Home Ardea Ardea, Igiene Urbana: gli operatori attendono lo stipendio di Luglio

Ardea, Igiene Urbana: gli operatori attendono lo stipendio di Luglio

NUOVI RITARDI NEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI AI DIPENDENTI DELL'IGIENE URBANA

Nuovi ritardi nel pagamento dei dipendenti dell’Igiene Urbana ad Ardea. Uno scenario non nuovo sotto la Rocca – si legga ad esempio qui, qui e qui –ma che torna nuovamente d’attualità considerando che ai lavoratori mancherebbe la mensilità di luglio, oltre che alla quattordicesima e alcuni rimborsi legati al 730. 

Il Comune di Ardea ha più volte ribadito di essere in regola con i pagamenti nei confronti della ditta rivendicando perfino di vantare dei crediti nei confronti della stessa; ma per alcuni esponenti d’opposizione ciò non basta: Raffaella Neocliti invita il Sindaco “ad intervenire immediatamente e a fare chiarezza sull’accaduto”, così come Edelvais, Con la gente per Ardea, che chiede altrettante delucidazioni. 

“I lavoratori dell’igiene urbana ancora non hanno percepito lo stipendio di luglio, quattordicesima, e rimborsi 730”, si legge infatti in una nota diramata agli organi di stampa proprio dal Consigliere di minoranza Edelvais Ludovici.  

“Nello scorso consiglio comunale presentai un’interrogazione su questa precisa situazione e chiesi al Sindaco se i pagamenti verso la ditta Igiene Urbana fossero regolari nonché se la stessa ditta avesse debiti pregressi tanto da rivolgersi agli O.S.L. In consiglio comunale mi venne risposto dal Sindaco che i pagamenti del Comune nei confronti della ditta erano regolari e che la stessa ditta non aveva debiti pregressi”.

“Pertanto tentai di chiedere al Sindaco se il Comune di Ardea, come ente giuridico potesse fare qualcosa nei confronti della ditta, visto che la stessa non pagava gli stipendi ai lavoratori; i lavoratori infatti devono essere pagati perché devono sfamare le loro famiglie e i loro bambini, ma sembra che ciò non interessi a nessuno. Tutto mi sembra un rimpallo di responsabilità tra il Comune di Ardea e la ditta Igiene Urbana, è una situazione che non denota chiarezza: il Comune paga ma la ditta dice il contrario”.

“Se il primo cittadino veste i panni del buon padre di famiglia”- conclude la Edelvais – “si deve preoccupare di questi lavoratori e delle loro famiglie, portando una risposta adeguata, attraverso il pagamento degli stipendi ai lavoratori”.