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Aprilia, il paziente non viene curato subito, aggressione al pronto soccorso

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Un malato che aspetta al pronto soccorso, un’aggressione o presunta tale a un’infermiera, la presa di posizione del sindaco e la difesa della famiglia del paziente. Gli elementi dell’intricata vicenda che si e svolta ieri ad Aprilia ci sono tutti. Noi riportiamo entrambe le voci, in quanto saranno gli organi competenti a fare chiarezza sulla vicenda. 
I fatti sono avvenuti al pronto soccorso della Clinica Città di Aprilia a seguito del ritardo di assistenza nei confronti di un paziente. Sia il Sindaco di Aprilia che i parenti del paziente hanno raccontato gli avvenimenti e, purtroppo, nelle due storie delle discrepanze ci sono. Quel che risulta lineare è l’antefatto di un’aggressione nei confronti di un’infermiera.

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Tutto è iniziato la notte di sabato, quando un signore di 78 anni ha accusato dei dolori sulla parte sinistra del fianco. Il signore in questione soffre di diverse patologie, quali demenza senile, problemi cardiocircolatori e Alzheimer avanzato. Visto il carico del dolore, alle 4 del mattino, il 78enne è stato trasportato all’ospedale Clinica Città di Aprilia e lasciato aspettare. Fino alla mattina seguente, intorno alle 9, però sembra che nessuno avrebbe visitato o controllato il paziente sofferente. 

Lite al pronto soccorso di Aprilia: i due racconti 

Da questo antefatto, nascono due racconti: uno del Sindaco di Aprilia ed il secondo della nipote del signore in questione. Il primo cittadino Antonio Terra, nella giornata di ieri, si è pronunciato così sui propri social network: “Questa mattina il pronto soccorso della Clinica Città di Aprilia è stato messo letteralmente sottosopra da due donne che lamentavano ritardi nell’assistere un proprio familiare. Le due persone hanno pensato bene di risolvere una presunta criticità, “alla vecchia maniera”, aggredendo con violenza le infermiere che stavano svolgendo il proprio lavoro”  Risultato: pronto soccorso chiuso fino alle ore 14 e due infermiere in ospedale, questa volta non per assistere ma per farsi medicare. Oltre alla condanna di un’aggressione inaccettabile e assolutamente non giustificabile (condanna che esprimo a nome dell’intera Città), vorrei sottolineare questo curioso aspetto: i fatti gravi di questa mattina dimostrano bene come la violenza non risolva mai i problemi, ma li aggravi. Per questo, oltre ad essere immorale, è anche piuttosto stupida.

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La nipote del 78enne però, ci ha tenuto a raccontare anche la sua versione dei fatti, mettendo in luce aspetti non considerati nel racconto del sindaco. La ragazza, infatti, racconta che alle nove del mattino sua nonna si era recata in Ospedale per accertarsi delle condizioni del marito, accompagnata dalla figlia. Arrivata in pronto soccorso, però, riconosce le urla del 78enne e lo vede in lacrime e infreddolito. Alla vista di questa scena, l’anziana ha supplicato l’infermiera di visitare e controllare il signore e, a quanto racconta la nipote, l‘infermiera stessa avrebbe spinto la moglie del paziente. Successivamente però, la figlia dei due signori, avrebbe strattonato l’infermiera

L’unica cosa che però dovrebbe far riflettere in questa storia è che utilizzare la violenza non può essere giustificato, né se a farlo è un’assistita di un paziente né se è la stessa infermiera a reagire in questo modo. 

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