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Anzio, il ‘pasticciaccio’ della Camassa Ambiente-MSA: lavoratori senza Tfr da 4 mesi. E il Comune tace

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Dipendenti licenziati per cessione di ramo d’azienda e mai saldati del trattamento di fine rapporto. È quanto succede ad Anzio ai lavoratori ex Camassa Ambiente, “ceduti” alla MSA Ambiente per la gestione del cantiere di Anzio. A novembre del 2021 il passaggio del personale da un’azienda all’altra. Ma i dipendenti, o almeno una parte di essi, non sono mai stati liquidati del TFR. Un importo significativo queste persone, e soprattutto un diritto inalienabile.

“Da mesi è iniziata per noi una sorta di caccia al tesoro, per cercare di scoprire che fine abbia fatto la nostra liquidazione”, dicono sconsolati i lavoratori. A sostenerli il sindacato UGL. Già a gennaio, dopo aver sollecitato l’azienda, il sindacato ha inviato una lettera al Comune di Anzio alla ricerca di una soluzione. Ma anche su questo fronte c’è stato un muro di silenzio.

“Ancora una volta a pagare sono i lavoratori e le loro famiglie. Il TFR è un diritto irrinunciabile e la Ugl è pronta a dare battaglia”, fanno sapere dal sindacato. “Diciamo basta ai ritardi giocati sulla pelle dei lavoratori. La Ugl dice no all’attesa, no al silenzio, no a ingiustificati ritardi cronici. I lavoratori vogliono sapere che fine hanno fatto i loro soldi e chiedono un intervento urgente da parte del Comune di Anzio al fine di vedere rispettati i diritti dei dipendenti”.

Ma finora il Comune non ha dato alcuna risposta. Vero è che i problemi che attanagliano l’amministrazione neroniana al momento sono tanti, ma non possono di certo pagarne le conseguenze i cittadini. Anche perché le domande presentate risalgono a ben prima del terremoto che ha scosso la politica anziate. 
Sulla vicenda ha preso la parola Marco Iannarilli, segretario Regionale Ugl PSA: “Rimaniamo allibiti dal comportamento di MSA Ambiente, che ancora oggi non risponde ai nostri diversi solleciti scritti riguardo al TFR dei dipendenti, nonostante il loro rapporto di lavoro sia terminato a novembre 2021. Non meno grave e inspiegabile è anche il silenzio del comune di Anzio, messo a conoscenza del fatto dal lontano 24 Gennaio. Siamo anche molto perplessi e preoccupati dalla nuova gestione di AET SPA, subentrata dal 3 Novembre con grandi propositi di cambiamenti, ma che a oggi rimangono tali. Infatti succede anche che un lavoratore lavori anche 11 giorni continuativi senza mai riposare, violando ogni norma sulla sicurezza. Inoltre ancora a oggi non c’è un organigramma, si fanno svariate ore di straordinari e ci sono ancora dipendenti che lavorano ancora con contratti 16/18/20 ore settimanali. Ma il Comune, che dovrebbe vigilare anche in questi casi, dove sta?”

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