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Quali sono i vantaggi della magnetoterapia e perché considerarla

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magnetoterapia

Una parola che viene dall’unione di due vocaboli greci: mágnēs, che sta per ‘magnete’ e therapeìa, che vuol dire ‘cura’. Con il termine magnetoterapia si intende dunque ‘cura del corpo tramite le onde magnetiche’. Si tratta di un trattamento specifico per diversi tipi di disturbi, e consiste nell’applicazione di magneti, di frequenza e intensità variabili, direttamente sulla pelle del paziente. Questi dispositivi creano micro-correnti elettriche capaci di stimolare l’organismo e accelerare la guarigione. Scopriamo di più sulla magnetoterapia e sulla sua efficacia.

Magnetoterapia: quello che serve sapere

Se l’impiego comune della magnetoterapia è relativamente recente, l’uso di magneti per curare le malattie risale già a diversi secoli fa. Già nel 1500 un medico e alchimista di nome Paracelso iniziò ad approfondire lo studio delle correnti magnetiche a fini terapeutici. Bisognerà però attendere centinaia di anni, con gli studi di Faraday, padre della biomagnetica, di Hertz e di Gauss, per porre le basi applicate tutt’oggi alla moderna magnetoterapia. Oggi i magneti hanno un’efficacia comprovata in casi di gravi infiammazioni, dolori muscolari, articolari ed ossei e problemi a livello vascolare. Ma come funziona nel concreto?

I macchinari per la magnetoterapia sono essenzialmente dei solenoidi: si tratta di conduttori metallici di forma cilindrica, attraversati da corrente e capaci di generare il campo magnetico. Negli apparecchi per la magnetoterapia il solenoide ha una forma piatta, studiata per garantire il contatto diretto con la parte da trattare. Esistono poi dei solenoidi a cilindro, utilizzati nel caso in cui il paziente debba introdurvisi per intero. La frequenza delle onde sarà diversa in base al tipo di disturbo da trattare: in ogni caso si tratta di onde non-ionizzanti, di intensità generalmente moderata, incapaci di penetrare nei tessuti e di generare calore. Non vi sono dunque effetti collaterali e controindicazioni. In linea di massima l’apparecchiatura comprende un piccolo macchinario da dove parte l’energia, dei cavi di collegamento e i magneti, piastre metalliche applicate su specifiche fasce che andranno accostate alla zona da trattare.

I benefici della magnetoterapia

La magnetoterapia aiuta soprattutto a lenire il dolore e a ridurre le infiammazioni, ma anche a migliorare la circolazione del sangue, favorire la calcificazione delle ossa nei casi di fratture, recuperare l’elasticità dei tessuti e agevolare il processo di cicatrizzazione. Tutto grazie all’influenza dei campi magnetici: spazi definiti dove operano specifiche forze, generate da corrente elettrica o magneti. Queste forze hanno la capacità di modificare le cariche elettriche delle membrane cellulari, recuperandone l’equilibrio. Una simile modifica del potenziale elettrico provoca la ridistribuzione dell’energia nelle varie cellule. Le onde elettromagnetiche agiscono direttamente sui tessuti, mobilizzando gli ioni positivi e negativi presenti, accelerando i processi di scambio ionico a livello della membrana cellulare e stimolando così il metabolismo.

Magnetoterapia: perché sì

Già nel 1987 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva pubblicato i risultati di uno studio sui campi magnetici, dichiarando la magnetoterapia sicura per l’organismo umano. Tutti gli studi scientifici condotti fino ad oggi confermano come la magnetoterapia sia un trattamento naturale contro il dolore, che non comporta dunque alcun pericolo.

Persino la NASA, per ovviare ai problemi di densità ossea e immunità nei primi astronauti, ha deciso di dotare le sue navi di generatori di campi magnetici, utili a compensare simili carenze. Come accennato, la magnetoterapia con apparecchiature specializzate è sicura perché non è invasiva per l’organismo, e i campi magnetici emessi non vengono assorbiti dagli organi. La possibilità di rischi per i pazienti è nulla nel momento in cui vengono adottate le misure preventive necessarie, su tutte quella di evitarne l’uso insieme ad altre apparecchiature che possono irradiare frequenze magnetiche o elettriche. Le uniche categorie di individui per i quali la magnetoterapia è controindicata sono portatori di pacemaker o di defibrillatore portatile e le donne incinte.

 

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