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“Via dell’Arco della Ciambella”, dove si trova e perché si chiama così

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Via dell'Arco della Ciambella

Curiosità turistiche di Roma, viaggio alla scoperta di quei luoghi forse meno conosciuti della Città Eterna ma che, quasi alla stregua dei monumenti più famosi, sono in grado di suscitare stupore, curiosità ed emozioni per chi si prende il tempo di scoprirli.

In questo articolo ci siamo occupati ad esempio dello scorcio medioevale proprio a due passi da Campo de’ Fiori ma anche, all’interno di una mini-guida dedicata, alla stradina più stretta della Capitale. Stavolta ci occuperemo invece di Via dell’Arco della Ciambella. Lo conoscete? E sapete perché si chiama così? E soprattutto: dove si trova? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Via dell'Arco della Ciambella

Roma segreta: alla scoperta di Via dell’Arco della Ciambella

Esiste infatti una Roma parallela a quella tracciata dai consueti itinerari turistici. Chiaramente, per chi viene nella Capitale per pochi giorni, le visite e le tappe sono praticamente obbligatorie, c’è poco da fare. Né si può barattare un piccolo luogo magari sì caratteristico ma ovviamente non in grado di reggere il peso del confronto con il Colosseo di turno; ma per chi invece ha la fortuna di vivere nei dintorni di Roma, e dunque ha la possibilità di organizzare delle uscite un po’ fuori dagli schemi canonici, scoprire tutte queste sfaccettature della Città Eterna, andando ad indagare nei suoi luoghi più nascosti, può rappresentare davvero un’occasione unica e imperdibile. 

Del resto anche solo sapere e conoscere la storia di un determinato posto può aiutarci a guardarlo con occhi diversi. E’ questo il caso di Via dell’Arco della Ciambella, all’apparenza una Via come tante altre che attraversa il Rione Pigna, tra il Pantheon e l’Area Sacra di Largo di Torre Argentina. Siamo in pieno centro e dunque, lo possiamo anticipare, è facile magari abbinare a questo itinerario magari una meta più “classica” dal punto di vista turistico (come il Pantheon per l’appunto). Attenzione però a non farsi ingannare dal nome perché con i tipici dolci zuccherati non ha nulla a che vedere. Perché allora si chiama così?  

La storia

Per sapere la storia di questa Via dobbiamo tornare all’inizio dell’impero romano. Siamo tra il 25 e il 19 a.C.: il console Marco Vipsanio Agrippa, amico nonché genero di Augusto, fa realizzare in questa zona un grandioso complesso termale, le terme di Agrippa, per il popolo romano che erano alimentate dall’Acquedotto Vergine. Ma cosa ne resta oggi? Se ci rechiamo sul posto, alzando lo sguardo, è possibile scorgere i resti di un rudere romano, dell’altezza di circa 10 metri. Ovvero tutto ciò che resta di quelle terme, una parte di quello che forse era il calidarium, una sala rotonda coperta a cupola.

Questo era il centro dell’intera struttura prima di essere “tagliata in due” nel 1542 per consentire l’apertura della strada; la sala circolare tuttavia, come testimoniano documenti dell’epoca, rimase integra fino all’inizio del ‘600. E arriviamo così al nome: i cittadini la chiamavano “Rotulo” o “Tondo” da cui derivò poi nel tempo “Ciambella“, in uso ancora oggi come nome attribuito alla strada. A dare il “colpo di grazia” alla struttura, passateci l’espressione, fu Papa Gregorio XV nel corso del 1600 che ordinò dei lavori di sistemazione che, di fatto, si rivelarono fatali per le antiche rovine, edificio e arco compresi. 

La Madonella ‘miracolosa’

Ma non finisce qui. Come spiegato dal portale TurisimoRoma sotto alla “ciambella” insiste un tabernacolo, copia dell’800 della cosiddetta Madonna del Rosario. Si tratta di un luogo considerato sacro dai credenti di fede cattolica, veneratissima e ritenuta perfino miracolosa. E’ composta da un baldacchino in legno, una mensola e un inginocchiatoio appartenente alla famiglia Capparucci: quando quest’ultima si trasferì portò con se l’immagine sacra e quella che si vede oggi è soltanto una copia.  

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