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Prima contesta l’arbitraggio, poi colpisce un calciatore con schiaffi e pugni: paura alla partita di calcio

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calci e pugni per mettere a segno una rapina

Prima la manata al volto al calciatore della squadra avversaria, poi un violento calcio sempre in pieno viso. Un’aggressione in piena regola che è costata atleta ben 30 giorni di prognosi. Protagonista della violenta vicenda un ragazzo di 23 anni che nel corso di una partita di calcio ha pensato bene di far valere con la forza le proprie ragioni. Il suo comportamento non è però stato privo di conseguenze e gli è costato la misura del daspo. 

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La violenza sul campo da calcio 

I fatti sono avvenuti lo scorso 23 dicembre quando, in occasione di un incontro di calcio, valevole per il campionato Eccellenza, tenutosi presso un impianto sportivo della provincia, il 23enne –  residente a Napoli,  già tesserato con una squadra pontina di categoria Eccellenza – si è reso protagonista della violenza. Il tutto è avvenuto durante un assembramento in campo derivato da una decisione arbitrale contestata. In questa circostanza, il ragazzo aveva colpito con una manata al volto un calciatore della squadra avversaria, facendolo cadere al suolo. Per tale gesto era stato espulso dal campo di gioco ma, prima di uscire, aveva nuovamente aggredito il calciatore ancora a terra, sferrandogli un violento calcio al volto e provocandogli 30 giorni di prognosi per “frattura pluriframmentaria”. Per tali fatti il giovane era stato indagato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni gravi.

Il daspo

Come dicevamo, i comportamenti del giovane non sono rimasti impuniti. Ora, il Questore di Latina nel quadro delle attività dirette a contrastare il fenomeno delle violenze in occasione di manifestazioni sportive, ha emesso il provvedimento di Divieto di Accedere a Manifestazioni Sportive (D.A.Spo.) ai sensi dell’art. 6 della Legge 401/1989 e successive modifiche. La misura a carico del 23enne è valida per un anno.

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