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Non poteva avere un lavoro, né amici: poi le botte e perfino le minacce ai familiari. Ma lui diceva: “Non succederà più”

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violenza autolesioni

E’ finalmente finito l’incubo per una donna vittima, quasi ‘prigioniera’, dell’ex compagno resosi responsabile di numerose vessazioni nei suoi confronti, sia fisiche ma anche psicologiche. A tal punto che non poteva avere né un lavoro né degli amici a causa della sua ossessiva gelosia. 

Le indagini e l’arresto

Nei giorni scorsi, in conclusione di una complessa ed articolata attività di indagine che ha interessato tre diversi Uffici del P.M. presso le Procure della Repubblica presso i Tribunali di Cassino, Chieti e Roma, Sono stati i poliziotti del Commissariato di Formia ad eseguire l’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari. Lui, T.G. del 1976, è accusato dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti contro familiari e conviventi e stalking perpetrati nei confronti della giovane compagna convivente.

La ricostruzione

La complessa attività investigativa ha permesso di ricostruire lo stato di profondo disagio in cui la donna viveva ormai da tempo, acclarando che l’uomo era solito vessarla con violenze fisiche e psicologiche. Lo stesso, nel contempo, si è reso responsabile di minacce nei confronti dei parenti della vittima, nonché di minacce e percosse anche nei confronti del datore e dei colleghi di lavoro della compagna per motivi di morbosa ed immotivata gelosia. Infatti l’ossessiva gelosia da parte dell’uomo sui datori e colleghi della donna, costringeva quest’ultima a licenziarsi più volte dal lavoro per il forte timore di ritorsioni del convivente che considerava l’attività lavorativa della compagna motivo di trascuratezza nei propri confronti.

Il sequestro è la promessa: “Non succederà più”

La donna, sottoposta ad un continuo controllo della propria vita sociale e lavorativa dal 44enne al fine di allontanarla dai suoi affetti ed impedirle uno stile di vita autonomo, si trovava, in tal modo, in un vero e proprio stato di soggezione e paura per la propria ed altrui incolumità. Tali gravi condotte culminavano in un sequestro di persona consumatosi in una struttura ricettiva e, quando la donna riusciva ad allontanarsi riparando dai congiunti, l’uomo, da Roma,  si portava a Formia e si appostava nelle vicinanze di casa con il dichiarato intento di ricondurla a sé, minimizzando l’accaduto e promettendo, attraverso ripetitivi messaggi telefonici, che non si sarebbero più verificati episodi simili.

Alla luce della gravità dei fatti, l’Autorità Giudiziaria, unificando i vari procedimenti, accoglieva la richiesta dei poliziotti del Commissariato di Formia di emettere un provvedimento custodiale al fine di contenere il comportamento criminale dell’uomo e tutelare la donna e le altre vittime dal pericolo concreto della commissione di più gravi azioni delittuose e ritorsive.

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