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Fitness

E se davvero bastassero 20 minuti a settimana?

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Poco tempo, poca voglia, pochissima forza di volontà: questi sono tre tra i motivi più frequenti che ci fanno desistere dall’idea di dedicarci con serietà allo sport.
Già vedere gli altri che corrono, saltano e sudano ci fa stancare e quel poco di voglia di mettere le scarpette e iniziare ad allenarci rischia di passare.
Eppure anche noi vorremmo quei corpi tonici che vediamo nelle persone che scelgono di dedicare un po’ del loro tempo all’attività fisica.
Ma tra quello che si desidera e quello che poi si fa veramente, a volte c’è davvero un abisso.

ESISTE UN MODO PER OTTENERE BUONI RISULTATI SENZA TROPPA FATICA?

Come fare, allora, per conciliare quello che alla fine è un bisogno legato non solo all’estetica ma soprattutto alla salute – ovvero avere una buona forma fisica – con tutte le “scuse” che forniamo a noi stessi?
Un’ottima soluzione è ricorrere alla tecnologia EMS, che ci permette di “concentrare” il nostro allenamento a una sola volta a settimana e in soli 20 minuti.
A questo punto molti saranno scettici, così come lo ero io.

LA MIA ESPERIENZA DIRETTA

Voglio infatti raccontare la mia esperienza. Pigra di natura, ma con una voglia di migliorare la mia forma fisica tale da ‘costringermi’ ad andare nella tradizionale palestra almeno 4 volte alla settimana (tutto tempo sottratto ad altri impegni, tra mille cose ad incastro), sono il tradizionale tipo che nella sala sbuffa e conta i minuti che mancano al termine di questa tortura, ma che continua imperterrita nella speranza di risultati che, almeno io, sto ancora spettando che arrivino, dopo ormai quattro anni di costante allenamento.
Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un centro Fit And Go.
Già il nome mi attirava, soprattutto nella sua seconda parte, visto che nella palestra tradizionale l’unico esercizio che mi piace fare è la doccia.
Ma il timore che fosse una fregatura, passatemi il termine, c’era. Quante se ne vedono in tv? Prodotti miracolosi, macchinari che fanno tutto da soli mentre tu leggi un libro o guardi la televisione… e risultati zero.

FIT AND GO: MA È DAVVERO COSÌ?

Spinta da Eva, la titolare del centro di Roma Laurentina, un vero caterpillar che ti travolge con il suo entusiasmo, ho deciso di fare una prova per capire se – lo dico in romanaccio perché rende meglio l’idea – “se pò fa”. E soprattutto se poteva davvero servire a raggiungere i risultati senza dover sembrare alla fine di ogni seduta una sopravvissuta allo tsunami, bagnata fradicia e con la lingua di fuori.
Io ho accettato la sfida fattami da Eva, che mi ha assicurato la validità di questo metodo. Lei, di contro, ha accettato la mia, ovvero che nel mio racconto verranno messi in evidenza tutti gli aspetti non solo del metodo, ma anche del centro e del personale, sia per il lato positivo sia per quello negativo nel caso ci dovesse essere.
Sono andata nel centro Fit And Go di domenica mattina. Con tutti i miei impegni, infatti, sarebbe stato molto difficile riuscire a trovare un’ora libera nel corso della settimana.
Non sapevo cosa aspettarmi. Appena entrata sono stata accolta da Eva e da un’istruttrice, una ragazza bionda dall’aria dolce e tenera. Mai fidarsi delle apparenze!
Se ancora non s’era capito, questo è il “diario” che accompagnerà il mio “percorso d’atleta” alla ricerca della forma perduta: un racconto semiserio che riporterà fedelmente non solo quanto accade nel corso delle sedute in palestra, ma anche aspettative e risultati.

PRONTA A COMINCIARE

Appena entrata mi hanno “preso le misure” e fornito un kit con pantaloncini, maglietta, calzini antiscivolo, asciugamano e ciabattine. Insomma, l’ingombrante borsone che mi ero portata era del tutto inutile.
Negli spogliatoi (pulitissimi: sono rimasta piacevolmente sorpresa) ho indossato la tuta che mi era stata fornita e poi sono tornata nella sala, dove l’istruttrice mi ha fatto indossare quello che sembrava un giubbotto esplosivo utilizzato dai kamikaze dell’Isis per farsi esplodere.
Un po’ timorosa, ho lasciato fare mentre mi metteva delle cinture alle cosce e alle braccia e poi collegava il tutto a un manubrio dotato di schermo.
Temeraria, ho vantato una preparazione atletica degnai di Usain Bolt, così che l’istruttrice si è convinta di potermi far fare la prova al massimo livello consentito per la fase iniziale del programma.
E in effetti fare gli esercizi è risultato molto più semplice e meno faticoso di quando si fanno le ripetizioni in palestra, solo che, nei 12 minuti previsti (la prova dura meno della seduta completa) ogni esercizio non stimola solo il muscolo direttamente coinvolto, ma anche gli altri. Faccio l’esempio dello squat, amato e odiato da noi donne, che vorremmo tutte un posteriore alla Belen: con questo esercizio fatto nel modo tradizionale si allenano solo i glutei e al massimo un po’ la parte superiore delle gambe. Fatto indossando il giubbino da kamikaze lavorano tutti, ma proprio tutti i muscoli: spalle, addominali, glutei, cosce (pure l’interno!).
Questo grazie alle contrazioni provocate dal macchinario, che combinate all’esercizio riescono ad aumentare dell’80% la contrazione del muscolo, raggiungendo gli strati più profondi.
Terminata questa fase, ho provato il Vacuum: un tapis roulant dove, mentre si cammina alla velocità scelta, si ha la sensazione di venire risucchiati e compressi nella parete addominale. L’effetto – mi dicono, ma dovrò appurarlo nel tempo – è quello di tonificare molto di più rispetto al tapis roulant tradizionale, con effetti benefici sul microcircolo e sull’aspetto della pelle. Senza contare che in mezz’ora si bruciano fino a 700 calorie.
Non male per una golosa come me, che se sente parlare di dieta addenta pure i tavolini.
Per questa volta la faccio breve: al termine dell’allenamento stavo benissimo, non mi sembrava di aver faticato molto. Tra il momento in cui ero entrata nel centro e quello in cui ero uscita, doccia compresa, era passata un’oretta. Non sapevo se essere soddisfatta o leggermente delusa, perché mi sembrava di aver fatto molto meno rispetto a un allenamento tradizionale.

IL GIORNO DOPO

Che mi fossi clamorosamente sbagliata me ne sono accorta l’indomani mattina, quando mi dovevo alzare per andare al lavoro. Avevo tutti i muscoli indolenziti come un duro e lungo allenamento dopo un periodo di inattività. Mi facevano male (non parlo di dolore atroce, tranquilli!) anche i muscoli che non sapevo di avere…
Risultato: non vedo l’ora di fare la prossima seduta.
Con Eva abbiamo fatto una scommessa. Le ho detto che vorrei perdere 4 chili e che non ci sono mai riuscita attraverso l’attività fisica, perché dieta scansati, come ho detto prima.
Lei ha assicurato che con questo metodo riuscirò a tornare in perfetta forma. Nelle ‘prossime puntate’ vedremo insieme se avrà avuto ragione.

Intanto, date un’occhiata qui: https://www.facebook.com/fitandgoromalaurentina/

Maria Corrao


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