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Ardea

Tor San Lorenzo, ‘Giù le mani dalla sbarra’: per protesta si incatenano davanti al consorzio

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protesta consorzio La sbarra

Continuano a far discutere i Consorzi di Tor San Lorenzo. Stavolta i fari sono accesi sul Consorzio “La Sbarra”, dove ieri mattina alcuni residenti hanno protestato contro una presunta ordinanza del sindaco di Ardea Mario Savarese per l’abbattimento immediato della sbarra che impedisce l’accesso. In particolare, una persona si è incatenata davanti alla sbarra, dichiarandosi pronta alla protesta ad oltranza.

Incatenato alla sbarra

“Ci era arrivata una comunicazione che diceva che oggi gli addetti del Comune avrebbero tolto le sbarre – dice l’uomo – e noi non vogliamo. Per questo mi sono incatenato qui, per evitare di farla portare via”. Antonio, 52 anni, spiega di lavorare come addetto alla sicurezza e di avere paura di perdere il lavoro nel caso venisse eliminata la sbarra di accesso. Ma non è di certo il solo a volere che lo sbarramento rimanga. “Chi ha comprato qui lo ha fatto sapendo di essere in un Consorzio, c’erano delle scritture private che lo attestano”.

Anche Roberto, 58 ani, è dello stesso parere. “Il Comune non ha la forza economica per poter mantenere l’area del Consorzio come lo teniamo noi: adesso è un fiore all’occhiello, pulito e in ordine, un vero gioiello. Ci sarà invece degrado e verranno mandate a spasso le persone che adesso lavorano per il Consorzio: se chiude, non ci sarà più la pulizia che c’è adesso. Noi supportiamo la protesta contro l’abbattimento delle sbarre”.

“Io abito qui dal 1984, non abbiamo mai bloccato le persone che volevano andare al mare a piedi. Qui non c’è tanto posto, non è che possiamo prendere tutto il bacino d’utenza del litorale. Questa è una protesta giusta, la sbarra è un modo per ridurre le persone che potrebbero dar fastidio a noi consorziati. Noi qui viviamo tutto l’anno – dice un residente – Io qui pago una quota annuale per vivere”.

Sul posto si sono quindi recati i consiglieri di opposizione Maurice Montesi e Simone Centore, che hanno ascoltato i residenti e il presidente del Consorzio. Secondo i residenti l’area su cui sorge il Consorzio – e quindi tutte le strade che lo attraversano – è privata, quindi il passaggio deve essere riservato solo ai consorziati. Questo significa che la sbarra deve rimanere e non può essere abbattuta dal Comune. Ecco l’intervista

L’intervista ai consiglieri e al presidente del Consorzio

Ma, da quanto risulta attraverso degli studi fatti negli uffici tecnici del Comune, la convenzione con cui sono stati rilasciati i permessi prevedeva che il Comune avesse la facoltà di assumere a patrimonio tutte le strade del Consorzio a fine della realizzazione dei lavori o comunque quando avesse voluto. Questo diritto, però, non è mai stato esercitato dall’amministrazione rutula, anche se nel tempo ci sono sempre state discussioni e problemi.

Ci sono sempre state due “fazioni”, una pro e l’altra contro il modo di operare del Consorzio, che esercitava il suo presunto diritto di decidere chi e come poteva entrare al suo interno. Ma, considerando che, all’interno, si trova una strada demaniale, intercorsa al traffico, perché non è possibile raggiungerla se non attraverso le strade del Consorzio stesso, e considerando che sempre dentro il Consorzio ci sono delle attività pubbliche come stabilimenti balneari, bar e ristoranti, il Comune adesso ha pensato di esercitare questo suo diritto di acquisizione delle strade nell’ottica di renderle accessibili a chiunque. 

Ma, contrariamente alle voci diffuse forse in maniera strumentale, nessuna ordinanza è stata emessa. Quello che invece è in atto, da quanto emerge, è un progetto finalizzato a rendere fruibile tutto il litorale rutulo. L’intenzione è quella di far accedere i cittadini a piedi e in bicicletta attraverso piste ciclabili, attraverso un progetto già partito (all’altezza dello stabilimento “La Venere in Bikini) e un altro per il quale è stato richiesto un finanziamento che vada a ricoprire gli altri tratti.

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