambiente familiare” per tutelare i diritti di ogni minore, evitando la disgregazione del nucleo familiare che, fin troppo, sembrerebbe far parte di un “disegno diabolico” studiato ad arte da un sistema sociale, economico, politico e culturale, per renderci tutti delle singole persone, facendo venir meno l’identità primordiale della “triade” padre, madre, figlio e a seguire il contorno parentale, ha voluto enunciare un aforisma di Edward Bach, che racchiude molto bene tale concetto: “(…) Il compito dei genitori è essenzialmente il privilegio (ed in verità si dovrebbe considerare un privilegio divino) di permettere ad un’anima di entrare in contatto col mondo al fine di evolversi”. (E. Bach)
È evidente che in questa frase, apparentemente riferita solo alla figura del genitore, in realtà sono concentrate tutte quelle azioni che ogni adulto (genitore, assistente sociale, psicologo, counselor, pedagogista, educatore, avvocato, magistrato, ecc.) deve essere in grado di attuare con coscienza/conoscenza e competenza nell’ambito dello svolgimento del ruolo che ricopre, in accordo con tutti gli attori chiamati in causa nel difficile cammino verso la bi-genitorialità e multidisciplinarietà degli interventi professionali.

Massimiliano Gobbi