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Combattimenti clandestini tra cani, smantellata banda: animali senz’acqua e senza cibo

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pittbull

Combattimenti clandestini di cani a Campoverde, Aprilia. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina hanno portato alla luce una realtà a dir poco sconcertante, nella quale gli animali venivano tenuti in condizioni di sofferenza, con razioni di cibo contenute, costretti spesso alla catena, obbligati a stare tra le proprie feci e con segni evidenti di morsi e aggressioni.

Le segnalazioni dei residenti che hanno innescato le indagini

A notare tante, troppe stranezze in quella sorta di allevamento erano stati i residenti che avevano allertato i volontari di Sto Animal Crimes Italia, i quali senza perdere tempo hanno svolto accertamenti di concerto con i Carabinieri e con l’associazione zoofila Pegasus e la Asl di Aprilia per controllare se dietro quelle segnalazioni ci fosse qualcosa di illecito.

Trovati cani con cicatrici e ferite senza acqua e cibo

Il blitz svolto tra giovedì e venerdì ha fatto rinvenire cinque pittbull e un maremmano, in condizioni precarie. Alcuni animali avevano segni di morsi, altri cicatrici sul muso e sulle zampe, uno era ferito a un occhio, un altro legato alla corda e perdipiù tutti senza acqua né cibo erano stati posti in ricoveri di fortuna fatiscenti, angusti.

Cinque le persone denunciate

Sono scattate ulteriori indagini che avrebbero portato a rilevare che quei cani erano sfamati una volta ogni dieci giorni, forse proprio per renderli aggressivi, per incattivirli, così da renderli più ‘efficaci’ nei combattimenti che, dalle risultanze investigative, sembra fossero organizzati soprattutto da un giovane di soli 21 anni. Ma sono in tutto cinque le persone ritenute coinvolte nel giro di combattimenti clandestini, tutte denunciate su disposizione dell’autorità giudiziaria.

I sei cani sono stati visitati e ricoverati in strutture adeguate

I cani sono stati sottoposti tutti a visite veterinarie e portate in strutture adeguate, mentre proseguono le indagini su presunti combattimenti che sarebbero stati organizzati ovunque, persino in strada. Ma sono anche altri gli aspetti inquietanti emersi nel corso delle indagini. I proprietari di questi animali si premuravano di procurare altri cuccioli, magari di proprietà, da utilizzare per ‘allenare’ i loro cani per i combattimenti. Gli animali presi con questa specifica finalità venivano poi abbandonati, spesso anche in  gravi condizioni.

Proseguono le indagini

Se nei confronti dei cinque indagati le accuse sono di maltrattamento di animali e combattimenti clandestini, proseguono le indagini per verificare se oltre ai cinque soggetti denunciati ci fossero altre persone e ricostruire coloro che erano coinvolte nel giro di scommesse che, a quanto pare coinvolgevano anche proprietari di cani provenienti da Nettuno e  Campo di Carne.

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