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Ardea

TARI, ecco perché ad Ardea si paga più di Pomezia. Savarese: «Prima sistema ‘ingiusto’, nuove tariffe più eque»

Ad Ardea ci sono stati aumenti per alcuni, bollette ‘leggere’ per altri. L’ente spiega: «Cosi’ tariffe piu‘ eque». Ma perché a Pomezia, a parità di condizioni, si paga comunque meno? Ecco cosa ci ha detto il Sindaco Savarese (che se l’è presa anche con la politica del passato)

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Nel numero cartaceo di novembre abbiamo intervistato il Sindaco di Ardea Mario Savarese in merito all’applicazione, da quest’anno, delle nuove tariffe per la TARI, la tassa sui rifiuti. Ma prima di leggere le parole del primo cittadino vediamo cosa hanno detto i cittadini di Ardea in merito alle nuove bollette. Abbiamo chiesto infatti se gli importi da pagare fossero aumentati o diminuiti rispetto agli anni passati in virtù dei nuovi parametri di calcolo annunciati dal Comune. C’è infatti chi si è visto aumentare la TARI di oltre 100 euro e chi, per contro, se l’è vista sforbiciata del 50% con una diminuzione anche fino a 400 euro.

Il Corriere della Città – NOVEMBRE 2021

Nuove bollette Tari, rispondono i cittadini di Ardea

A Letizia è passata ad esempio “da 180 euro a 280” mentre a Monica è arrivata “a 293 euro rispetto ai 203 dello scorso anno”. E ancora: Francesca segnala “un aumento da 197 euro a 301 euro” mentre Laura ha visto recapitarsi “un incremento di 67 euro“. A Monia è andata “peggio”: +120 euro rispetto allo scorso anno. Anche Cinzia si lamenta: “Nel 2020 abbiamo pagato €164.00 ora 271.00€ per il 2021“. Calliope segnala addirittura un aumento di 250 euro. Insomma, questi sono stati solo alcuni dei messaggi ricevuti ma, come detto, altri cittadini hanno vissuto la situazione esattamente opposta.

Prendiamo, a titolo esemplificativo, la testimonianza di Sandra: «La mia è stata dimezzata, ci sarà un errore?», ci scrive. La differenza è notevole, un ribasso di oltre 400 euro dagli 898 pagati fino ad ora agli attuali 460. E come lei tanti altri cittadini e cittadine che hanno riscontrato un segno “-“, a volte consistente, a volte di pochi euro, sulle bollette. “Io pagavo 321 euro, ora 288 euro”, segnala ad esempio Paola.

I nuovi metodi di calcolo per la Tari ad Ardea

Venendo al punto è chiaro che, il quadro sopra descritto, non è casuale ma frutto, come detto, delle rimodulazioni tariffarie predisposte dall’Amministrazione Comunale. La grande novità è stata rappresentata, com’è noto, dall’introduzione del parametro degli occupanti degli immobili. Fino allo scorso anno le bollette erano infatti calcolate esclusivamente sulla base dei metri quadrati dell’abitazione del contribuente mentre da quest’anno il peso della dimensione della casa incide solo sul 40% circa della tariffa mentre il numero dei suoi occupanti determina la quota più rilevante (il 60%) ed è in proporzione al loro numero. Nelle pagine seguenti il Sindaco Savarese, da noi intervistato, ha chiarito ulteriormente questi aspetti spiegando inoltre il perché delle differenze con Pomezia i cui contribuenti, a parità di situazione, pagano spesso molto meno dei vicini di Ardea.

L’intervista

Sindaco Savarese, può spiegarci cosa è cambiato quest’anno per la TARI e perché per molti cittadini è aumentata e invece per altri è diminuita?

