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Risparmiare corrente elettrica senza privarsi degli elettrodomestici

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Elettrodomestici

Risparmiare corrente elettrica significa fare del bene all’ambiente ed al portafogli. E tu cosa fai per non rischiare un mezzo infarto ogni volta che nella cassetta della posta scorgi la bolletta dell’elettricità? Io ho messo in salvo le coronarie adottando alcuni espedienti utili a limitare i consumi: te li svelerò nelle prossime righe. 

Evitare il salasso in bolletta: ecco qualche dritta

Sicuramente, da qualche tempo in qua, hai iniziato a prestare molta attenzione agli sprechi: niente luci accese quando non è necessario, niente forno, niente attivazione degli elettrodomestici ad alto consumo prima della tarda serata e così via. Si tratta senza dubbio di accorgimenti utili alla causa, ma posso garantirti, per esperienza personale peraltro, che da soli non bastano a far sgonfiare le bollette.

In realtà infatti a darci la mazzata sono tutti quei dispositivi a cui non sappiamo più rinunciare e che restano accesi dal momento in cui fanno ingresso in casa al giorno in cui esalano il loro ultimo respiro. Mi riferisco nel dettaglio a frigoriferi, congelatori et similia. Bazzicando qui e là per la rete ho potuto appurare che una famiglia media necessita di un approvvigionamento elettrico che è addebitabile all’uso di acqua calda e luce soltanto per il 25%.

Il restante 75% invece viene regolarmente destinato all’approvvigionamento degli elettrodomestici di cui sopra. E allora che cosa puoi fare per risparmiare in bolletta senza rinunciare alle tue comodità? Come puoi evitare il salasso senza tornare all’età della pietra? Semplice: presta attenzione alla classe di consumo dei tuoi apparecchi!

Elettrodomestici e classi di consumo

Tutti gli elettrodomestici presenti nei negozi sono ormai corredati da un adesivo colorato in cui campeggiano le prime 7 lettere dell’alfabeto. Questo adesivo prende il nome di etichetta dei consumi e viene appiccicato sugli apparecchi perché così imposto dalla legge. Lo scopo di tale etichetta è quello di associare ad ogni lettera una fascia di consumi ben precisa.

Saprai così che acquistando un prodotto di fascia G porterai a casa un congegno che, dal punto di vista del fabbisogno energetico, non è per niente efficiente. Ciò significa che il suo utilizzo, soprattutto se prolungato e regolare, ti costringerà ad un esborso annuo notevole. Meglio allora orientarsi su un elettrodomestico di fascia A o superiore. I tuoi consumi così, magari a fronte di una spesa iniziale leggermente più elevata, finiranno per dimezzarsi ed ammortizzarsi già nell’arco di un anno.

Vuoi degli esempi pratici? Benissimo: sappi che per quanto riguarda i forni elettrici i consumi annui andranno dai 180 kWh agli 80 kWh, per le lavatrici il range oscillerà dai 507 kWh ai 247 kWh, per quanto riguarda i climatizzatori ci muoveremo invece tra i 1295 kWh ed i 321 kWh, i frigoriferi infine necessiteranno dai 781 kWh ai 188 kWh. Insomma: chiaro il concetto?

Qui trovi una guida completa sui vari elettrodomestici che utile per scegliere i migliori modello.

Com’è fatta l’etichetta energetica?

L’etichetta energetica di un elettrodomestico si compone di 7 livelli colorati a cui viene associata una lettera dell’alfabeto. Perché questo utile adesivo sia perfettamente a norma comunque dovrà riportare anche una stima dei consumi annui associata ad un uso plausibile del prodotto in vendita nonché il marchio ed il modello del tuo frigo, del tuo forno, o di qualsiasi altro elettrodomestico tu decida di acquistare.

In relazione al tipo di congegno poi dovrai ricevere delle indicazioni circa la sua rumorosità, la capienza e l’eventuale fabbisogno idrico. Permettimi a questo punto di sottolineare che l’etichetta energetica non accompagna soltanto i grandi elettrodomestici, ma anche dispositivi un po’ meno pretenziosi. Pensa poi che sta diventando prassi associare questo utile adesivo persino agli infissi!

Risparmiare in bolletta

Ammesso che scegliessi di rimpiazzare i tuoi vecchi elettrodomestici con apparecchi di fascia A o superiore quanto potresti risparmiare? Beh, sappi che in media un condizionatore di classe D consuma dai 115 euro annui in su, mentre un prodotto di fascia A+ non richiede esborsi superiori ai 50 euro annuali. Una bella differenza, no? 

Alcuni piccoli accorgimenti poi incideranno ulteriormente su queste stime: se vivi in zone particolarmente calde, per esempio, compra un frigo subtropicale o tropicale che non fatichi a funzionare nemmeno nelle giornate più torride e che vanti funzione di auto-sbrinamento: i risparmi saranno notevoli!

 

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