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Nettuno, la crisi politica affidata alle… lettere ai giornali e ai social network

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Telenovela Nettuno, va in onda una nuova puntata della serie “Crisi 5 stelle”.

L’episodio di ieri è pieno di avvenimenti, tutti legati da un filo conduttore: i giornali locali.

La scena iniziale vede 4 consiglieri di maggioranza che inviano altrettante lettere ad alcuni (non a tutti, evidentemente hanno le loro preferenze…) giornali. Le missive sono rivolte al loro sindaco, che qualche ora dopo controbatte sempre attraverso i media, ma – gliene diamo atto – non prima di aver risposto personalmente ai quattro “ribelli” con un messaggio diretto.

 

La “giornale-novela” prosegue poi con l’opposizione.

I 9 della minoranza si armano di carta e penna (metaforici) e inviano una mail alle redazioni. Ma anche qui i giornali sono solo alcuni, ben selezionati dagli autori della “fiction”, e non tutti, in una sorta di par condicio al contrario.

Ma ecco il testo della lettera dell’opposizione.

Basta con i silenzi e con le ipocrisie del sindaco Casto. I sottoscritti consiglieri comunali rilevano la profonda crisi politica, per altro in atto da tempo, tutta interna al movimento 5 stelle, che è stata ulteriormente certificata dalle pubbliche dichiarazioni di dissenso con la gestione politica e amministrativa di Nettuno rilasciate in data odierna dal Presidente del consiglio comunale e da alcuni consiglieri comunali della maggioranza pentastellata. Chiedono al sindaco Casto di assumere le decisioni conseguenti in coerenza con quanto da lui stesso dichiarato nell’ultimo consiglio comunale durante il quale ha posto come condizione per rimanere in carica l’attestato di fiducia di tutti i consiglieri di maggioranza che oggi in buona parte invece si esprimono clamorosamente in totale contrasto con il suo operato. La città non può rimanere paralizzata per i dissidi e le lacerazioni interne al movimento 5 stelle ed è urgente perciò un atto di chiarezza politica che ponga fine a questa lenta agonia dell’amministrazione Casto il quale, invece, minimizza irresponsabilmente, con dichiarazioni infantili, quanto accade, infischiandosene dei problemi di Nettuno per tentare di racimolare il consenso dei suoi consiglieri che regolarmente lo smentiscono“.

Ma non è finita. Potevano infatti stare zitti gli unici che ancora non avevano espresso il loro parere, ovvero i restanti consiglieri di maggioranza?

Ovvio che no, quindi ecco anche loro che replicano con una lettera destinata solo ad alcune redazioni (facciamo presente che la nostra ha ricevuto solo la comunicazione del sindaco).

“Un sabato qualunque. Apprendiamo appena ora della ‘lettera aperta’ inoltrata alla stampa locale da quattro consiglieri di maggioranza. E’ con non poco stupore che rileviamo ulteriormente un modus operandi ormai consolidato di alcuni colleghi che, evidentemente refrattari al confronto, sono soliti esternare il loro pensiero attraverso i media.
Intendiamo, quindi, rispondere con un unico comunicato alle 4 diverse lettere pubblicate, atteso che appare fin troppo evidente sia unica la mano che scrive, come è unico il disegno di chi, mal celato tra “mi piace” profusi sui social e comunicati sempre alle medesime testate, ordisce ai danni di questa amministrazione, in primis del Sindaco e quindi dei rappresentati legittimamente eletti di questa città. Anche noi non avremmo mai voluto vederci costretti a rispondere tramite la stampa a cotanta tracotanza, carica di un livore che, dobbiamo tristemente constatare, stride fortemente con la nostra personale azione politica che, sfidiamo tutti a smentirlo è ispirata a canoni di onestà e correttezza ed è scevra da logiche mirate all’occupazione di poltrone, atteso che nessuno di noi 10 ha mai chiesto e mai chiederà, e questo è sotto gli occhi di tutti”.