«Come ho già avuto modo di spiegare è importante precisare che la TARI, nel suo complesso, innanzitutto è rimasta invariata. La somma cioè delle bollette emesse lo scorso anno è la stessa di quelle di quest’anno, anzi ad essere precisi anche meno al livello complessivo. E’ evidente che i casi di aumento sono stati molti di più rispetto alle diminuzioni, ma la cifra totale nel suo complesso è rimasta invariata. Ad ogni modo, e vengo al punto, tutto nasce dall’applicazione, obbligatoria, delle nuove regole imposte da Arera e le tariffe sono state rimodulate per equità: ci sono state pertanto utenze che hanno subito un aumento e altre che hanno avuto una diminuzione. E’ l’effetto di una legge (che ritengo giusta) che sancisce che a pagare il servizio di raccolta dei rifiuti siano in proporzione coloro che li producono. La TARI, lo ricordo, serve esclusivamente a pagare il costo del servizio e si deve considerare alla sorta di quota condominiale in cui ciascuno partecipa a seconda del grado di godimento del bene comune. Ci tengo a sottolineare che, sulla base dei parametri forniti, che indicavano una “forbice” entro la quale muoversi, noi ci siamo tenuti anche al di sotto altrimenti, specie per le famiglie numerose, ci sarebbero stati incrementi ancora più penalizzanti. Ebbene, fino allo scorso anno le nostre bollette erano calcolate esclusivamente sulla base dei metri quadrati dell’abitazione del contribuente. Questo fatto ha procurato grande ingiustizia perchè, mentre da un lato una famiglia numerosa che produce molta spazzatura e abita in un piccolo appartamento paga una TARI molto contenuta, dall’altro una sola persona (magari la nonna rimasta sola a vivere in un grande appartamento) che produce rifiuti in quantità minima, paga da sola il triplo o più della prima ipotesi. La rimodulazione delle tariffe pone fine a questa stortura. Il peso della dimensione della casa incide solo sul 40% circa della tariffa mentre il numero dei suoi occupanti determina la quota più rilevante (il 60%) ed è in proporzione al loro numero».

C’è chi ha detto che gli aumenti delle bollette siano una “sorta” di compensazione per le riduzioni fatte ai commercianti. Cosa risponde?

«Che è assolutamente falso. Le agevolazioni ai commercianti per la Tari le copre lo Stato attraverso fondi ad hoc per il Covid».

Sul fronte seconde case?

«Anche qui ho ricevuto molte lamentele per l’addebito di tre persone e per gli importi sono aumentati. La spiegazione è semplice. Quante persone ci sono ad Ardea 52,000? Se lo rapporto alle 150,000 abitazioni circa viene fuori che mediamente ogni casa è abitata da tre persone. Il tutto, chiaramente, considerando i criteri che lo Stato ci dà e noi a quelli ci siamo attenuti. Il Comune del resto non ha molti modi per verificare né in quanti ci vivono in queste abitazioni, al di là delle autodichiarazioni, e né per quanti mesi all’anno, dunque si applicano questi parametri medi. Tenendo presente che per Pomezia, ad esempio, per le seconde case, se ne considerano 4 di occupanti».

Tornando ai nuovi parametri per la Tari, a Pomezia questo modello è presente da alcuni anni. Perché ad Ardea lo si applica solo ora?

«Questo è il vero problema. Ad Ardea ci sono tante abitazioni di ridotte dimensioni, apparentemente di pochi metri quadri. In realtà, spesso, sono villini di tre piani dove però il “piano che paga la Tari” è solo il piano terra perché è l’unico abitabile. Sopra sono sottotetti e sotto, quelle che comunemente chiamiamo “sale hobby”, in realtà sono garage. Senza contare che si paga sul calpestabile al netto cioè delle mura. In alcune situazioni abbiamo metrature irrisorie, come 18 o 20mq. Risultato? La TARI era bassissima, 50-60 euro l’anno, anche se ad abitarci erano magari in tre persone. In questi casi gli aumenti sono stati spropositati. Spropositati ma giusti perché le tariffe non erano eque. Al contrario chi ha una casa molto grande ma magari vive da solo risparmierà oltre la metà. Ma degli aumenti non è colpa nostra. E’ colpa del fatto che fino ad oggi la tariffa applicata non era equa. E perché non lo era? Perché purtroppo i miei “predecessori” proprio, in un certo qual modo, per favorire l’edificazione di piccole case fatte con questi criteri hanno sempre consentito questo strano metodo di calcolo anche perché era concesso, si poteva fare. Ma lo sa qual è la cosa che fa più male

Prego..

