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Coronavirus nel Lazio: guarito un medico, trend contagi in lieve discesa. Ecco la mappa con tutti i casi Comune per Comune, cerca il tuo

TRA IERI E OGGI ALTRI 30 NUOVI CASI AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA. IL PC DEI CASTELLI: «ABBIAMO RAGGIUNTO IL PICCO DEI NUOVI CONTAGI IL 26 MARZO, MA LA CURVA NON SCENDE. IN ALCUNI COMUNI SERVONO NUOVE MISURE E L’IMPEGNO DI TUTTI: #RESTIAMO A CASA. STABILIZZARE IMMEDIATAMENTE I “NOSTRI EROI”, I LAVORATORI PRECARI DELLA SANITA’ CHE STANNO COMBATTENDO IN PRIMA LINEA»

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Partiamo dalle buone notizie. Nel Lazio tra ieri ed oggi il trend di crescita dei nuovi contagi è in lieve discesa e per la prima volta si è attestato sotto al 5%. 169 tuttavia le positività accertate nelle ultime 24 ore, segno che la lotta al Coronavirus è tutt’altro che finita. L’altra buona notizia arriva da Grottaferrata dove è guarito un medico di medicina generale.

Coronavirus nella Asl Roma 6 al 4 aprile

Nella ASL RM6, che comprende i Castelli Romani e la litoranea, il 4 aprile il numero dei contagi è salito invece a 447, con altri 30 nuovi casi nuovi. «Sulla base delle nostre analisi, la curva dei nuovi contagi ha raggiunto il picco il 26 marzo, ma, dopo una prima discesa del numero di nuovi contagi, siamo bloccati da una settimana e la curva non scende», dichiara il PC dei Castelli Romani.

La battaglia è in pieno svolgimento come dicevamo. «Dopo quasi un mese di quarantena forzata il numero di nuovi contagi è troppo alto, segno che le misure restrittive in alcuni comuni sono purtroppo insufficienti – prosegue il PC – mentre il Comune di Pomezia ha dovuto affrontare decine casi di contagi nelle prime due settimane del mese di marzo e ha saputo isolare e rallentare il contagio nei giorni successivi, in altri comuni dei Castelli Romani (Frascati, Grottaferrata, Lariano, Marino, Nettuno, Velletri) si assiste ad una esplosione dei contagi dopo due settimane di quarantena. I Sindaci di tali comuni, la ASL RM6 e la Regione Lazio dovrebbero valutare con la massima attenzione l’opportunità di aumentare le misure di contenimento».

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«L’andamento dei contagi (linea rossa nel grafico) rimane molto più lento tuttavia rispetto alla simulazione del numero di contagi ottenuta con il modello matematico (siamo scesi all’8% e siamo tra i migliori in Italia). Quindi, nei Castelli Romani e Litoranea stiamo contenendo e sconfiggendo il coronavirus. Senza questo impegno straordinario dei cittadini i contagi sarebbero arrivati nei Castelli Romani e Litoranea a 5.784 positivi, con un impatto devastante sulle deboli strutture sanitarie pubbliche. Questi risultati sono stati ottenuti anche con un eccezionale lavoro della ASL RM6 e dei soggetti positivi che sono riusciti a mettere in sorveglianza domiciliare nel nostro territorio migliaia di persone che hanno avuto rapporti con i soggetti positivi», continua la nota del Partito Comunista.

Coronavirus nel Lazio: ecco la mappa con tutti i casi Comune per Comune, cerca il tuo. Dati aggiornati al 4 aprile 2020

Di seguito la ripartizione dei contagi per singolo Comune dei Castelli Romani e della Litoranea sulla base delle comunicazioni ufficiali dei comuni interessati:

Grottaferrata (86 contagi, di cui 64 suore),

  • Nettuno (48)
  • Pomezia (35)
  • Frascati (30)
  • Velletri (23)
  • Marino (22)
  • Lariano (20)
  • Ciampino (13)
  • Albano (12)
  • Anzio (12)
  • Genzano (12)
  • Ariccia (11)
  • Ardea (7)
  • Montecompatri (7)
  • Monte Porzio Catone (6)
  • Rocca di Papa (6)
  • Rocca Priora (5)
  • Colonna (4)
  • Castel Gandolfo (3)
  • Lanuvio (3)
  • Nemi (1)

Si precisa che i dati sono in continuo aggiornamento.

Per visualizzare la cartina per comune sulla diffusione del coronavirus nelle province di Roma e Latina, puoi fare click sul seguente link:

https://drive.google.com/open?id=1sI_jgUiLG9xh7GKQp5-W-_NV9tS7Z2Ne&usp=sharing

E’ importante notare che ben 161 comuni del Lazio con una popolazione complessiva di 268.429 abitanti non presentano alcun contagio. Ci sono le isole (Ponza, Ventotene) e altri 7 comuni della provincia di Latina, decine di comuni appartenenti alle comunità montane dell’Aniene, dei Monti Lepini, dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini, 37 comuni del frusinate, 23 comuni del viterbese e 49 comuni del reatino.  

Il punto sulle case di riposo

Negli ultimi giorni è esploso il problema delle case di riposo. Il problema nella diffusione del coronavirus sono le comunità dei soggetti più deboli e più indifesi (i nostri anziani e i soggetti con handicap), comunità che andrebbero difese con maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni.

Chiude la nota del PC: «Un ringraziamento particolare a tutti i lavoratori (personale sanitario, lavoratori impegnati nella filiera alimentare e nella raccolta dei rifiuti, vigili urbani e forze dell’ordine, ecc.) che stanno garantendo i servizi essenziali, lavoratori cui deve essere sempre assicurata la dotazione di sicurezza (mascherine, guanti, disinfettante e altro). Purtroppo, anche ai Castelli Romani si stanno verificando quotidianamente e con sempre maggiore frequenza casi di positività tra il personale medico, le forze dell’ordine e i lavoratori dei supermercati a causa della mancanza o della inidoneità delle dotazioni di sicurezza».

«Infatti, l’elevato numero di nuovi contagi dipende anche dall’aumento del numero di tamponi effettuati, misura richiesta anche da noi per i lavoratori maggiormente esposti. Ad esempio, in una importante struttura ospedaliera dei Castelli Romani sono stati fatti i tamponi a tappeto sul personale medico e sui pazienti, individuando ed isolando ben 11 casi positivi al covid-19. Questa iniziativa è positiva, in quanto aggredire il virus con tamponi a tappeto permette di individuare i positivi, anche asintomatici, e di sottoporli a terapia antivirale immediatamente, limitando la diffusione del virus».

«Dopo anni di saccheggio della sanità pubblica, anni di tagli pesantissimi a favore di quella privata, il Partito Comunista chiede un forte potenziamento della sanità pubblica e l’immediata stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità, i “nostri eroi” che stanno combattendo nella trincea degli ospedali contro il coronavirus. In queste ore a decine di infermieri precari che stanno curando con altissimi rischi i “pazienti intubati” viene comunicato senza vergogna che allo scadere non gli sarà rinnovato il contratto, perché dopo 36 mesi di precariato la legge impone la stabilizzazione del lavoratore. Questa emergenza coronavirus ci insegna che dobbiamo riconquistare due diritti fondamentali: la Sanità Pubblica e il Lavoro Stabile».