Sara Bonamano, Donato Gallina, Gianluca Latini, Roberto Lucci, Claudio Monti, Chiara Pittoni, Laura Pizzotti, Katia Ricci, Diego Tortis ed Eleonora Trulli ai loro colleghi Daniela De Luca, Simonetta Petroni, Marco Montani e del Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Nigro prendono quindi le difese di Casto, negando di fatto una netta e profonda spaccatura interna, etichettando i “dissidenti” come “4 paladini dell’etica dell’ultima ora”

“Non possiamo accettare – scrivono infatti i 10 consiglieri di maggioranza – che 4 paladini dell’etica dell’ultima ora, che prima delle “Idi di marzo” nulla avevano mai recriminato, si permettano di ledere i nostri diritti di donne e uomini prima, e di politici poi, accusandoci di non meglio specificati fatti e comportamenti che invece avrebbero richiesto una più puntuale spiegazione all’interno della maggioranza sia come atto dovuto, oltre che di coraggi. Non possiamo certo tacere sulla distorta percezione della realtà che nei cittadini potrebbero ingenerare espressioni come “corrente” o “gruppetti” quando ci si rivolge a 10 consiglieri che, come invece è nell’ordine delle cose, rappresentano senza ombra matematica di dubbio la maggioranza, sia secondo le più elementari regole della democrazia, sia alla luce di quel regolamento interno che, lo ricordiamo a noi stessi prima che ai 4, trova quale prima regola condivisa e votata da tutti l’assoluta riservatezza, puntualmente violata con ripetuti comunicati di mera lamentela. Noi, come invece altri, non crediamo di essere depositari della verità, non abbiamo la pretesa di sapere meglio di tutti quale sia il bene assoluto della città o la volontà di ogni singolo cittadino, ma crediamo nella democrazia e nelle regole che ne garantiscono l’attuazione, come crediamo fermamente nei principi del M5S. Non abbiamo “chiesto la testa di nessuno” ma solo manifestato un disagio e rappresentato dei fatti che apparirono chiari già un anno fa in occasione dell’incontro con l’Onorevole Alfonso Bonafede, il quale fu cristallino nell’ammonire che il M5S non è un ‘poltronificio’ invitando coloro che già erano titolari di una carica, elettiva o no, a non aspirare ad altre e superiori cariche in corso di mandato.
Dinanzi ad un turbinio di candidature smentite solo a parole e per altro solo a mezzo stampa, abbiamo espresso una libera manifestazione di volontà precisando che non avremmo tollerato né allora né in futuro che con atti dettati da mero spirito personalistico qualcuno potesse minare i principi del Movimento 5 Stelle, mettendo così alla berlina la nostra integrità e libertà politica. La libertà non è solo un diritto, è anche un dovere!. Infine ribadiamo la nostra fiducia incondizionata al Sindaco, convinti che Angelo Casto sia il miglior sindaco che questa città possa avere (ad esclusione della scelta sulla prima giunta che gli hanno chiesto di rimuovere), come a lui mostriamo tutta la nostra solidarietà per quello che oggi appare, più o meno trasversalmente, l’ennesimo attacco alla sua persona, per il quale chiediamo ai nostri colleghi immediate e pubbliche scuse. In ogni caso qualora i 4 colleghi ritengano che qualsiasi decisione presa sino ad oggi non sia stata condivisa secondo le regole che noi stessi ci siamo dati, li invitiamo ad una riunione di maggioranza anche pubblica affinché sui lamentati temi si pervenga a nuova e definitiva votazione.
Firmatari i seguenti Consiglieri Comunali M5S:
Sara Bonamano, Donato Gallina, Gianluca Latini, Roberto Lucci, Claudio Monti, Chiara Pittoni, Laura Pizzotti, Katia Ricci, Diego Tortis ed Eleonora Trulli”.

 

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