«Che adesso è il Sindaco Savarese che ‘tartassa i cittadini’, quando invece abbiamo solo ripristinato un sistema di equità e anzi, stiamo facendo di tutto per farli pagare meno. Ad ogni modo in futuro le cose cambieranno ancora perchè si pagherà, oltre alla quota fissa, solo per i rifiuti effettivamente conferiti. Questo metodo consentirà di diminuire considerevolmente il costo della bolletta per chi non produce rifiuto indifferenziato, o non ne produce molto, e al tempo stesso non produce scarti di cucina o sfalci e ramaglie perchè utilizza un sistema di compostaggio domestico».

L’altra questione emersa, al di là del cambio dei parametri, è la differenza delle bollette tra Pomezia e Ardea magari a parità di componenti e metrature. Perché succede questo?

«Parto con un esempio. Quattro persone a Pomezia in 100mq pagano 200 euro circa, ad Ardea, con le stesse condizioni pagherebbero 317,00. Quindi ad Ardea la Tari costa più di Pomezia? Assolutamente no. Ma perché allora questa differenza, quando peraltro a Pomezia magari ci sono anche molti più servizi? Semplice. Ardea ha moltissime case e pochissime attività produttive quando sono in realtà queste ultime che pagano molto di più di TARI. La spesa infatti, oltre alla parte fissa e variabile che abbiamo visto prima, viene “spalmata” tra abitazioni e attività produttive. Ebbene la nostra spesa totale viene ripartita per il 72% circa tra i cittadini e soltanto per il 28% tra le attività produttive. A Pomezia il rapporto è totalmente differente: 60-65% attività commerciali, 30-35% cittadini. Ecco perché non è vero che la Tari da noi è più alta, anzi, ma è la ripartizione ad essere differente. Dal punto di vista della produzione dei rifiuti non ci sarebbe grande differenza tra le due città infatti, anzi noi ne produciamo un po’ di più per via dell’aumento estivo della popolazione. Per questo me la prendo con la politica del passato e mi riallaccio a quanto detto prima: sin dagli anni ’70 quando venne presa la sciagurata decisione di separarci da Pomezia non capendo che ne stavamo divenendo solo un “quartiere dormitorio” dato che tutte le attività, stabilimenti, aziende erano lì. E nel tempo non è stato fatto nulla per portare le imprese sul territorio mentre la popolazione cresceva a dismisura. Per 50 anni si è permesso di continuare a costruire case su case – basti pensare che abbiamo molte più abitazioni rispetto al fabbisogno reale – di 20-30mq dove magari vanno ad abitare in 4, 5, 6 persone. Dopodiché paghiamo, in tutti i sensi, i costi spropositati delle bonifiche delle discariche abusive che tengono alte le spese del servizio: rimuovere infatti rifiuti dalla strada costa 138euro/t+iva, addirittura dai 950/t ai 1200/t se bruciato. L’ultima bonifica alle Salzare è costata 650,000 euro per dare un’idea. I motivi di queste situazioni sono molteplici: da chi non paga la Tari e dunque non può richiedere il servizio a domicilio, ad altri perché temendo possibili controlli non mettono i rifiuti davanti casa, fino a coloro che lo fanno per boicottare l’Amministrazione, perché c’è anche quello. Anche per questo il rapporto parte fissa, che comprende anche le bonifiche straordinarie, parte variabile a Pomezia è bilanciato e da noi no. Infine pesa, anche se in modo meno marcato, la bassa percentuale di differenziata del nostro Comune».

Lei ha fissato l’obiettivo del 65% già previsto dalla legge. Che tempistiche vi siete dati?

«Prima di subito, visto che il tempo è letteralmente “zero”. La soglia del 65% del resto è già prevista per legge»

Sul fronte dell’evasione qual è la situazione?

«Partirà adesso un servizio importante per contrastare l’evasione attraverso un’esternalizzazione. Su questo fronte siamo fiduciosi»


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