Home » Cultura » Torri cilindriche e piante rampicanti, questo luogo sembra uscito da una fiaba: dove si trova

Torri cilindriche e piante rampicanti, questo luogo sembra uscito da una fiaba: dove si trova

Pubblicato il
Castello Odescalchi

Continua il nostro viaggio alla scoperta di storie e curiosità di Roma e del Lazio. Oggi parliamo di un luogo unico nel suo genere. Siamo a Bracciano, comune italiano della città metropolitana di Roma Capitale, in posizione dominante sull’omonimo lago detto anche lago Sabatino. Qui, precisamente in Piazza Mazzini numero 14, si trova il Castello Odescalchi.

L’Associazione che ripulisce dai rifiuti il lago di Bracciano: “Così teniamo pulito il fondale”

Castello Odescalchi

Un po’ di storia

Per parlare del Castello Odescalchi di Bracciano facciamo affidamento al sito ufficiale del luogo. Il Castello di Bracciano è una straordinaria dimora storica privata, aperta al pubblico, con 800 anni di storia. Costruito dagli Orsini nel 1470, accanto alla preesistente Rocca dei Vico, fu acquistato dagli Odescalchi, che ancora oggi lo posseggono, nel 1696. Nel Rinascimento, quella degli Orsini era una delle famiglie più potenti del Centro Italia. I vari rami, organizzati in un vero e proprio commonwealth, si estendevano attraverso mezza Europa.

Tutte queste famiglie reclamavano la stessa discendenza da un certo Ursus che, allattato da un’orsa, come Romolo e Remo da una lupa, aveva dato origini mitologiche alla famiglia. Alla fine del Seicento, gli Orsini di Bracciano si estinsero e il Castello fu venduto a Livio Odescalchi, nipote di Papa Innocenzo XI. Proveniente dalla Lombardia e discendente da Carlo Magno, Livio ottenne il titolo di principe imperiale dopo i successi della Lega Santa.

La costruzione del Castello Odescalchi

A partire dal 1470, Napoleone commissionò la costruzione del Castello probabilmente alle stesse maestranze che stavano costruendo la Cappella Sistina e i palazzi romani del primo Rinascimento. Architetti come Francesco del Borgo e soprattutto Giovannino de Dolci potrebbero aver contribuito alla fase progettuale dell’edificio. Il successore di Napoleone, Gentil Virginio Orsini, invitò Francesco di Giorgio Martini, il più grande ingegnere dell’epoca, per rafforzare la difesa militare della fortezza. Alla fine del Quattrocento venne completata la magnifica corte d’onore con un raffinato portale all’antica da cui si accedeva ai piani nobili. Bracciano divenne un centro diplomatico fondamentale per la scacchiera della storia d’Italia, visitato da umanisti, ambasciatori, papi, cardinali, re e regine. La presenza a Bracciano di Carlo VIII, Re di Francia, nel 1494 inaugurò le cosiddette Guerre d’Italia.

La ‘Sala Delle Armi’

Questo grande spazio è dedicato al condottiere Gentil Virginio e ospita uno degli affreschi civili più grandi del Quattrocento romano e una collezione di armi e armature (in particolare cinquecentesche) appartenuta a Baldassarre e Ladislao Odescalchi. L’affresco con la sua elegante narrativa mostra il mondo delle armi e delle lettere dei condottieri del tardo Quattrocento. Un mondo umanistico dove la guerra si associava sempre di più alla diplomazia.

Gubernatrix: il potere delle donne

Tra gli spazi interni più suggestivi, affrescati tra Quattrocento e Cinquecento, ci sono una serie di sale con affreschi che rappresentano figure femminili.  Ispirati agli scritti di Boccaccio o Christine de Pizan, gli affreschi nella Sala delle Donne potrebbero essere stati commissionati da Bartolomea Orsini che nel 1496 mostrò tutto il suo coraggio nella difesa del Castello assediato dai Borgia. Invece, gli affreschi con le donne illustri nella Sala di Felice della Rovere furono commissionati dalla figlia di Papa Giulio II e dipinti da Abtonio da Viterbo detto il Pastura. Felice accettò di sposare Giangiordano Orsini all’inizio del Cinquecento e una volta vedova divenne ‘gubernatrix‘, governatrice dello stato di  Bracciano. Amica di cardinali e papi, regine e umanisti, Felice della Rovere appare in un ritratto circondata da libri e iscrizioni.

La trasformazione da fortezza a palazzo

Nel 1558 Paolo Giordano Orsini sposò Isabella de Medici e nel 1560 Bracciano divenne capitale di un vero e proprio Ducato. Furono chiamati Giacomo del Duca e Nanni di Baccio Bigio a costruire logge, archi trionfali e giardini pensili e i fratelli Taddeo e Federico Zuccari a decorare le sale più rappresentative. La relazione amorosa tra Paolo Giordano e Isabella de Medici è rappresentata attraverso una serie di affreschi nel cosiddetto Appartamento Privato che si può visitare su richiesta in alcuni giorni con un supplemento. Nel secolo successivo, la dinastia dei Duchi di Bracciano (Virginio, Paolo Giordano II, Ferdinando e Flavio) divenne il fulcro di una corte Barocca dedita alla committenza di arte, poesia, musica e scienza.

Il Castello Odescalchi oggi

Il Castello Odescalchi oggi è un’eccezionale dimora storica, tra le più imponenti del Rinascimento, che può essere visitata attraverso un percorso storico -artistico che racconta la vita dei grandi personaggi che l’hanno costruita, difesa, governata o visitata. Ogni spazio, dalle originali camere con imponenti letti a baldacchino, alle antiche cucine, ai saloni di rappresentanza con magnifici affreschi o i più intimi studioli, racconta la storia delle famiglie Orsini e Odescalchi, da un’Italia divisa in tanti stati fino all’Unità del paese. La storia di un condottiero, l’amore tra Paolo Giordano e Isabella de Medici, l’amicizia tra la Regina Cristina di Svezia e Paolo Giordano II, le vicissitudini di Felice della Rovere, o Baldassarre Odescalchi, un raffinato principe di fine Ottocento che restaurò l’edificio rispettando filologicamente la sua identità. Il Castello di Bracciano, dominante con le sue alte torri il Borgo e il Lago, si trova in uno spazio paesaggistico di rara bellezza a soli 30 chilometri da Roma.

Castello di Bracciano

Impostazioni privacy