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IL GRINTA, TORNA IL WESTERN TRA TRADIZIONE E STILE

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I film dei fratelli Coen, da sempre espressione degli angoli più bui dell’animo umano e dell’America, stavolta decidono di tornare alle origini della nazione Americana, o meglio, al momento del passaggio verso la modernità in quell’epopea violenta e affascinante che è stato il West di fine secolo XIX.\n\nJoel ed Ethan riadattano un successo del 1969 – quel “Il Grinta” che premiò tardivamente con l’Oscar il grande John Wayne – correggendone la storia e paradossalmente riavvicinandola al romanzo di Portis, plasmandola intorno al fenomenale Jeff Bridges, che spera nell’Oscar per un’interpretazione che ci riporta ai capolavori Western di metà anni 50.  La trama è quella di un classico Western, con gli ingredienti primari come la vendetta, l’onore, la sete di ricchezza, in paesaggi stupendi e incontaminati: narra della quattordicenne Mattie Ross (Hailee Steinfeld) che ha perso di recente il padre, ucciso vigliaccamente da un certo Tom Cheney (Josh Brolin), e che è decisa a vendicarlo con l’aiuto di cacciatori di taglie senza scrupoli.\n\nA Mattie viene detto che l’uomo che potrebbe aiutarla è Cogburn, detto appunto Il Grinta (Jeff Bridges), sceriffo un po’ in disgrazia per via dei suoi metodi molto spicci per far giustizia. Cogburn, anche se riluttante, alla fine accetterà l’incarico insieme al Texas Ranger LaBoeuf (Matt Damon), anch’egli in cerca di Cheney per un omicidio commesso in Texas e anche lui interessato ala taglia.\n\nStrada facendo, senza rivelar nulla della storia, la ragazza imparerà il dolore e la spietatezza del mondo e degli uomini, e dovrà in fretta diventar grande, comprendendo che nel Texas le sue nozioni di legge e di rispetto del diritto non le serviranno.\n\nParlando dei protagonisti, abbiamo ammirato non senza una certa commozione, la stupefacente esordiente Hailee Steinfeld, di soli quindici anni,  scelta tra migliaia di candidate, che (vedere per credere), riesce a tener testa a due fuoriclasse come Damon e Bridges, cattivi ma umani, bravi interpreti di due personaggi, il Grinta e LaBoeuf, figli di un mondo antico, mentre tutto intorno la ferrovia e la modernità stanno arrivando a travolgerli. Ci ha colpito poi non tanto il sopravvalutato Josh Brolin, che pure interpretava il famigerato Cheeney, (che già abbiamo visto quest’anno nel Film di Woody Allen dove non ci aveva convinto), ma l’antagonista vero del Grinta, Barry Pepper, nella parte di Lucky Ned, spietato eppur umano, così come tutti in questa epopea dove il bene ed il male a volte si confondono.\n\nMauro Valentini

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