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Sezze, reddito di cittadinanza a stranieri senza requisiti: da recuperare oltre 50mila euro

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Furbetti del reddito di cittadinanza a Sabaudia

Percepivano il reddito di cittadinanza ma non ne avevano diritto. E adesso sono stati denunciati. Nel mirino dei Carabinieri della Compagnia di Sezze sono finite 11 persone, tutte straniere, accusate di aver beneficiato del sussidio statale senza che ve ne fossero le condizioni. Dopo le indagini e le verifiche effettuate è stato disposto l’immediato stop all’erogazione del reddito e sono state attivate contestualmente le operazioni per recuperare le somme indebitamente percepite, pari ad oltre 50mila euro. 

Chi sono le persone denunciate

Indebita percezione del reddito di cittadinanza”. E’ questo il reato di cui dovranno rispondere adesso le 11 persone coinvolte (di cui 8 donne e 3 uomini) di età compresa fra i 23 anni e i 70 anni, di origini straniere e residenti a Sezze (e non a Sabaudia come inizialmente reso noto) denunciati in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Sezze congiuntamente a personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Latina, nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria finalizzata a contrastare efficacemente la fenomenologia.

Le false dichiarazioni per avere reddito e pensione di cittadinanza

In particolare, i militari dell’Arma dei Carabinieri, dopo accurate verifiche volte ad accertare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni attraverso l’esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite nel corso di specifici servizi di controllo del territorio con quelli fomiti dal Comune di residenza, individuavano elementi che consentivano, allo stato, di ritenere che gli undici soggetti fornendo dichiarazioni relative ad una residenza in Italia da 10 anni, che appare non veritiera, avevano nel tempo percepito il sussidio senza che ve ne fossero le condizioni.

Le somme da recuperare

Gli esiti dei controlli venivano comunicati all’Autorità Giudiziaria e all’INPS per l’interruzione
dell’elargizione del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite per un totale di 54.327,67 Euro. 

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