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Marilena Ferraro “docente certificato di Google”. Ora le Google apps nelle scuole di Aprilia. L’intervista

Un altro riconoscimento importante è stato conquistato dalla giornalista apriliana.

Così, ad un mese dall’alta onorificenza che la vede ora Cavaliere del Giornalismo Scolastico, attribuitale dall’Associazione Nazionale Giornalismo Scolastico Targa d’Argento del Presidente della Repubblica, il direttore di Sfera Magazine aggiunge un altro importante tassello nel suo curriculum.

Per capire esattamente di cosa si tratti, siamo andati a trovare la insegnate-giornalista nella sua bella casa, arredata di luce, libri, ritratti di famiglia, arte e vita.

  • Direttore, sappiamo che sta lavorando a diversi progetti che vedono insieme scuola e giornalismo. Ce ne vuole parlare? 

“Per la scuola sto lavorando, in questi giorni, con la mia classe IIB su un progetto presentato al Senato della Repubblica, “Testimoni dei Diritti”, che ci ha visti vincitori della selezione regionale e ora dobbiamo affrontare la competizione nazionale tra 20 scuole italiane; per il Lazio siamo noi dell’I.C. Gramsci e una scuola di Roma. Il progetto prevede, oltre al videoclip finale, anche una videoconferenza Skype con un funzionario del Unhcr (Agenzia Onu per i rifugiati) che lavora in Guatemala che è di Aprilia, si tratta di Marco Procaccini, un mio caro amico.

Per il giornalismo da 4 anni all’Istituto Gramsci porto avanti il corso di Giornalismo web inserito nel progetto Comunicazione 2.0 e per due anni siamo stati inseriti tra le migliori 100 redazioni scolastiche nazionali. Quest’anno abbiamo ricevuto anche un riconoscimento per il nostro Tg Gramsci. Scuola e Giornalismo vanno di pari passo per creare giovani informati e preparati ad affrontare il loro futuro.”

Come le è venuta l’idea di portare il giornalismo nella scuola? E’ una realtà che esiste da sempre, ma non organizzata in questa maniera così “professionale” per i ragazzi.

Innanzitutto, giornalismo e comunicazione non sono lontani dall’insegnamento. Insegnare significa trasmettere e per riuscirvi bisogna avere delle doti comunicative. Quando ho cominciato a lavorare nell’Istituto della Gramsci, grazie alla lungimiranza del dirigente Maria Nostro, ho proposto questo progetto.

E’ vero che il giornalino scolastico è sempre esistito, ma in formato cartaceo, che ha tuttavia costi e non ha più presa sull’informazione. Allora, essendo io giornalista e direttore di un giornale digitale ho lanciato la proposta del giornale scolastico web.

Il blog, fondato nel 2015, ha creato una redazione di ragazzi, che si stanno avviando al giornalismo; parte dalle basi tradizionali per arrivare alle tecniche giornalistiche digitali e televisive.

Le categorie del blog sono diventate le materie del piano formativo della scuola: all’interno delle rubriche del giornale, sono inserite tutte le materie e attività che svolgiamo alla Gramsci. 

Nel giornale scrivono sia docenti che ragazzi.

Invece il TG Gramsci nasce dai ragazzi: scrivono le notizie, fanno interviste e poi lanciano il servizio il tutto montato nel nostro studio televisivo virtuale.”

  • Ma i suoi alunni manifestano il proprio futuro già “segnato” nel giornalismo?

“Beh, forse taluni si. Per esempio ho una ex alunna che arrivata al liceo ha iniziato subito a collaborare con la redazione dell’istituto superiore. I suoi articoli sono stati subito pubblicati in prima pagina. Consideri che ho degli alunni per esempio che hanno scoperto la passione per le riprese e il montaggio dei video.

E’ un modo per vedersi proiettati anche nel mondo del futuro. Naturalmente, a livello educativo è una lezione di italiano tutte le volte.

Inoltre, li sto indirizzando, attraverso il progetto promosso dal MIUR, all’individuazione delle fake-news.”

  • Ma veniamo ora al certificato docente Google che le è stato consegnato il 20 gennaio scorso. Di cosa si tratta esattamente?

Google ha creato delle piattaforme per due settori: il business e l’educator. Praticamente le scuole posso affiliarsi alla GSuite di Google e usare tutte le “app” (applicazioni) in forma illimitata. 

Per esempio: chi ha una Gmail, nel suo drive può archiviare mega limitati di materiale. Le scuole hanno uno spazio illimitato, lo stesso spazio è per tutte le app e per tutti gli alunni.

Le Google app sono una grande opportunità di apprendimento per gli alunni, perché permettono intanto di ampliare la competenza digitale, come lo stesso MIUR richiede. Inoltre dà la possibilità di lavorare in un ambiente collaborativo sicuro: nello stesso quaderno digitale, ciascuno della rete può partecipare e lavorare ognuno dalla propria postazione, casa o ambiente.

Così io docente verifico il loro operato e gli studenti cooperano per lo stesso lavoro.

Tutto questo è nato lo scorso anno, dopo aver scoperto le Google Apps for Education gratuite per la scuola.”

Dopo un grande studio, ho potuto agganciare al blog scolastico le applicazioni.

Non è stato facile fare tutto da sola; consideri che in genere le scuole affidano l’incarico a operatori esterni specializzati.”

  • Un esempio pratico di Google apps all’interno della scuola?

La creazione di email per ciascun alunno, con un proprio account, etc.: nomecognome@blogcgramsciaprilia.it. Questo permette di crear classi virtuali, di condividere materiale con gli alunni, assegnare compiti e test, studiare con video lezioni etc…

Io sono formatore dei docenti per l’innovazione didattica e per la Gramsci ho già formato 50 colleghi.

Il 20 gennaio, invece, si è presentata l’opportunità di essere certificata. Sono stati organizzati due giorni di studio a Roma con due esami. La seconda giornata eravamo “spiati” da Google durante l’esame di certificazione: eravamo costantemente monitorati da una telecamera collegata a Google, l’esame ha richiesto un lavoro complesso e difficile, ma alla fine il risultato positivo è arrivato.

Eravamo in tutto circa 60 esaminandi, del Lazio pochissimi per il resto da tutta Italia.

L’importanza e il vantaggio delle Google Apps è indescrivibile proprio per la produttività didattica e le competenze che sviluppa nei ragazzi.”

  • Quindi la cultura, anche scolastica, è sempre più digitale?

Il digitale è il mezzo per arrivare alla conoscenza: gli argomenti sono sempre gli stessi.”

  • Dunque in tutto questo suo lavoro si ottiene un duplice effetto: 1) insegnare la comunicazione e quindi anche la scrittura, il senso critico; 2) un grande inserimento degli alunni nel mondo digitali: i suoi ragazzi arrivano pronti, rispetto ad altri istituti.

Si, infatti, sono pronti al lavoro. Ed è quanto mi ha riconosciuto un genitore che usa le Google Apps nella sua azienda, perciò riconosce il valore di questa attività, mirata allo studio e all’apprendimento.”

  • Possiamo dire, dunque, che questo certificato è la manifestazione della sua passione per il giornalismo e per i giovani?

Sì, infatti, l’insegnamento e i ragazzi, il giornalismo e il digitale. Ma io rimango una letterata, mi piace la poesia e resto un’umanista, ma riconosco la validità del digitale nell’educazione e nel lavoro fatto di condivisione e  relazione. Il mio obiettivo è di indurre i miei ragazzi allo sviluppo della coscienza e conoscenza critica”.

 

Chapeau!

Marina Cozzo